sabato 23 agosto 2008

GRAZIE

Qualche giorno fa,tornando da una breve vacanza in Calabria,fresca di nostalgie,ricordi,ma anche di rabbia e delusione,finisco in rete a leggere un articolo che mi ha spinta a lasciare un commento,di getto.
Il commento è stato non solo moderato ma anche pubblicato in home page.Cosa che mi ha fatto molto piacere,ovviamente,perchè non si trattava di una valutazione estetica di buona scrittura,ma di uno sfogo sentito e di cose che penso veramente e che riguardano certo la vita politica e sociale della Calabria,ma anche della Sicilia,dove vivo,e magari di altre regioni a sud di Roma.
Il link del sito:blogalladeriva-liberi di pensare-
Nel ringraziare il titolare del blog,riporto di seguito il tutto.
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22 agosto, 2008
L'UOMO SPEZZATO
Un bellissimo commento di chicchina merita, a mio giudizio, di essere messo in home page.
Esso vale da solo più di tutti i fiumi di inchiostro inutile che i filoborbonici possano mai produrre, e da voce alla mia anima di "Uomo Spezzato"in un momento in cui sto, seriamente, maturando l' idea e il progetto di abbandonare definitivamente la Calabria, poiché in essa non c'è spazio per chi voglia costruirsi un futuro in modo onesto e indipendente da una qualsiasi tipo di consorteria.
In una mattinata in cui circa 400 politici calabresi sono indagati per il mancato utilizzo di beni confiscati l'amarezza è ancora più forte.
Cosa può sapere di questo un sedicente filoborbonico, che mangia e si ingrassa nel Nord che tanto odia?..
.niente!


"Torno oggi dalla Calabria,è una malattia che mi porto appresso,ma ogni volta torno con una riflessione negativa in più:ottimo articolo ottime considerazioni,ma sembrano discorsi fra sordi,perchè chi non ci vuole sentire,non ci sente.E non sono i politici ad essere incriminati,quelli purtroppo fanno il loro mestiere di venditori di fumo e promesse e raccattatori di voti.Mi rivolgo ai pochi o molti uomini di idee,capaci di creatività,di progetti,ai pochi o molti imprenditori con il coraggio di investire, credendoci, in questi progetti,capaci di interpretare leggi e disposizioni,di utilizzare disponibilità e risorse umane,nel segno del cambiamento,senza chiedere elemosine,ma utilizzando quanto le leggi prevedono,e nel rispetto di queste
leggi,innanzitutto.
Vedo,ogni volta che arrivo nella mia terra,desolazione,noia,sfiducia,e sempre il maledetto tentativo di scavalcare qualcuno,con l'aiuto del piccolo e sempre più anacronistico potentello di turno,per una pensione non dovuta,una malattia ineseistente,un riconoscimento illegale di qualcosa.Ho sentito di quotazioni ufficiali per certificati fasulli,riconoscimenti improbabili,tanto con qualche anno di pensione si rientra dalle spese!Quale la spinta ad interessarsi attivamente del proprio territorio? quale il desiderio di ritrovare la dignità di un lavoro ben fatto e giustamente remunerato?Mi scuso per lo sfogo ma oggi non avrei potuto dire altro."
Pubblicato da Fortunato Vadalà a 11:52 AM

domenica 10 agosto 2008

'ssettativi,c'ora vi cuntu...


Traduzione per i non calabresi:"sedetevi che adesso vi racconto".

Sempre più spesso in questi mesi,mi assento dal blog e dalla mia città per spostarmi altrove.Non si tratta certo di vacanze o viaggi studio o affari:semplicemente voglio essere presente accanto a mia mamma che non sta bene.

Già perché i miei familiari abitano,tutti in quel di Milano,fratelli cognate sorelle nipoti pronipoti,una tribù,insomma,così come moltissimi altri parenti ed amici.

Siamo una famiglia di ..migranti,adesso si dice così,ma io,non contenta della prima..migrazione,ne ho fatta un’altra ,in solitudine,per svernare in Sicilia,creare una mia famiglia,crearmi un lavoro,ed ora tentare di passare qualche altro anno sereno in un lembo di terra che ha tantissimi difetti,di ogni genere,ma un clima troppo accattivante una storia una civiltà una tradizione che oramai,dopo tantissimi anni,ho fatto miei.

Per quanto detto sopra,in questo periodo sono diventata una provetta navigatrice in internet,sempre alla ricerca di qualche volo economico,con compagnie delle quali spesso mi fido,solo per mancanza di alternative,con orari impossibili,ma buoni se costano meno.

E non posso fare a meno di ricordare il mio primo viaggio importante,anzi il primo in assoluto.

Nei primi anni sessanta,20 anni da portare in giro con disinvoltura,lasciavo la Calabria per sperimentare una nuova stagione,meta Milano.

Partivo da Reggio C.,con il treno "freccia del sud",beh,chiamarla freccia era proprio un'ostentazione eccessiva,ma mica lo si poteva chiamare la "tartaruga del sud" che diamine,che figura ci facevano le FF.SS.?

Il treno partiva di pomeriggio,ma mia mamma(mio padre era mancato qualche mese prima) mi ha accompagnata in città fin dal mattino:

Mi ha comperato una borsetta nuova,una tracolla nera,in tessuto di iuta,eravamo in settembre.

Mi ha comperato anche una specie di borsa per la spesa,non la solita valigia di cartone,non mi serviva,che ci avrei potuto mettere dentro?

Per qualche capo di biancheria,dei panini della frutta una busta con il diploma,un quadernetto notes con indirizzi di amici, qualche penna,una immancabile lettera di presentazione per un conoscente importante ,poteva sempre servire,bastava molto meno della valigia. Ci fossero state le moderne buste di plastica,così comode e capienti….

Mi portavo dietro anche un carico sterminato di sogni e di speranze,ma questi si sa,non pesano e si possono tranquillamente nascondere agli sguardi curiosi ed invadenti,in un angolino del cuore.

E’ così che sono arrivata a Milano.

Scriverò ancora sull’argomento,merita alcune considerazioni,sul come le cose cambiano o almeno così ci sembra.

Alla prossima,dunque.