venerdì 22 maggio 2009

MIGRANTI-ULTIMO VIAGGIO





Sotto un sole di pece
Un gruppo di piccole croci
Resti di vecchio fasciame
Di barche votate all’oblio.
Vi appoggio la mia pietà
Ed una lacrima di sale
I fiori sono inariditi
Prima di germogliare:
abbiamo seminato speranza
sopra aridi cuori
e terra violentata.
Depongo una preghiera,
meglio, un invito a un Dio
unico,universale
che, comunque si chiami,
non ci maledica
ma , pietoso, perdoni:
non sappiamo quello che facciamo.


vedi:Erri De luca racconta Lampedusa-

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martedì 19 maggio 2009

SUPERARE LA PAURA




Da qualche settimana la mia terra,ballerina,mi regala emozioni ..... non richieste.
Una prima scossa di terremoto,di pomeriggio,mentre stavo al PC:non fortissima,ma il rumore, come di un tuono scoppiato vicinissimo,mi ha fatto saltare dalla sedia.
Non sapevo cosa fare,eppure un po ci sono abituata,ho preso le chiavi di casa-?-
per avvicinarmi alla porta.Provvidenzialmente mio figlio è arrivato,a tranquillizzarmi,farmi pensare razionalmente,pare facile,vero?.
Scosse più leggere,ma quotidiane mettono a dura prova la mia razionalità.
Ci danno una spiegazione,niente a che fare con l'Etna,che pure dà spettacolo,ma tettonico.E l'epicentro non è vicino al paese ove abito,è proprio nel mio paese,a un paio di km.da casa.
Che fare?
O giro per casa con il casco e un equipaggiamento d'emergenza,ma non mi pare il caso.
Oppure,altra possibilità,fare finta di niente e fare altro.
Così,ieri ho raccolto le rose,quelle antiche,profumatissime a cespuglio spontaneo,
e fino a sera ho lavorato per preparare una magnifica,profumatissima confettura.
Alle sedici,circa del pomeriggio,altra scossetta,ma ho continuato,avevo altro da fare.
La confettura è riuscita ottimamente,non posso postare il profumo nè il sapore.Peccato,però.

domenica 10 maggio 2009

sabato 2 maggio 2009

CIAO,MAMMA

Ciao,mamma,
questa volta ci hai lasciati, davvero,inesorabilmente.
In questi anni più e più volte avevamo sperimentato la paura di perderti,
ci siamo sempre stretti a te e sempre si era verificato il miracolo:
il tuo attaccamento alla famiglia alla vita,agli affetti ti aveva aiutata
ogni volta a superare gli ostacoli.

C’erano progetti dei tuoi giovani nipoti che volevi seguire,
e lo hai fatto con amore e trepidazione regalando saggezza e fiducia.

Avevi sperato di vedere realizzati altri sogni,
ma poi hai ceduto,stanca.

In silenzio hai seguito il nostro affannarci degli ultimi giorni.
Forse hai percepito la nostra pena.
Ma eri già in un’altra dimensione.

Troppo presto per i ricordi,ci sei ancora,fra noi,
troppo presto anche per le lacrime,le abbiamo versate,
lacrime silenziose,in questi mesi di malattia,
ora sembriamo sereni.

Arriveranno altre lacrime,per ognuno di noi,
in altri momenti,saranno tutte nostre.
Per adesso abbiamo ancora bisogno di te,