giovedì 26 agosto 2010

SUI PASSI DI IERI

Ho fatto qualche giorno di vacanza,al mio paesello.
Sole e mare a volontà un saluto agli amici e parenti ,quattro passi su vecchie strade gia percorse in anni giovanili.






In tanti,parenti di varie generazioni,dispersi da una moderna diaspora,nelle varie città d'Italia e oltre,ci ritroviamo in estate,per una cenetta sulla spiaggia,quattro chiacchiere,complice una luna intrigante e generosa ,e il dolce rumore della risacca come colonna musicale




La sera la solita chermesse,per la "Poesia in piazza",poesia in lingua italiana ma anche dialettale,e quest'anno anche in grecanico,la lingua dei nostri avi,parlata ancora dai nostri nonni e che la cominità sta cercando da anni di recuperare e rendere viva con varie iniziative.

Un mio piccolo contributo di riconoscenza ed amore per qusta lingua:
Riporto,spero senza sbagliare i versi di un poeta che primo fra tutti,da molti anni ha cercato di tramandare questa lingua non solo oralmente ma lasciando parecchi scritti,poesie,racconti.

Di Bruno Casile(1923-1998)

CHORA DIKIMU (VUA)

Jmme vutànu ce vutànu menu
den din addàsso etuti jtonìa
ode ecùsti i protinì fonìmmo
ode tin echo demèni tin cardìa

Si etuto chùma ti tosso platégghi
an da pappùdiama an din jenìa
ti ìrtasi ode an din Ellàda
gapònda pànda etuti meria.

PAESE MIO
Sono bovese e bovese resto
non ho abbandonato questo vicinato
qui si è sentita la mia prima voce
qui resta legato il mio cuore.

In questa terra che tanto dice
dei miei antenati,della mia gente
venuta dalla Grecia
innamorata sempre di questa comtrada.

domenica 15 agosto 2010

LA POESIA CI SALVA?

Fa caldo,asfissiante,da non farmi respirare,e siamo già nel tardo pomeriggio...
Non so cosa c'entri con tutto questo,o forse si,ma mi è piaciuto postare questa poesia-canzone-




targa ricordo di un massacro

FIUME SAND CREEK

Si son presi il nostro cuore sotto una coperta scura
sotto una luna morta piccola dormivamo senza paura
fu un generale di vent'anni
occhi turchini e giacca uguale
fu un generale di vent'anni
figlio d'un temporale

c'è un dollaro d'argento sul fondo del Sand Creek.

I nostri guerrieri troppo lontani sulla pista del bisonte
e quella musica distante diventò sempre più forte
chiusi gli occhi per tre volte
mi ritrovai ancora lì
chiesi a mio nonno è solo un sogno
mio nonno disse sì

a volte i pesci cantano sul fondo del Sand Creek

Sognai talmente forte che mi uscì il sangue dal naso
il lampo in un orecchio nell'altro il paradiso
le lacrime più piccole
le lacrime più grosse
quando l'albero della neve
fiorì di stelle rosse

ora i bambini dormono nell letto del Sand Creek

Quando il sole alzò la testa tra le spalle della notte
c'erano solo cani e fumo e tende capovolte
tirai una freccia in cielo
per farlo respirare
tirai una freccia al vento
per farlo sanguinare

la terza freccia cercala sul fondo del Sand Creek

Si son presi il nostro cuore sotto una coperta scura
sotto una luna morta piccola dormivamo senza paura
fu un generale di vent'anni
occhi turchini e giacca uguale
fu un generale di vent'anni
figlio d'un temporale

ora i bambini dormono sul fondo del Sand Creek

domenica 8 agosto 2010

SETTEMBRE POI VERRA'..




Se non siete ancora partiti per le vacanze,o se preferite fare le vacanze tranquillamente a casa,come me,Vi invito per una colazione fresca e informale:Granita alla mandorla,a scelta anche al caffè o al melone ,con una buona brioche.Al bando la linea,per una volta.
Poi per qualche giorno chiudo,sono in cerca ..serenità che spero di trovare,con calma.Ci sentiremo.Ciao,ciao ...