domenica 30 ottobre 2011

RITRATTI

Antonio tornava da uno dei tanti avventurosi viaggi nei paesini limitrofi in cerca di qualcosa.Qualsiasi cosa potesse essere mangiata venduta barattata in cambio di altro
Eravamo in pieno periodo di guerra:tempi duri e mancava proprio tutto,a tutti.
Con l'amico e “discepolo” Peppe e due asini,era andato fino a Roghudi.

(dopo l'alluvione del 1952 il paese è stato evaquato e trasferito altrove)

Partendo da casa aveva caricato gli asini di legumi-fagioli,lenticchie,fave,patate gli ultimi ortaggi,ed anche del pesce salato,sarde e sardine,principalmente,da barattare o vendere.
E in paese aveva trovato un po di grano,castagne,del formaggio e altri prodotti che la terra e il lavoro costante degli uomini del paese procuravano e con il prezioso carico,tornavano verso casa.
Strade impraticabili,delle strette mulattiere spesso a ridosso di strapiombi ed a valle l'Amendolea,quasi un fiume,navigabile per circa tre Km,al tempo dei romani.
Camminava silenzioso,Antonio,creando qualche problema al suo compagno di viaggio,molto più giovane e non incline alla meditazione.
Giunti finalmente sul ponte che sovrastava il torrente,si è fermato, per guardare parte della strada appena percorsa e qualche gruppo di case,testimonianza del paese che avevano lasciato.
“Cosa guardi,'Ntoni,che c'è?”
“Niente,ma finamente mi è venuta! Ascolta”
Peppe aspetta ,in silenzio e Antonio finalmente inizia a parlare.
Camminando aveva cercato e limato dei versi per una poesia.

“Vinni meravigghiatu di Roghudi
non sacciu comu campanu ddi mari
i casi fatti supra a nu rrumbuli
e ntornu ntornu ndannu ddu jhumari.
L'omini parinu testi di muntuni
i fimmini sembranu crapi campanari.
E vannu a lu mulinu,schieri schieri,
partinu strippi e tornanu lattari.”

Antonio non era un poeta,ma se la cavava molto bene con le parole,anche troppo,dicevano i suoi avversari politici,perchè i suoi discorsi,i suoi ragionamenti coinvolgevano,convincevano e difficilmente si faceva trovare impreparato.Lo chiamavano il filosofo della politica,ma di questo racconterò un'altra volta,forse.


(I versi sono in dialetto calabrese,quasi arcaico,e tenterò di dare una probabile traduzione:
“Sono meravigliato del paese di Roghudi
non so come vivono quei poveretti
le case costruite su un cucuzzolo
(il paese)è circondato alla base da due torrenti
gli uomini assomigliano a caproni
le donne somigliano a capre rumorose
(le donne)vanno al mulino,a gruppi
partono infeconde e tornano col latte.”

-Come dire che chi va al mulino si infarina.

(gli accostamenti di uomini e donne ad animali domestici forse era dovuto anche al modo di vivere in certi ambienti e in situazioni di promisquità,di misera di ignoranza)

domenica 23 ottobre 2011

LA MIA LUNGA VACANZA

Niente tramonti africani o mari di smeraldo.Tramonti da sogno li ho visti ,il mare,il mio mare non è di smeraldo,ma puro cobalto e la luna ,a guardare con amore e fantasia ,nelle calde serate a chiacchierare sulla spiaggia,scrive parole magiche fra le onde che appena si increspano,fogli un po stropicciati del libro del tempo.
Sono stata soltanto al mio paese,in Calabria.
Prevista una vacanza breve,quattro cose in un borsone,qualche libro.
Invece tutto si è svolto in modo diverso.Pratiche da sbrigare,una burocrazia un po ottusa,dal mio punto di vista,la mia testardaggine a non vole chiedere mai neanche un piccolo favore,manco fossi l'uomo di Denim!
I tempi si sono dilatati,così ho avuto la possibilità di passare con mia sorella delle lunghe giornate,in tutta tranquillità,ritrovando tanti motivi, tanti momenti da condividere come non accadeva da tempo.
Poi con le nostre cugine sempre simpaticissime e presenti,trovavamo infiniti argomenti da raccontarci ,perchè con quasi tutte abbiamo condiviso tanto tempo dei nostri anni giovanili.
Qualche lavoretto di riassetto alla casa,e tanto tempo libero,tanta strada a piedi,ogni giorno,una necessità ma anche una terapia per il corpo e lo spirito.
Così,pian piano mi sono riappropriata di luoghi,volti,immagini che nel tempo avevo quasi dimenticato.
Il paese sembra ed in effetti è molto cambiato,ma a passarci un po di tempo in più,ho avuto l'impressione che bastava dare una spolveratina in superficie e tutto tornava come lo avevo lasciato tanti anni fa.
Ho ritrovato vecchie compagne di scuola,persone più anziane che mi parlavano ancora di mio padre,ci siamo scambiati aneddoti e ricordi.
Solita frequentazione,in agosto,di”Poeti in piazza”quest'anno con delle serate rese più interessanti per la presenza di poeti e scrittori di rilievo,con relative presentazioni di libri e libere discussioni a seguire.
Ho anche scoperto un piccolo laboratorio artigianale dove delle giovani signore creano interessanti lavori a telaio,ferri uncinetto e ricamo.
Sono naturalmente curiosa,e passavo spesso,mi attirava il telaio in particolare,poi ho scoperto delle lane per me nuove,e mi sono cimentata anch'io con il lavoro ai ferri.
Ho creato delle sciarpe,quasi tutte regalate,subito.Ma ne ho conservato le prove fotografiche.



"Nuvola"

sciarpa nera e argento

















"Tango"
sciarpa sui toni del bianco e grigio,effetto volant





















"Soffio"
sciarpa melange,leggerissima.
Ho voluto provre tre tipi diversi di filati












(Ho una buona scorta di gomitoli che trasformerò presto in altri lavori)
Racconterò ancora del piccolo museo che è già troppo piccolo perchè proseguono i lavori di scavo nella zona archeologica di Deri con sorprendenti ritrovamenti.E di tante altre cose ancora.

sabato 15 ottobre 2011

FINALMENTE A CASA!


Non ne potevo proprio più,una vacanza troppo ma troppo lunga,mi mancava tanto casa,ed ora finalmente ci sono.
Certo sarei potuta tornare prima,ma questo è un'altro discorso..ne parlerò in seguito,magari.
Ora voglio riprendere le mie abitudini,salutare gli amici di blog,curiosare quà e là,rispondere a qualche commento.
Sono a casa da due giorni,per la precisione,ma mi sono serviti per riorganizzare le idee,e non solo quelle:non sapevo da dove iniziare,così per ora mi sono limitata alle cose essenziali,al resto provvederò pian piano anche perchè da ieri piove a dirotto e solo l'idea di archiviare l'estate mi mette malinconia.