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mercoledì 18 dicembre 2019

IMPORTANZA DEI SOCIAL E DEL LORO USO


Ho una mia pagina f.b. da molti anni,non moltissimi amici,ma tutti molto attivi.
Giro,leggo, commento,qualche volta sarei tentata di lasciare ma poi riconsidero la validità del mezzo,in funzione di come viene usato e questa è responsabilità personale,di ognuno di noi..
Frequento dei gruppi con i quali ho qualcosa da condividere:interessi,
passioni comuni,curiosità.
 Ho anche un gruppo dove parliamo di ecologia,riciclo,buone pratiche e rispetto.Sui social il rispetto è,dovrebbe essere fondamentale.
E il gruppo allora diventa magico:mettiamo insieme tante idee,e una idea tira l'altra,come si suol dire,ci scambiamo consigli e piano piano si diventa amici anche se virtuali.Ma non credo ci sia differenza fra amicizia virtuale e non.
Se siamo sincere quello che scriviamo,che raccontiamo ci descrive,ci fotografa,ci rappresenta.
Anche qui abbiamo ideato un Calendario dell'Avvento,creando una finestra a tema,per ogni giornata,e questa è la mia finestra del giorno,che condivido anche sul blog.
( pagina f.b.-insieme nel riciclo,ecologia e rispetto)
Se trasferiamo questi nostri buoni propositi,che sono la base del regolamento del gruppo,nei nostri comportamenti quando interagiamo,nei social,è un modo per rendere il mondo,il nostro piccolo mondo della rete,più vivibile,più a misura d'uomo,più sostenibile.
L'ecologia ,la cura dell'ambiente passano anche da comportamenti personali che mirino a far diventare il mondo intorno a noi un pochino migliore..




giovedì 12 dicembre 2019

QUEL DODICI DICEMBRE.









Sono passati 50 anni,da quel freddo dodici Dicembre,ma la memoria mi rimanda ricordi vivissimi,dettagliati, di quel giorno e dei giorni che si sono poi succeduti..
Vivevo a Milano,allora,dove ero arrivata nel 62,emigrata dalla Calabria,dopo la morte di mio padre.Qualche anno dopo arrivarono anche i miei fratelli e mia madre.
Il '68 ed il '69 sono stati anni difficili,di ribellioni, manifestazioni spesso violente. Tutto veniva messo in discussione.
Ma non ci si aspettava niente di così grave,drammatico,distruttivo in tutti i sensi.
Ero a casa quel giorno,anche se era giorno di lavoro,forse non stavo bene.Non avevo neanche sentito la notizia in TV,quando arriva una telefonata che mi fa raggelare.Amici mi chiedono se siamo tutti a casa,compresi i miei fratelli.E mi danno qualche frammentaria notizia,proprio nell'immediatezza dei fatti.Abitavamo in provincia ma lavoravamo tutti a Milano,in posti diversi.
Non potevamo fare niente,ovvio,se non stare attaccati alle notizie,ma poi la confusione aumentava ed anche la paura.Mio fratello,il più giovane,aveva sentito la telefonata ,ed era subito uscito di casa.Ho visto che prendeva le chiavi della macchina,ma non ho potuto chiedere niente.Ero preoccupata anche per lui,allora era molto attivo assieme ad altri giovani della sezione giovanile del P.C.I.Ho saputo dopo  che era voluto arrivare fino al luogo del massacro,e tutte le peripezie per rientrare a casa,con una città completamente blindata. Avevamo paura. Era una paura irrazionale,in quel momento,ma poi la paura diventò angoscia, incubo,man mano che le notizie aumentavano.Sapevamo che non si sarebbe tornati indietro facilmente,intuivo una realtà che avrebbe cambiato il nostro modio di vivere,nell'immediato.
La città e tutta la provincia hanno risposto in modo esemplare,al momento del raccoglimento e dei funerali,ma fatti di contestazione non sono mancate,e la verità faceva fatica ad emergere.Avremmo saputo dopo i motivi di tante false notizie,di tante trame...

Due anni dopo lasciavo Milano per trasferirmi in Sicilia.


sabato 30 novembre 2019

MA SIAMO DAVVERO CAMBIATI TANTO?

Passava quasi ogni giorno,dal mio piccolo negozio,mi convinceva a comperare calze,accendini,pacchi di fazzoletti ,per qualche euro.
Mi chiamava "mamma" ed in effetti avrà avuto l'età dei miei figli.Gli ho chiesto il nome,per me era Giò. Spesso passava solo a salutare- "Oggi non devi comprare,mamma." 
Non sapevo dove viveva,mi diceva che aveva un fratellino e il padre che non lavorava.Poi un giorno arrivò di corsa,aveva in mano qualcosa da farmi vedere.
Era una Carta di Identità,nuova nuova."Ora sono come voi,ho la carta e anche una residenza,assieme a mio padre e mio fratello".La mamma non c'era più,morta qualche anno prima,di polmonite.Abitava in un paese vicino.Dai suoi occhi,dal suo entusiasmo quasi infantile ho capito che cosa faceva, per lui, la differenza fra l'essere invisibile ,anonimo,ed essere persona,con un documento un indirizzo.
Erano gli anni 90,eravamo in Sicilia.C'erano albanesi,polacchi,filippini,algerini,marocchini,e la parola razzismo non esisteva,nel linguaggio comune...

giovedì 29 agosto 2019

DI SIRENE,AMMAGATRICI,E LABIRINTI DELLA MEMORIA

La presentazione del libro,che non ho voluto perdermi, si apre con la lettura del primo racconto :Lighea.
Il nome mi ricorda qualcosa,e la memoria si mette rapidamente alla ricerca di riferimenti,distogliendo l'attenzione da ciò che veniva letto:avrei saputo subito ciò che cercavo di ricordare.
I racconti di Giuseppe Tomasi di Lampedusa,un piccolo prezioso libro scoperto quasi per caso..Ecco dove! 


Poi ho letto la dedica di apertura del racconto e nuovamente al nome di Cava d'Aliga,ripartono le mie ..ricerche mentali..
L'amica che mi racconta delle serate estive a Cava D'alga,in casa dei nonni,quando lì non c'era ancora la luce elettrica e tanti piccoli “lumericchi”creavano atmosfere fantastiche fra le piante,gli angoli del cortile,le stanze fresche,e movimentate 
dalla presenza vivace dei ragazzini.
La lettura,con l'immaginaria lettera della Sirena Lighea al suo Sasà, va avanti ed io mischio le parole del racconto ad altri ricordi di questa Sicilia sempre strana,  misteriosa e affascinante.
E  sempre attraverso i racconti della mia cara amica,  Strega Bugiarda,così l'ho conosciuta anni fa,torno alla Villa Piccolo di Calanovella che lei frequentava,e che conserva ancora il fascino discreto di piccoli segreti,di racconti fantastici,di frequentazioni colte ,di poesia,di leggende,per rincontrare  la presenza di Tomasi di Lampedusa,che sembra amasse questo luogo per scrivere.
Il cerchio dei ricordi si chiude,con questo primo racconto e  chiedendo scusa,mentalmente,per essermi distratta,seguo il resto della  presentazione delle altre Ammagatrici,così diverse, nel tempo, ma rese così vere e reali dalle parole dell'autrice da sentirne quasi la vicinanza fisica.


Il riferimento è al nuovo libro della scrittrice Marinella Fiume:”Ammagatrici” sul quale tornerò ancora perchè le ammagatrici sono tante,vissute in tempi e in contesti diversi,ma tutte accomunate da particolari peculiarità,e principalmente dal fatto di essere donne:donne coscienti e consapevoli di avere una missione da portare a termine.




martedì 13 agosto 2019

ERA IL 14 AGOSTO 1940


Non era il momento migliore per decidersi di conoscere questo mondo:qualcuno ,pochi mesi prima,aveva deciso che bisognava trovare dei nemici ai quali dichiarare guerra.E con la guerra arrivavano lutti,discordie sociali,anche la scarsità di risorse per vivere,se non proprio la fame.

Comunque i ...lavori erano ormai in corso,e così sono nata,intorno alle due del 14 ,così leggo sul documento che certifica l'evento!
Se penso a quanti anni ormai sono passati...
E sono stata testimone della guerra,della sua conclusione,della fine del fascismo e della monarchia,del ritorno alla Democrazia,del voto alle donne,della costruzione della nostra Costituzione e della nascita della Repubblica .
Sono stata testimone della ricostruzione,anche morale del mio paese,di anni di serenità e benessere,ma anche di anni bui di terrorismo e morte.
Ho vissuto l'emigrazione,dura,degli anni 60,e l'orgoglio di avercela fatta,superando pregiudizi e incomunicabilità.
Ho imparato ,grazie agli insegnamenti di mio padre,a capire la differenza fra il bene ed il male,a formarmi una coscienza,avere delle idee mie e saperle difendere difendere  ,ma anche a rispettare quelle degli altri.
Ho seguito,da testimone attenta e curiosa,i cambiamenti della società,della politica,l'evoluzione della tecnologia,le conquiste della scienza.
Ho assistito alla trasformazione della Chiesa,alla proclamazione di tanti Papi,alla loro morte,anche a qualche rinuncia. 
Ho vissuto,spesso facendo delle scelte difficili,ma senza alcun rimpianto o ripensamento o nostalgia.Rifarei tutto un'altra volta,se mi venisse offerta una nuova vita!
Per ora mi accontento di vivere questi ultimi scampoli,senza rinunciare ancora ai sogni,ai progetti,alla speranza di essere testimone di qualcosa di grande..

mercoledì 5 giugno 2019

LA MAGIA DEL TEATRO

Il meteo prevedeva pioggia,ma gli Dei dell'Olimpo hanno deciso diversamente.
Così, domenica,2 giugno,abbiamo avuto un pomeriggio piacevolmente tiepido col sole che prepotentemente si creava dei varchi,meglio degli squarci fra le timide nuvole,per regalare una luminosità magica alle antiche pietre del Teatro Greco di Siracusa.



 E la magia del teatro si sarebbe rinnovata ancora una volta con la rappresentazione di Elena,tragedia di Euripide,quest'anno alternata alle Troiane ,mentre  Lisistrata,di Aristofane  chiuderà il ciclo delle rappresentazioni INDA-2019



Tre opere,tutte al femminile,ma con caratteristiche diverse,secondo me.
Con le troiane,c'è la tragedia della guerra,con il suo carico di morti e distruzioni. C'è la prepotenza dei vincitori che considera le donne troiane alla stregua di bottino di guerra,da dividere fra i capi:schiave?concubine?prigioniere?
La città di Troia viene bruciata e fatto scempio di soldati, donne e bambini. Distrutto il senso di umanità,di onore di amicizia di affetti di pietà.In nome della guerra!
Con Elena ci sono ancora i ricordi della disastrosa guerra,ma già siamo lontani,in Egitto dove Elena vive protetta,sì,ma anche esiliata,e nella totale assenza di notizie sull'esito della guerra, sul destino del marito,Menelao e degli altri componenti la sua famiglia.




(Elena ed il suo doppio.Un gioco di specchi,di rivelazioni..)







Lei non lo sa ma Menelao è vivo,e,naufrago,arriva in una terra che non conosce. Una terra,saprà poco dopo,presentandosi alla prima persona che incontra, dove i greci non sono graditi. Siamo nel mediterraneo,c'erano naufraghi anche al tempo di Euripide,c'erano naufragi non graditi,peggio,rifiutati,anche allora.



Il naufrago Menelao,non ha più niente 
del potente e  regale eroe,marito di Elena














Ma Elena è lì a due passi da lui, e' lì,perché a Troia non c'è mai andata,non lei.
L'altra era solo un suo doppio,un'immagine,un fantasma.
E così,per volere degli dei che hanno sempre progetti diversi per gli uomini,Elena si è caricata della responsabilità di aver provocato una guerra,per capriccio,per amore,per narcisismo,succube della sua stessa bellezza. Ha subito l'onta del disprezzo e della vergogna,l'ingiuria per il tradimento del marito,solo per colpa del  suo fantasma.
Sorprese,colpi di scena,sotterfugi e la tragedia qui si alleggerisce,cede un po' al romanzo popolare,diremmo oggi,al feuilleton. 

                                                          Elena e Menelao finalmente si incontrano,si riconoscono
      e chiariscono gli equivoci                                                                                                                                                                


I due si incontrano,chiariscono l'equivoco,trovano con l'astuzia un piano per fuggire dall'Egitto e far ritorno in patria.
Le cose sono cambiate,forse anche i sentimenti verso Elena,che tuttavia sente i bisogno di rimettere a posto i tasselli scombinati dagli dei.E' una donna onesta,lei,deve difendere il suo onore e dimostrare di non avere alcuna colpa per quello che riguarda la guerra,le morti, la distruzione della città di Troia.
Euripide ci suggerisce che le guerre sono non solo evitabili ma inutili. In fondo si è combattuto solo per una nuvola,un fantasma.
Fa valere  le ragioni umane ed esalta l'uomo per la cosa migliore che ha,la creazione del valore.
Perché non ci possono essere motivi logici per fare una guerra,e quando invece la si vuole ad ogni costo,serve la scusa,il fantasma,appunto.
Le donne,che dalla guerra sono maggiormente danneggiate, spesso sono cariate di responsabilità,intenzioni non loro,ma utili agli altri,siano essi uomini potenti e prepotenti,siano  il loro alter ego,divinità che manipolano la realtà e la vita degli umani.
Elena capisce l'inganno,e diventata ormai vecchia svela la verità,per le altre donne,per l'umanità:"prima di giudicarmi,sappiate che non è andata come pensavate,è andata in maniere diversa"
Scende già la sera,sul teatro,sui personaggi,e tutto è più magico mentre ci si avvia alla conclusione,con una standing ovation di oltre 10 minuti.                                                                                                                                                                                                      Una Una serie di foto,non molto riuscite,(non si sarebbero potute neanche fare..)




Castore e Polluce-fratelli di Elena-sono vivi




































giovedì 23 maggio 2019

LE FOTO CHE RACCONTANO LA STORIA..



Certo,quando il giovane fotoreporter del Giornale di Sicilia,Tony Gentile, scattò questa foto,marzo 1992,
non immaginava ancora il sapore amaro che avrebbero avuto quel sorriso,quella complicità di vecchi amici solo qualche mese dopo.
Pubblicata dopo la strage di Capaci diventa subito un simbolo,una bandiera ,racchiude i valori dell'amicizia,la voglia di ribellione verso la mafia,la lotta per la legalità. 
Riprendendo  e rivedendo un mio  post  di qualche anno fa voglio ricordare a modo mio  l'anniversario della morte di Giovanni Falcone,seguita a breve da quella di Paolo Borsellino.Due stragi che hanno tolto la vita a i due giudici, alla moglie di Falcone ed agli uomini della loro scorta.
Era un sabato di sole primaverile e ci trovavamo nel nostro rifugio di campagna.
Abbiamo vissuto quella tragedia in diretta quasi,momento per momento,cronaca concitata incerta imprecisa,che si andava via via chiarendo,delineando in tutta la sua crudele e tragica realtà.
I giorni successivi,notizie commenti,particolari,coincidenze,polemiche chiarivano un quadro molto preoccupante.
La strage di Paolo Borsellino ha portato ulteriore sconforto,senso di impotenza,voglia di ribellione.
Spiegare ai figli il perchè di tanti morti ammazzati,di tanto raffinato incrudelimento da parte della mafia verso uomini dello Stato e della società civile,non era certo facile,ma era comunque necessario.
Anche allora,come al tempo degli anni di piombo,avevo l'ansia da notizie ,mi rifiutavo di seguire i telegiornali,ma poi le notizie arrivavano comunque...
Nel 1993,a Milano per seguire  la Fiera del mio settore cartario,vidi la foto che poi diventerà un simbolo :un quadro-poster 50x70 -Lo acquistai subito,era alquanto voluminoso e scomodo,ma l'ho portato a casa,tornando in Sicilia.Più che una foto era una bandiera,e l'ho custodito con la stessa cura e rispetto con cui si custodisce la propria bandiera.
Ha tenuto compagnia ai miei ragazzi,per tantissimi anni,nella loro stanza.Poi le cose cambiano,la stanza è vuota,e la foto-bandiera non doveva restare sola...
Ne ho fatto dono ad una biblioteca di quartiere,presenza e ricordo per altri ragazzi.