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domenica 27 settembre 2009

UN SABATO DI SETTEMBRE







Oggi ho rifatto passi
Su nostro mondo di ieri.
Ho vendemmiato,un gioco,
La nostra piccola vigna
Sei viti dai grappoli neri.
Ed ho colto le olive.
Gli alberi messi a dimora,
E ogni anno spiati
In attesa che dessero frutti
Ora finalmente regalano
Perle di ebano e d’oro.
E ho colto i gigli d’autunno
Fragili ed eleganti
Nel loro nudo stelo
E quel vestito rosa
Ultimo dono di sole
Un mio dono per te
Ho seminato ricordi
sui nostri sentieri segreti
Raccogliendo la vita
Offerta dalle cose.
E la brezza autunnale
Mischia lacrime e foglie
E ricopre le zolle
Dell’orto degli incanti.
Pensieri e riflessioni di un sabato di settembre.

lunedì 21 settembre 2009

IN MEMORIA

Altri nostri fratelli,altri figli di questa nostra Italia sono morti.
Noi ,spettatori muti,contiamo i morti,partecipiamo idealmente ai riti funebri,condividiamo lacrime e dolore dei familiari.

Scrivo adesso,che la loro vicenda terrena personale si è consumata,per non stare sulla notizia,come si dice e per sgombrare il campo dalle polemiche.

Chi muore merita rispetto, silenzio e raccoglimento per chi resta.

Morire lontano da casa, -combattendo una guerra,o partecipando ad una missione di pace?-è ancora più tragico,e poco conforta il fatto di sapere che si trattava di volontari,coraggiosi e preparati.

Anzi,proprio qui sta il risvolto negativo,è una mia opinione,di tutta la faccenda.

Volontari,e trattandosi di uomini, tutti,TUTTI,del sud,Sardegna compresa,l’aggettivo ha una diversa valenza.

Certo le motivazioni che li hanno spinti a partire saranno state nobili,nobilissime,indiscutibilmente.

Ma siamo sicuri che nell’entusiasmo di mettersi al servizio dello stato in difesa di valori nobili,e valutati i rischi connessi alla missione,non abbia influito anche la necessità di trovare un’alternativa ad una migrazione ancora forse più incerta, alla ricerca di un lavoro dignitoso?

Perché,se non ci fosse anche l’urgenza di un lavoro nelle scelte,probabilmente avremmo trovato soldati di ogni regione: piemontesi,lombardi,veneti,friulani,laziali,liguri, trentini …anche fra i caduti.

A chi chiede di partire,volontario,non mi pare sia richiesto l’esame sulla conoscenza del dialetto locale o sulle tradizioni popolari:trattandosi dell’Afganistan, risulterebbe alquanto difficile,mentre se vai a cercare lavoro in certe regioni italiane,se pretendi di andarvi ad insegnare,col tuo bel diploma o laurea,con il tuo concorso già superato,con la tua gavetta già fatta,forse qualche difficoltà la incontri anche.

Tutto questo ragionamento non riguarda le vittime ,quelle tristi sei bare,sulle quali abbiamo versato le nostre lacrime,abbiamo posato un fiore,assieme alla nostra fraterna solidarietà anche per le famiglia.

Riguarda piuttosto i discorsi,sempre uguali,sempre retorici,spesso ipocriti di chi nasconde,sotto il dolore di altri,come sotto un tappeto,problemi vecchi e nuovi, certo difficili.

Ma non irrisolvibili.

giovedì 10 settembre 2009

RICORDANDO....

Ricordo Mike ,lo abbiamo fatto in tanti e per ognuno di noi ha rappresentato qualcosa di diverso.
Iniziavo il mio percorso scolastico post-elementare e vedere le sue trasmissioni era un premio in cambio di buon comportamento a scuola e buoni voti.
Ma vedevo la TV in casa di parenti e il premio era cumulativo:se qualcuno del gruppo,eravamo in quattro-cinque tutti della famiglia,se qualcuno non aveva avuto buoni risultati il premio saltava per tutti!
Questo ci ha portati a studiare insieme,a fare pressione sui più svogliati,ed arrivare a risultati passabili.
Psicologia spicciola o stato di necessità?non lo saprò mai.
Almeno allora la TV aiutava,anche indirettamente,a stare più uniti,a condividere qualcosa.
Ciao,Mike,anche per questo!

Lascio un saluto agli amici che passano da queste parti,scusandomi se ho dovuto diradare visite e commenti:prometto un autunno più partecipativo.
CIAO PER QUALCHE GIORNO

sabato 5 settembre 2009

ANCORA DI LIBRI E DI AMICIZIA

Le ferie,appena finite,mi sono servite anche per riannodare vecchi rapporti principalmente con amici e parenti:siamo cresciuti insieme,stessi sogni stessi problemi,poi la vita ci ha portati a scelte e destinazioni diverse.
Teresa mi ha regalato una raccolta di episodi di vita vissuta,nella prima fanciullezza ed è stato come rifare insieme vecchie strade,risentire voci,risate, rimproveri raccomandazioni, ricordare persone fatti storie che credevo dimenticate,ma erano solo accantonate,negli angoli della memoria.
Di Nina ho letto invece delle poesie,alcune anche in dialetto, ora ironiche ora struggenti di nostalgia ora cadenzate come in attesa che un poeta-musicista le animasse di note. .
Pensando a cosa ci può essere dietro un verso,o una frase,mi è venuta spontanea questa poesiola,che le dedico,scusandomi della mia libera e forse arbitraria interpretazione.

LA BALLATA DI NINA
Nina è una giovane di cinquant’anni
Portati ancora con l’allegria
E l’entusiasmo dei suoi vent’anni.

Nina si è scelta una strada in salita
Quando poteva scegliere altro
Ma è la sua scelta,è la sua vita.

Nina è felice,non ha rimpianti.
Se qualche sogno si è frantumato
Strada facendo,ne scopre tanti.

Nina ora è mamma e nonna felice
Vive l’amore di un solo uomo
Se è lieta o triste lei non lo dice

MA Nina tradisce le sue emozioni
Quando la sera, chiuso il sipario,
scrive i suoi versi,le sue canzoni.

Immagino Nina che scioglie i capelli,
scioglie i grumi che si porta dentro
libera tutti i suoi sogni ribelli.

E versa inchiostro e lacrime pure
Su fogli bianchi, semina parole
E prendono forma le sue creature.

Parole scarne dure di fuoco
Dolci solari brevi violente
Per raccontarsi,quasi per gioco.

Mischia le date,mischia le carte
I luoghi i volti,confonde le menti
Brucia pensieri e fa nascere l’arte.

domenica 30 agosto 2009

LA COMPAGNIA DI UN BUON LIBRO

Ho fatto delle vacanze piacevoli,niente di eccezionale,stravagante, estremo,niente isole tropicali,posti da cartolina.
Una serena vacanza in luoghi amici,fra gente simpatica,tanto riposo ed un'unica concessione:leggere leggere e leggere.
Ho letto per primo il libro di Sara,una cara amica conosciuta da poco sul blog,ma con la quale abbiamo ancora tante cose da raccontarci.
Il romanzo:LA VESTINA D'ORGANZA-
Sara ha un ricco dossier di pubblicazioni:poesie racconti un precedente romanzo,e tantissimi importanti premi e riconoscimenti.
Queste mie note non intendono quindi recensire,dare giudizi critici,ma solamente ringraziare un'amica che,con il personaggio di Cecilia,mi ha fatto fare un tratto di strada in buona compagnia.
Un cammino accidentato,difficile,quello della protagonista,ma affrontato con coraggio,caparbietà, decisione,fin da bambina.
Un punto fermo nella sua vita,un obbiettivo da raggiungere.E ci arriva,fra difficoltà sofferenze e peripezie varie.Ci arriva,forse tardi,un po delusa,ma appagata.
Ora è stanca,si vuole concedere una tregua,vuole lasciare spazio ai ricordi,tentare una riappacificazione con la vita e col mondo,un mondo pieno di persone fragili in cerca di aiuto.
Questo è ciò che io ho intravisto,leggendo.

Ma una verità ben più profonda, diversa,è forse delicatamente ed abilmente nascosta fra le pieghe di un'ipotetico scialle che conserva il tepore di un timido sole al tramonto,mentre lei,ancora una volta si perde in un viaggio a ritroso,popolato di ricordi di sapori di profumi di voci.

Cara amica Sara,
ho letto ed apprezzato anche le poesie,piene di sentimento,di passione,di nostalgia,dove descrivi mondi conservati solo nella nostra mente,foto sbiadite fra le pagine di un nostro diario,mondi sperati,o sognati.

Ma con il romanzo dai ancora maggior respiro alla tua arte,alle tue capacità di comunicare:è "il resto della tela"dove trasferisci sapientemente i colori dell'anima?.
Un saluto cordialissimo,ed in bocca al lupo per il buon successo del libro.

giovedì 13 agosto 2009

BUON FERRAGOSTO !

Lascio riposare il pc per qualche giorno,e cercherò di farlo anch'io.
Auguro agli amici che mi seguono giorni sereni,da soli o in compagnia,non importa.Importante è riuscire a stare bene con noi stessi.
Intanto,un po di civetteria:
posto le foto di alcune cose fatte da me,belle o brutte,non importa.Importante è liberare la fantasia,usare le mani,trasformare gli oggetti,anche quelli più comuni.
E per finire un saluto...gattoso a quanti amano,amiamo i gatti,so che siamo in tanti.









venerdì 31 luglio 2009

IL MIO "BUON RITIRO"




Ho fatto alcuni giorni di vacanza,quasi un ritiro ,per riprendere un pò di coraggio e di volontà.
Un ritiro,ma non in qualche convento, no!
Sono arrivata nel mio paesello,per dare un ultimo saluto ad una persona a me carissima e stare qualche giorno vicina ai familiari,poi ho deciso che valeva la pena restarci qualche giorno in più.
Moltissimo caldo,quindi niente mare,solo sane dormite e
poi verso sera ….
Non pensate alla movida ,magari di paese,allo struscio,niente di tutto questo.
Solo lunghe estenuanti chiacchierate con amici ce non vedevo da anni,tanti parenti che puntualmente in questo periodo ritornano, con le loro novità le loro storie la loro voglia di esserci,richiamati da chissà quale ancestrale canto,quale indimenticato incanto.
E si intrecciano parole e ricordi, sapori e saperi antichi, nostalgie e speranze, vecchie foto in bianco e nero e le immagini del presente, che qui sembra ancora passato,quando scegliamo di consumare questi scampoli di vita seduti al tavolo di un bar.
Di bar e ritrovi vari ce ne sono parecchi,quasi in sincronia con l’aumento di giovani,e meno giovani disoccupati o in cerca di improbabili lavori.
Ma noi ci ritroviamo allo stesso bar che frequentavamo tanti anni fa, magari per un cornetto da consumare di corsa saltando sul treno che ci portava a scuola:cinquantaseikilometriandare e cinquantaseikilometriritorno ,tutti i santi giorni del calendario scolastico,per tutti gli anni della scuola superiore..
Ora il bar fa le ore piccole,anzi apertura no-stop col primo cornetto da consumare caldo alle prime luci,ma noi non abbiamo osato tanto.
Una serata di buona musica folk, un bel gruppo ,musica mediterranea,molti brani in grecanico,la nostra lingua recuperata.
Una serata di poesia,poeti di strada,li chiamano .Anno dopo anno,sono alla decima edizione e riscuote ancora interesse.
A tardissima notte a passi lenti e indolenti si torna a casa,ancora chiacchierando,niente paure niente problemi di sicurezza,niente di niente.
Passavo fra abitazioni con le porte aperte per il caldo,gente seduta a cercare un momentaneo refrigerio,sempre pronta ad un saluto,come vecchi vicini del tempo andato.
Lasciavo la chiave alla porta per paura di perderla,qualche volta rientrando trovavo della frutta appoggiata fuori.
Al mattino ,un pò tardi in verità,qualcuno mi chiamava sempre per un caffè o granita e cornetto.
E tutto mi sembrava normale,semplice,come una vecchia
abitudine.
Niente radio,televisione,stampa.
Sono stata bene,così.