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lunedì 26 ottobre 2009

STORIE DI DONNE




SARA RODOLAO
DONNE NEL PARCO
Non amo particolarmente i racconti,come genere letterario. Li trovo quasi sempre slegati ,privi di quel filo conduttore che ti lega a filo doppio all’autore,ti fa seguire i sentieri ,semplici o tortuosi della sua fantasia,nell’impegno creativo con più ampio respiro, del romanzo.
Ma le regole sono tali perché hanno le eccezioni: DONNE NEL PARCO di Sara Rodolao è una eccezione.
Otto storie,otto donne,così diverse e così simili. Diversi gli ambienti,la geografia,ma non cambiano per questo i problemi che ognuna di loro deve affrontare e cercare di superare.
Saggezza,amore, forza, caparbietà ,astuzia: con questi mezzi,i soli a disposizione,ognuna di esse traccia il sentiero per andare avanti,traccia la via per scavare nelle profondità della propria anima alla ricerca di ogni possibile risorsa.
In questo mondo,al femminile,quello che colpisce è il senso di solitudine,di isolamento,nel dolore o nella gioia.
Sembrano due mondi,quello maschile e quello femminile,che fanno fatica ad incontrarsi,a fondersi.
Qualche volta i destini si incrociano,si condividono percorsi ,spesso solo piccoli tratti di strada si fanno insieme. Solo il tempo evidenzia smagliature,ragioni non comprese,torti non voluti.
Ma il tempo,come fiume che scorre,macina le nostre vite e quando ce ne accorgiamo,ha già portato via molto di ciò che eravamo o avremmo voluto essere. Restiamo,testimoni e sopravvissuti,a nutrire l’amore,la speranza ,la bellezza,l’illusione.
Un bel ritratto dell’universo femminile,complesso e sconosciuto.



Di Sara ho letto anche:La vestina di organza -romanzo
Latte di mandorle -romanzo
I ciliegi rifioriscono sempre -poesie
La fase nuova -poesie

Ogni lettura mi ha comunicato emozioni intense .
Brava Sara!

venerdì 16 ottobre 2009

ANCORA PIOGGIA ANCORA FRANE



Con vista sul mare,rigorosamente allineata alle altre costruzioni.Tanto..qua non piove mai!




la costruzione appare in precario equilibrio,ora.




Si cammina su tre metri di fango,nuovo assetto delle strade.





Il letto del torrente è diventato un parcheggio asfaltato? Il torrente ne sceglie uno alternativo!

Qualche fotografia,ancora,tanto per precisare di cosa parliamo,quando affermiamo che il territorio è stato ed è tutt'ora sacchegiato,da cittadini incoscienti o noncuranti,con il tacito placet di chi dovrebbe vigilare e non vigila,e per vigilare,basterebbe anche l'occhio attento del passante,del vicino di casa che vede e non parla,di chi pensa che fuori dal proprio cortile,ciò che altri fanno non lo interessa.
Ed intanto si scava ancora nel tentativo di far risputare al fango che ha ingoiato tutto,almeno altre sei vittime.
Ed intanto piove ancora,ed intanto nuove frane si aggiungono alle prime,anche in zone diverse,ed intanto ancora una volta la strada nazionale è chiusa,l'autostrada è ad una sola corsia.
Ed intanto il 23 dicembre,giorno memorabile,inizieranno i lavori per il ponte.Ma crediamo ,inizieranno su qualche tavolo di concertazione,così si dice oggi,perchè per posare "la prima pietra" bisognerebbe che le autorità competenti avessero il coraggio di percorrere la Salerno Reggio Calabria,in auto,e,alternativa obligatoria per molti tratti, la nazionale tirrenica.
Ma forse,loro,arriverebbero in aereo.

Triste considerazione di una cittadina arrabiata,ma poi con chi? ed impotente,non nei confronti della natura,ma di fronte alla colpevole e miope incoscienza degli uomini.

venerdì 9 ottobre 2009

NON E' FACILE







Non è facile scrivere quando ci sono morti che ancora devono essere estratti dal fango e dalle macerie.
Non è facile scrivere quando questi morti sono a due passi da casa tua e non puoi fare niente ,se non piangere e aiutare come puoi chi resta.
Non è facile scrivere,e non sentire la rabbia di fronte all’ assenza di ogni forma di rispetto per la terra che continuiamo a violentare.
Non è facile scrivere su una tragedia che amareggia anche per la disparità di comportamenti,magari solo formali,ma che hanno il senso di farci sentire uguali di fronte alla morte,di farci riflettere,anche con quel minuto di silenzio ,sul valore da dare a gesti quotidiani.
Non è facile scrivere e pensare che domani ci saranno funerali solenni,ci sarà la sfilata di autorità,ci saranno parole,immagini ,in abbondanza,ci sarà forse anche la dichiarazione di lutto nazionale,su richiesta e per generosa concessione delle autorità preposte.
Non è facile scrivere ,perchè vengono alla mente altri fotogrammi,un pò sfuocati, e torna la paura,prepotente,annichilente,ma rimane comunque l’incoscienza.
L’incoscienza di chi forza le leggi,quando non le viola scientemente,per piccoli o grandi egoismi.
L’incoscienza di chi le leggi le fa ma non si preoccupa di farle osservare.

E la paura che tutto ritorni come prima,nonostante i morti e nonostante le nostre inutili parole e qualche immagine .

venerdì 2 ottobre 2009

OGGI LA FESTA DEI NONNI

Oggi è la giornata dedicata ai nonni .Per chi ha la fortuna di averli accanto è un privileggio:sono la nostra forza,la nostra esperienza le nostre radici.Sono la casa dove cercare conforto ed aiuto e rifuggio,e anche le coccole che a volte i genitori non ci dispensano.
E se sono loro ad aver bisogno,non lesiniamo il tempo, le attenzioni,le cure.Ci siamo perchè loro ci sono.
Ho avuto nonni eccezionali,non tutti generosi di parole e carezze,erano tempi in cui anche le parole dovevano essere risparmiate,ma bastava seguire le loro giornate,i loro racconti,i loro gesti semplici,per imparare l'arte del buon vivere,coltivare il desiderio di conoscenza.
Sono mamma,non ancora nonna,ma come potrei non ricordare una nonna specialissima,non la mia ma la nonna dei miei figli?
Ieri avrebbe compiuto 94 anni,ma ci ha lasciati poco prima di questo traguardo.A noi figli,certo è mancata e manca moltissimo.
Ancora di più manca a tutti i suoi nipoti,perchè nonna Francesca li ha visti nascere,tutti,li ha seguiti ed è stata presente in ogni fase importante della loro vita:il primo giorno di scuola,la prima comunione il diploma,la laurea,il primo batticuore,per molti ha seguito le nozze,la nascita del primo figlio.
Per noi tutti una nonna,e mamma speciale.

domenica 27 settembre 2009

UN SABATO DI SETTEMBRE







Oggi ho rifatto passi
Su nostro mondo di ieri.
Ho vendemmiato,un gioco,
La nostra piccola vigna
Sei viti dai grappoli neri.
Ed ho colto le olive.
Gli alberi messi a dimora,
E ogni anno spiati
In attesa che dessero frutti
Ora finalmente regalano
Perle di ebano e d’oro.
E ho colto i gigli d’autunno
Fragili ed eleganti
Nel loro nudo stelo
E quel vestito rosa
Ultimo dono di sole
Un mio dono per te
Ho seminato ricordi
sui nostri sentieri segreti
Raccogliendo la vita
Offerta dalle cose.
E la brezza autunnale
Mischia lacrime e foglie
E ricopre le zolle
Dell’orto degli incanti.
Pensieri e riflessioni di un sabato di settembre.

lunedì 21 settembre 2009

IN MEMORIA

Altri nostri fratelli,altri figli di questa nostra Italia sono morti.
Noi ,spettatori muti,contiamo i morti,partecipiamo idealmente ai riti funebri,condividiamo lacrime e dolore dei familiari.

Scrivo adesso,che la loro vicenda terrena personale si è consumata,per non stare sulla notizia,come si dice e per sgombrare il campo dalle polemiche.

Chi muore merita rispetto, silenzio e raccoglimento per chi resta.

Morire lontano da casa, -combattendo una guerra,o partecipando ad una missione di pace?-è ancora più tragico,e poco conforta il fatto di sapere che si trattava di volontari,coraggiosi e preparati.

Anzi,proprio qui sta il risvolto negativo,è una mia opinione,di tutta la faccenda.

Volontari,e trattandosi di uomini, tutti,TUTTI,del sud,Sardegna compresa,l’aggettivo ha una diversa valenza.

Certo le motivazioni che li hanno spinti a partire saranno state nobili,nobilissime,indiscutibilmente.

Ma siamo sicuri che nell’entusiasmo di mettersi al servizio dello stato in difesa di valori nobili,e valutati i rischi connessi alla missione,non abbia influito anche la necessità di trovare un’alternativa ad una migrazione ancora forse più incerta, alla ricerca di un lavoro dignitoso?

Perché,se non ci fosse anche l’urgenza di un lavoro nelle scelte,probabilmente avremmo trovato soldati di ogni regione: piemontesi,lombardi,veneti,friulani,laziali,liguri, trentini …anche fra i caduti.

A chi chiede di partire,volontario,non mi pare sia richiesto l’esame sulla conoscenza del dialetto locale o sulle tradizioni popolari:trattandosi dell’Afganistan, risulterebbe alquanto difficile,mentre se vai a cercare lavoro in certe regioni italiane,se pretendi di andarvi ad insegnare,col tuo bel diploma o laurea,con il tuo concorso già superato,con la tua gavetta già fatta,forse qualche difficoltà la incontri anche.

Tutto questo ragionamento non riguarda le vittime ,quelle tristi sei bare,sulle quali abbiamo versato le nostre lacrime,abbiamo posato un fiore,assieme alla nostra fraterna solidarietà anche per le famiglia.

Riguarda piuttosto i discorsi,sempre uguali,sempre retorici,spesso ipocriti di chi nasconde,sotto il dolore di altri,come sotto un tappeto,problemi vecchi e nuovi, certo difficili.

Ma non irrisolvibili.

giovedì 10 settembre 2009

RICORDANDO....

Ricordo Mike ,lo abbiamo fatto in tanti e per ognuno di noi ha rappresentato qualcosa di diverso.
Iniziavo il mio percorso scolastico post-elementare e vedere le sue trasmissioni era un premio in cambio di buon comportamento a scuola e buoni voti.
Ma vedevo la TV in casa di parenti e il premio era cumulativo:se qualcuno del gruppo,eravamo in quattro-cinque tutti della famiglia,se qualcuno non aveva avuto buoni risultati il premio saltava per tutti!
Questo ci ha portati a studiare insieme,a fare pressione sui più svogliati,ed arrivare a risultati passabili.
Psicologia spicciola o stato di necessità?non lo saprò mai.
Almeno allora la TV aiutava,anche indirettamente,a stare più uniti,a condividere qualcosa.
Ciao,Mike,anche per questo!

Lascio un saluto agli amici che passano da queste parti,scusandomi se ho dovuto diradare visite e commenti:prometto un autunno più partecipativo.
CIAO PER QUALCHE GIORNO