Chi non ha avuto l'opportunità di visitare Pompei,almeno una volta,forse si dovrebbe affrettare a farlo.Per quello che sta succedendo,crollo dopo crollo,anno dopo anno,si corre il rischio di trovare ben poco,da quì a qualche tempo.
Sono esagerata,lo so,e poi come diciamo sempre,abbiamo tanti tesori,tanta storia alle spalle,tanti monumenti...Ma Pompei è unica!
Ho visitato "Villa dei misteri" quella del crollo di oggi,per intenderci,nel lontano 1969,ma solo una piccola parte,il resto era chiuso al pubblico,per lavori.
Allora ho potuto vedere parecchio,anche con qualche forzatura,perchè alcuni siti erano vietati "per censura"-servivano permessi speciali per motivi di studio!
Ci sono tornata di recente, il tempo limitato mi ha concesso nuovi percorsi,ma quasi tutti in estarni.
Ci riproverò.
Qualche foto di allora,mamma mia,oltre quarant'anni fa,come corre il tempo!
Casa di Venere-Venere in conchiglia
particolare di affresco
altro affresco
tentativo di fuga dall'inferno-Calchi di fuggitivi in un orto
calco del cane
Superati i 50 anni ho voglia di parlare,ma ancor più di ricordare:fissare su carta,si fa per dire,cose che girano disordinatamente per la testa,sensazioni,luoghi,profumi,volti,parole ,che si affacciano un attimo poi svaniscono,poi ritornano.Ma se riuscirò parlerò anche di altro.Di me ho pochissimo da dire,l'età l'ho detta,non ho una vita da star,non ho pretese,rispetto gli umani,gli animali e la natura.
Post in evidenza
sabato 8 settembre 2012
venerdì 17 agosto 2012
SOSPENDIAMO...
Mi permetto uno scampolo di vacanza,probabilmente sarà l'ultimo per quest'anno,ma non metto limiti alla provvidenza...
Serve proprio qualche giorno di fresco,spero di trovarne un poco,perchè quì non ce la facciamo proprio piu....
Poichè incomincio a confondere la vita reale con questa virtuale offertami dalla rete,
mi sento quasi in obligo di avvisare voi tutti,prima di chiudere la porta di casa.
Tornerò a breve,e leggerò ancora tanti vostri post,forse scriverò più spesso,se trovo cose da dire.
A presto,allora.
Ciao
Serve proprio qualche giorno di fresco,spero di trovarne un poco,perchè quì non ce la facciamo proprio piu....
Poichè incomincio a confondere la vita reale con questa virtuale offertami dalla rete,
mi sento quasi in obligo di avvisare voi tutti,prima di chiudere la porta di casa.
Tornerò a breve,e leggerò ancora tanti vostri post,forse scriverò più spesso,se trovo cose da dire.
A presto,allora.
Ciao
lunedì 6 agosto 2012
6 AGOSTO 1945...E' SUCCESSO
Fredda e impersonale la notizia:
"Il 6 Agosto 1945, alle ore 8:15 del mattino, un bombardiere dell’aviazione degli Stati Uniti sganciò sulla città di Hiroshima la bomba all’uranio “Little Boy", dotata di un paracadute che poco dopo si aprì rallentandone la caduta, per dare il tempo al bombardiere ed al suo equipaggio di mettersi a distanza di sicurezza."
Quel "little Boy" ha trasformato in in'enorme mostruosa palla di fuoco un'intera città con i suoi abitanti le case i monumenti i giardini le strade i treni.
E dopo fu il silenzio.
Interrotto dopo appena qualche giorno da altre bombe su un'altra città,con le donne gli uomini i bambini gli animali che la abitavano.
E dopo fu il deserto.
Silenzio e deserto,ancora oggi,per chi non ama ricordare,per chi è impegnato a modernizzarsi ,a vincere la sfida della globalizzazione,dei mercati,del benessere e non vuole intralci,memorie scomode.
Silenzio incosciente da parte di chi tenta ancora la strada della paura e della morte per allargare le proprie zone di influenza in un pericoloso e stupido braccio di ferro con la storia.
Silenzio colpevole da parte di chi sottace i pericoli della guerra,di tutte le guerre,per un pugno di benefit, dovuti in gran parte a guadagni su armi vendute,o su favorevoli contratti per lo sfruttamento di altrui risorse,per in'idea sbagliata di prestigio nazionale,e di potenza muscolare da esibire nei consessi internazionali,sempre più fiere delle vanità .
Avrei compiuto cinque anni qualche giorno dopo.Conoscevo la guerra e l'immediato dopoguerra,ma le notizie arrivavano attutite,dalla non immediatezza delle informazioni e dal tentativo degli adulti di risparmiarci come meglio potevano il senso della tragedia che stavamo vivendo.
La conoscenza e coscienza di quanto era appena successo e delle sue conseguenze, sarebbe arrivata di lì a poco,con i primi anni di scuola e i racconti più precisi dei grandi.
Non ho mai smesso di ricordare ,con la ribellione e la protesta degli anni giovanili,con un approccio più razionale e ragionato degli avvenimenti che hanno preceduto l'evento,degli effetti che lo hanno seguito.
"Il 6 Agosto 1945, alle ore 8:15 del mattino, un bombardiere dell’aviazione degli Stati Uniti sganciò sulla città di Hiroshima la bomba all’uranio “Little Boy", dotata di un paracadute che poco dopo si aprì rallentandone la caduta, per dare il tempo al bombardiere ed al suo equipaggio di mettersi a distanza di sicurezza."
Quel "little Boy" ha trasformato in in'enorme mostruosa palla di fuoco un'intera città con i suoi abitanti le case i monumenti i giardini le strade i treni.
E dopo fu il silenzio.
Interrotto dopo appena qualche giorno da altre bombe su un'altra città,con le donne gli uomini i bambini gli animali che la abitavano.
E dopo fu il deserto.
Silenzio e deserto,ancora oggi,per chi non ama ricordare,per chi è impegnato a modernizzarsi ,a vincere la sfida della globalizzazione,dei mercati,del benessere e non vuole intralci,memorie scomode.
Silenzio incosciente da parte di chi tenta ancora la strada della paura e della morte per allargare le proprie zone di influenza in un pericoloso e stupido braccio di ferro con la storia.
Silenzio colpevole da parte di chi sottace i pericoli della guerra,di tutte le guerre,per un pugno di benefit, dovuti in gran parte a guadagni su armi vendute,o su favorevoli contratti per lo sfruttamento di altrui risorse,per in'idea sbagliata di prestigio nazionale,e di potenza muscolare da esibire nei consessi internazionali,sempre più fiere delle vanità .
Avrei compiuto cinque anni qualche giorno dopo.Conoscevo la guerra e l'immediato dopoguerra,ma le notizie arrivavano attutite,dalla non immediatezza delle informazioni e dal tentativo degli adulti di risparmiarci come meglio potevano il senso della tragedia che stavamo vivendo.
La conoscenza e coscienza di quanto era appena successo e delle sue conseguenze, sarebbe arrivata di lì a poco,con i primi anni di scuola e i racconti più precisi dei grandi.
Non ho mai smesso di ricordare ,con la ribellione e la protesta degli anni giovanili,con un approccio più razionale e ragionato degli avvenimenti che hanno preceduto l'evento,degli effetti che lo hanno seguito.
mercoledì 1 agosto 2012
LA FORZA DEI RICORDI....
Dovevamo scegliere dove vivere,con un bimbo di qualche mese,per avere un po di tranquillità,la città era caotica e, allora, anche sporca.
Scegliemmo Aci Trezza,amore a prima vista,casa in collina e un panorama mozzafiato.
Ogni giorno la passeggiata col bimbo in carrozzina,eravamo in aprile.
La libertà del gioco
E mentre lui cresceva abbiamo pensato ad un fratellino,o sorellina,allora non lo si sapeva prima,almeno noi non volevamo saperlo.
il fratellino sarebbe arrivato dopo qualche settimana
Con due era più difficile,ma non impossibile,organizzare le giornate.
La mia 500,gialla,sempre pronta con babypulman e passeggino 'da viaggio',a bordo.
E quando eravamo pronti per uscire,iniziava la farsa,o tragedia,alla Fantozzi.
Preparavo il maggiore dei fratelli con il guinzaglio,cioè,non proprio,ma quasi. Era della C....o,una specie di corsetto allacciato alle spalle e una lunga cinghia per tenere a bada il pargolo. Poi,col piccolo in braccio,e l'altro al guinzaglio,e sì,devo dire proprio così,raggiungevo la macchina,adagiavo il primo nel babypulman,tornavo in casa sempre portandomi l'altro dietro,prelevavo il seggiolino-aveva la doppia funzione,sul seggiolone,in casa e asportabile per l'auto,non c'era ancora l'obbligo,ma per me era una necessità.
Quando ci ripenso,mi torna in mente la favola della capra il cavolo e il lupo...
Sistemavo anche il primogenito ,ben legato nella sua poltroncina e finalmente potevo partire dopo una rapida ricognizione mentale per gas,acqua luce,
porta,chiavi .
C'erano sì e no 700- 900 metri,per raggiungere la piazzetta,davanti ai faraglioni,e lasciata la macchina,ma quali strisce blu,non esisteva proprio,ricominciavo l'operazione.
Aprire il passeggino,bloccare,sistemare il piccolo, aprire l'altra portiera,prelevare il secondo pargolo,da tenere ben stretto al guinzaglio fino a quando,finalmente potevo lasciarlo libero,a giocare con gli altri,mentre badavo al passeggino. E quasi era ora di rientrare. Variante,portarli al parco delle terme,con ampi spazi,pulito e sicuro.
Questi i ricordi di ieri,quando,dopo tantissimi anni,ho rifatto le stesse strade,con una cara amica,per Aci Trezza.
Da Aci Trezza,il castello nero che dà il nome al paese vicino,Acicastello.
Certo adesso il borgo è quasi irriconoscibile,molto più bello più ordinato,pulito,pieno di bar ristoranti paninerie birrerie pub negozietti ammiccanti e stracolmi di tutto,adesso perfino un pornoshop.
Per arrivare al piccolo museo "la casa del nespolo"
Il nespolo c'è,ed anche un interessante museo che ricorda "i Malavoglia"di Verga
ingresso al museo
particolare della casa museo-Quanti colri ha la storia!
E poi il vecchio mercato all'ingrosso del pesce,rinnovato e attivissimo,la vecchia marina e il nuovo porticciolo turistico,brulicante di barche barchette,piccoli cabinati.
I due Faraglioni sembrano messi a gardia e protezione del porticciolo.
Ma c'era ancora la piazzetta dove i bambini consumavano ore di giochi e quasi mi veniva spontaneo girarmi per controllare e chiamare i miei cuccioli.
Più grande,rimessa a nuovo,ma anche silenziosa,oggi.
Scegliemmo Aci Trezza,amore a prima vista,casa in collina e un panorama mozzafiato.
Ogni giorno la passeggiata col bimbo in carrozzina,eravamo in aprile.
La libertà del gioco
E mentre lui cresceva abbiamo pensato ad un fratellino,o sorellina,allora non lo si sapeva prima,almeno noi non volevamo saperlo.
il fratellino sarebbe arrivato dopo qualche settimana
Con due era più difficile,ma non impossibile,organizzare le giornate.
La mia 500,gialla,sempre pronta con babypulman e passeggino 'da viaggio',a bordo.
E quando eravamo pronti per uscire,iniziava la farsa,o tragedia,alla Fantozzi.
Preparavo il maggiore dei fratelli con il guinzaglio,cioè,non proprio,ma quasi. Era della C....o,una specie di corsetto allacciato alle spalle e una lunga cinghia per tenere a bada il pargolo. Poi,col piccolo in braccio,e l'altro al guinzaglio,e sì,devo dire proprio così,raggiungevo la macchina,adagiavo il primo nel babypulman,tornavo in casa sempre portandomi l'altro dietro,prelevavo il seggiolino-aveva la doppia funzione,sul seggiolone,in casa e asportabile per l'auto,non c'era ancora l'obbligo,ma per me era una necessità.
Quando ci ripenso,mi torna in mente la favola della capra il cavolo e il lupo...
Sistemavo anche il primogenito ,ben legato nella sua poltroncina e finalmente potevo partire dopo una rapida ricognizione mentale per gas,acqua luce,
porta,chiavi .
C'erano sì e no 700- 900 metri,per raggiungere la piazzetta,davanti ai faraglioni,e lasciata la macchina,ma quali strisce blu,non esisteva proprio,ricominciavo l'operazione.
Aprire il passeggino,bloccare,sistemare il piccolo, aprire l'altra portiera,prelevare il secondo pargolo,da tenere ben stretto al guinzaglio fino a quando,finalmente potevo lasciarlo libero,a giocare con gli altri,mentre badavo al passeggino. E quasi era ora di rientrare. Variante,portarli al parco delle terme,con ampi spazi,pulito e sicuro.
Questi i ricordi di ieri,quando,dopo tantissimi anni,ho rifatto le stesse strade,con una cara amica,per Aci Trezza.
Da Aci Trezza,il castello nero che dà il nome al paese vicino,Acicastello.
Certo adesso il borgo è quasi irriconoscibile,molto più bello più ordinato,pulito,pieno di bar ristoranti paninerie birrerie pub negozietti ammiccanti e stracolmi di tutto,adesso perfino un pornoshop.
Per arrivare al piccolo museo "la casa del nespolo"
Il nespolo c'è,ed anche un interessante museo che ricorda "i Malavoglia"di Verga
ingresso al museo
particolare della casa museo-Quanti colri ha la storia!
E poi il vecchio mercato all'ingrosso del pesce,rinnovato e attivissimo,la vecchia marina e il nuovo porticciolo turistico,brulicante di barche barchette,piccoli cabinati.
I due Faraglioni sembrano messi a gardia e protezione del porticciolo.
Ma c'era ancora la piazzetta dove i bambini consumavano ore di giochi e quasi mi veniva spontaneo girarmi per controllare e chiamare i miei cuccioli.
Più grande,rimessa a nuovo,ma anche silenziosa,oggi.
domenica 22 luglio 2012
QUANDO I MIEI OCCHI
Quando i miei occhi si perdevano nei tuoi.
E il mondo intorno non esisteva più.Dissolvenza lenta di visi immagini voci,restavamo soli,solo noi.
..........
e Ma 'o bbi' ca dint' 'o piatto
se fa fredda 'a frittata...?
Comme me so' distratto!
Comme te si 'ncantata!....
(salvatore di giacomo
-na tavernella)
Pubblico la Poesia completa di Di Di Giacomo,sperando di fare cosa gradita agli appassionati di poesia vera.
Maggio. Na tavernella
ncopp' Antignano: 'addore
d'anepeta novella;
'o cane d"o trattore
c'abbaia: 'o fuste 'e vino
nnanz' 'a porta: 'a gallina
ca strille 'o pulicino:
e n'aria fresca e ffina
ca vene 'a copp'
'e monte ca se mmescha c"o viento,
e a sti capille nfronte
nun fa truvà cchiù abbiento...
Stammo a na tavulella
tuutte e dduie. Chiano chiano
s'allongha sta manella
e mm'accarezza 'a mano...
e Ma 'o bbi' ca dint' 'o piatto
se fa fredda 'a frittata...?
Comme me so' distratto!
Comme te si 'ncantata!....
(salvatore di giacomo)
domenica 15 luglio 2012
SI PARTE,SI RITORNA...
Mi ero preparata per qualche settimana di vacanze,mare calabrese,chiacchiere,con qualche appendice meno piacevole ma opportuna,anzi necessaria.
Le cose sono andate diversamente,vacanze più lunghe,la piacevole sorpresa dell'arrivo di altri familiari,e qualcosa che è andato in modo diverso dal previsto..D'altra parte sono libera da impegni di lavoro,per superati limiti di età,anche quelli della Fornero, e posso disporre del tempo con molta libertà.
Sono rientrata,con un caldo torrido,non è novità,lo so,ma mi è difficile fra l'altro,scrivere,pare che anche le parole evaporino,come neve al sole.Bello il pensiero della neve,adesso....
Qualche foto ,come tradizione vuole.
Un'alzataccia per raccogliere i capperi:un piacevole ritorno al passato!
Con gli scogli il mare è più invitante,acqua bassa e trasparente.
Capo San Giovanni con in cima una statua della Madonna,Stella Maris,ed una chiesetta.
Sono dedicate anche a voi che passate da questo sito.
Uno dei miei pronipoti:" SE faccio un tuffo,tu sai fermare il movimento?"
Afferro il concetto,ci provo.
stile 'molto' libero...
..non è Cagnotto,ma c'è tempo!
Stranamente ci sono riuscita,in qualche modo.
Potessi fermare anche il tempo,con un clic!
Le cose sono andate diversamente,vacanze più lunghe,la piacevole sorpresa dell'arrivo di altri familiari,e qualcosa che è andato in modo diverso dal previsto..D'altra parte sono libera da impegni di lavoro,per superati limiti di età,anche quelli della Fornero, e posso disporre del tempo con molta libertà.
Sono rientrata,con un caldo torrido,non è novità,lo so,ma mi è difficile fra l'altro,scrivere,pare che anche le parole evaporino,come neve al sole.Bello il pensiero della neve,adesso....
Qualche foto ,come tradizione vuole.
Un'alzataccia per raccogliere i capperi:un piacevole ritorno al passato!
Con gli scogli il mare è più invitante,acqua bassa e trasparente.
Capo San Giovanni con in cima una statua della Madonna,Stella Maris,ed una chiesetta.
Sono dedicate anche a voi che passate da questo sito.
Uno dei miei pronipoti:" SE faccio un tuffo,tu sai fermare il movimento?"
Afferro il concetto,ci provo.
stile 'molto' libero...
..non è Cagnotto,ma c'è tempo!
Stranamente ci sono riuscita,in qualche modo.
Potessi fermare anche il tempo,con un clic!
sabato 16 giugno 2012
VERSI DEDICATI A..
Non si stancava mai di parlare,di raccontarmi e raccontarsi e con le mani disegnava nel vuoto le parole.
Dedicata a Lei.
Quando viene la notte e tornano i ricordi
Quando rispunta il giorno e ritorna la vita
Quando sono stanca e non posso riposare
Quando ho fame ma non ho da mangiare
Quando sono inquieta,e gli altri non ci sono
Quando sono serena ed ignoro il mio vicino
Quando i pensieri si affollano e la testa mi scoppia
Quando i miei occhi vedono solo il buio
Quando i profumi mi giungono,ma senza i colori
Ed il sole lo sento,solo perché mi scalda
E i colori dei prati li ricordo a fatica
E le forme dei fiori non hanno più contorni
Per quanto cerchi di conservarne il ricordo

E un bel viso risponde solo a una voce,

Non ho bisogno di chiudere gli occhi
E immaginare un mondo di pace:
Se non sento i rumori,il mio mondo è di pace
O disperazione,dipende dai giorni
Perché più nulla vedo e quel che sento
Ora mi dà conforto,ora tristezza
E fastidio,ed invidia e rabbia e nostalgia
Perché io vidi il mondo,io vidi i suoi colori
I cieli della sera e le albe chiare
I tramonti di fuoco e le nebbie d’autunno
I colori del grano,i cavalloni grigi
E spumosi del mare di un mattino d’inverno.
Io molto vidi,ma ora la memoria
Già confonde le cose, attutisce i riflessi
Nasconde i desideri,insabbia le speranze
Impolvera i percorsi della mia mente antica
E ho paura e mi perdo
PER QUESTO CHIEDO PACE!
Dedicata a Lei.
Quando viene la notte e tornano i ricordi
Quando rispunta il giorno e ritorna la vita
Quando sono stanca e non posso riposare
Quando ho fame ma non ho da mangiare
Quando sono inquieta,e gli altri non ci sono
Quando sono serena ed ignoro il mio vicino
Quando i pensieri si affollano e la testa mi scoppia
Quando i miei occhi vedono solo il buio
Quando i profumi mi giungono,ma senza i colori
Ed il sole lo sento,solo perché mi scalda
E i colori dei prati li ricordo a fatica
E le forme dei fiori non hanno più contorni
Per quanto cerchi di conservarne il ricordo

E un bel viso risponde solo a una voce,

Non ho bisogno di chiudere gli occhi
E immaginare un mondo di pace:
Se non sento i rumori,il mio mondo è di pace
O disperazione,dipende dai giorni
Perché più nulla vedo e quel che sento
Ora mi dà conforto,ora tristezza
E fastidio,ed invidia e rabbia e nostalgia
Perché io vidi il mondo,io vidi i suoi colori
I cieli della sera e le albe chiare
I tramonti di fuoco e le nebbie d’autunno
I colori del grano,i cavalloni grigi
E spumosi del mare di un mattino d’inverno.
Io molto vidi,ma ora la memoria
Già confonde le cose, attutisce i riflessi
Nasconde i desideri,insabbia le speranze
Impolvera i percorsi della mia mente antica
E ho paura e mi perdo
PER QUESTO CHIEDO PACE!
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