Superati i 50 anni ho voglia di parlare,ma ancor più di ricordare:fissare su carta,si fa per dire,cose che girano disordinatamente per la testa,sensazioni,luoghi,profumi,volti,parole ,che si affacciano un attimo poi svaniscono,poi ritornano.Ma se riuscirò parlerò anche di altro.Di me ho pochissimo da dire,l'età l'ho detta,non ho una vita da star,non ho pretese,rispetto gli umani,gli animali e la natura.
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lunedì 25 maggio 2015
QUANDO LE FOTO RACCONTANO
Certe fotografie segnano indelebili momenti di storia.
E qualche volta la storia la raccontano meglio ,forse,di tante parole.
Certo,quando il giovane fotoreporter del Giornale di Sicilia,Tony Gentile, scattò questa foto,non immaginava ancora il sapore amaro che avrebbero avuto quel sorriso,quella complicità di vecchi amici solo qualche mese dopo.
Era il 27 marzo 1992,era una riunione fra amici per presentare la candidatura a deputato di Ajala erano le elezioni del 5/6 aprile dell'era Mani Pulite,e Gentile era stato inviato,come fotografo per l'evento .
La foto assieme ad altri scatti,non fu neanche pubbliata in quell'occasione:solo archiviata.
Sarà ripescata e pubblicata dopo la strage.Diventa subito un simbolo,una bandiera ,racchiude i valori dell'amicizia,la voglia di ribellione verso la mafia,la lotta per la legalità.
Non ho voluto ricordare l'anniversario della morte di Giovanni Falcone,seguita a breveve da quella di Paolo Borsellino.Due stragi che hanno tolto la vita a i due giudici alla moglie di Falcone
ed agli uomini della loro scorta.
Io,oggi, riporto solo un mio ricordo personale.
Era un sabato di sole primaverile e ci trovavamo nel nostrio rifugio di campagna.
Abbiamo vissuto quella tragedia in diretta quasi,momento per momento,cronaca concitata incerta imprecisa,che si andava via via chiarendo,delineando in tutta la sua crudele e tragica realtà.
I giorni successivi,notizie commenti,particolari,coincidenze,polemichechiarivano un quadro molto preoccupante.
La strage di Paolo Borsellino ha portato ulteriore sconforto,senso di impotenza,voglia di ribellione.
Spiegare ai figli il perchè di tanti morti ammazzati,di tanto raffinato incrudelimento da parte della mafia verso uomini dello stato e della società civile,non era certo facile,ma era comunque necessario.
Anche allora,come al tempo degli anni di piombo,avevo l'anzia da notizie ,mi rifiutavo di seguire i telegiornali,ma poi le notizie arrivavano comunque...
Nel 1993,a Milano per il CHIBICART-Fiera del mio settore cartario,vidi la foto che poi diventerà un simbolo :un quadro-poster 50x70 -Lo acquistai subito,era alquanto voluminoso e scomodo,ma l'ho portato a casa,tornando in Sicilia.Più che una foto era una bandiera,e l'ho custodito con la stessa cura e rispetto.
Ha tenuto compagnia ai miei ragazzi,per tantissimi anni,nella loro stanza.Poi le cose cambiano,la stanza è vuota,e la foto-bandiera non doveva restare sola...
Oggi ne ho fatto dono ad una biblioteca di quartiere,presenza e ricordo per altri ragazzi.
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