UN MIO RICORDO PERSONALE.
Lavoravo a Milano,allora.
Il titolare della piccola azienda familiare ci aveva offerto una vacanza-da venerdì a domenica,all'Isola d'Elba,dove avevano una villa.
Siamo partiti da Milano con un piccolo pulman :impiegati magazzinieri ,i titolari con i figli, una trentina di persone,ci saremmo imbarcati a Piombino ed avremmo gustato la cena nell'isola.
Per strada si era scatenato il diluvio,ma abbiamo proseguito,sperando in un miglioramento.
Fra deviazioni e rallentamenti si faceva tardi. A Rosignano ci hanno fatto tornare indietro,per allontanarci dalla zona di maggior pericolo. Tornammo verso Livorno,che era già notte.
Non c'erano più traghetti,eravamo bloccati. Ci imbarcammo ,dopo ore,su un barcone addetto a trasporto merci,fu quasi una via di fuga ma non sapevamo ancora da cosa.
Un'avventura di traversata,tutti con il mal di mare, ed un mare che pareva volesse inghiottirci,ad ogni ondata ,ad ogni bordata di vento. Niente da mangiare,ed era il meno,ma neanche da bere,un caffè,qualcosa di caldo..il barcone fece sosta a Gorgona,Capraia,girammo tutto l'arcipelago prima di approdare all'Elba,in mattinata,stravolti,e stanchi. Eravamo giovani e affamati,e ci buttammo con ingordigia su una golosa ed abbondante colazione,che divenne anche pranzo,prima di arrivare il albergo.
Intanto iniziavano a circolare le prime allarmanti notizie. Non era solo acqua,era il diluvio universale,fango distruzione dappertutto,non solo a Firenze.
Abbiamo impiegato ore per poterci collegare con qualcuno a Milano che avvisasse i familiari della situazione e del fatto che comunque eravamo tutti salvi.
Passammo qualche giorno in più del previsto,dovevamo riorganizzare il ritorno in sicurezza.
Non fu facile,tornando,poter vedere cosa era successo,avere idea del disastro.
A casa,restammo per giorni attaccati ai notiziari,mi sentivo protagonista per quello che avevo vissuto,ma quasi colpevole per quei giorni di vacanza .
Anche in quell'occasione un esercito di ragazzi,capelloni e ribelli alle regole,si trasformò in un esercito ordinato e compatto,piccole formiche che entravano dappertutto,pulivano svuotavano si passavano di mano in mano grandi tesori d'arte e piccoli oggetti di vita quotidiana,lavorando fianco a fianco con soldati,pompieri,bagnini,operai giunti da tutte le parti: bisognava fare presto e fare bene...
Immagine simbolo dell'alluvione.
Ho visitato Firenze qualche anno dopo:le ferite erano ancora aperte,c'era da lavorare,tanto.
Ma la città aveva trovato anche il tempo per esprimere riconoscenza ed affetto per le tante persone che avevano contribuito con il lavoro o piccoli gesti,a salvare il salvabile.
Superati i 50 anni ho voglia di parlare,ma ancor più di ricordare:fissare su carta,si fa per dire,cose che girano disordinatamente per la testa,sensazioni,luoghi,profumi,volti,parole ,che si affacciano un attimo poi svaniscono,poi ritornano.Ma se riuscirò parlerò anche di altro.Di me ho pochissimo da dire,l'età l'ho detta,non ho una vita da star,non ho pretese,rispetto gli umani,gli animali e la natura.
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martedì 4 novembre 2014
venerdì 9 maggio 2014
CENTO ANNI,MA PORTATI ALLA GRANDE!
Il 16 APRILE 1914 Il Teatro greco di Siracusa,dopo secoli,rivede sulle sue gradinate
un pubblico di spettatori e sulla scena la rappresentazione di una tragedia:
torna alle sue origini.
Foto dal Web:Il primo nucleo di questo teatro risale al III secolo a.c.
Rivisitato,nella forma classica,nel v secolo
solo dopo millenni vine riportato alla luce,quasi come lo vediamo,attraverso gli scavi dell'archeologo Palo Orsi.
L'idea, che solo nel 1913 era un progetto ambizioso,ma vago,incerto,si concretizza per iniziativa del Conte Mario Tommaso Gargallo.Su suggerimento di Paolo Orsi,che tanta parte aveva avuto per riportare alla luce lo splendido teatro,il Conte Gargallo chiama per la prima rappresentazione Ettore Romagnoli che cura la traduzione dell'opera,la direzione artistica e le musiche.
Opera scelta:l'Agamennone di Eschilo.
Ed è con questa stessa tragedia che inizia il ciclo di rappresentazioni del centenario,proprio questa sera-9 maggio 2014-anche se il 16 Aprile scorso in coincidenza con il giorno anniversario è stata presenta l'opera "Verso Argo".
Il testo,il cui contenuto deriva da Eschilo, Euripide, Iliade e altre fonti classiche,
è elaborato da Eva Cantarella,che pur nel rispetto delle fonti,le ricollega fra loro,arricchisce di contenuti la psicologia e le sfumature dei vari personaggi.
"Verso Argo"sembrerebbe quasi un avvicinarsi ad un luogo da dove tutto inizia.
Stiamo parlando della guerra di Troia e dei molti personaggi e fatti che si muovono da ed intorno a questa vicenda.
In programma, che proseguirà fino al 22 giugno,oltre all'"Agamennone" anche le Coefore e Eumenidi,sempre di Eschilo.
Dal Web,alcune immagini del teatro,durante gli spettacoli.
Già dagli anni venti l'INDA-Istituto Nazionale del Dramma Antico-ha messo in scena oltre ai classici della tragedia greca:Eschilo,Sofocle Euripide,anche la commedia antica.
Di Aristofane si sono rappresentate "Le nuvole"Le donne al parlamento"-Gli uccelli",in anni recenti.
E nella corrente stagione andrà in scena "Le Vespe".
La magia di uno spettacolo visto in questo teatro,è irripetibile ed indimenticabile,senza trascurare ovviamente la Città di Siracusa ricca di storia e di sorprese,e vale ,da solo,un viaggio,anche da oltre lo Stretto!
Per chi volesse saperne di più :www.indafondazione.org e ...buona visione
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Teatro;tragedia
mercoledì 14 agosto 2013
IMMAGINA
Immagina....
Immagina un viaggio nella storia e nella bellezza,
Da Trapani, verso Palermo.
Siamo all'interno ma immagina,sulla destra,oltre le colline,la presenza del mare:San Vito lo Capo,Riserva dello Zingaro,Castellammare del golfo..
San Vito lo Capo
Riserva dello Zingaro
E poi un invito,un richiamo un ricordo:deviazione Calatafimi-Segesta
C'e la città,il nuovo,c'è l'acropoli,l'antico,
e poi.... quasi una visione.
Su una collinetta circondata da prati che nella giusta stagione sono verdi,macchiati dal rosso intenso dei papaveri,bianco,austero,superbo si erge il Tempio.
Tempio greco,nella sua architettura ma costruito,secondo ricerche storiche, dagli Elimi ,popolazione che ha preceduto la colonizzazione ellenica,e che i secoli hanno protetto e ben conservato.
Sembra un corpo a se stante distaccato e fuori dalle vie di comunicazioni,dalla città antica,da moderni centri abitati.Ma forse nei millenni la geografia del posto è cambiata,forse il tempio doveva restare lontano dalle cose quotidiane...
Immagina sia un tardo e fresco pomeriggio,la zona è ricca di boschi e macchia mediterranea, indicazioni successive suggeriscono di raggiungere il Teatro greco
di Segesta.
Ancora la stessa sensazione,un corpo staccato dal resto,sembra lì per caso , in posizione stupenda,su una collina. La vista spazia su tutta la vallata,con all'orizzonte Castellammare del Golfo. Ma la scalinata guarda verso la montagna,effetto acustico assicurato,come sempre,nei teatri greci e poi romani.
Non è grande,il teatro,quasi una bomboniera,ma quanta magia.
Immagina,sere d'agosto,seduti sui gradini,a chiacchierare con altri spettatori dei millenni precedenti,guardando le stelle in attesa che una scia di polvere cosmica illumini la scena facendoci sognare.
Immagina,ad un tratto ,animazione,vita e sulla scena,senza sipari e senza quinte
una giovane attrice-vestale,coperta di candidi veli,illuminata da discreti proiettori,che inizia a danzare,col fuoco,sotto un cielo profondo e scuro dove anche le stelle si fanno piccole,per non rubare la scena.
I fuochi di Bach
Immagina....
LE NOTTI DI SEGESTA-DAL 10 agosto al 1° settembre
Immagina un viaggio nella storia e nella bellezza,
Da Trapani, verso Palermo.
Siamo all'interno ma immagina,sulla destra,oltre le colline,la presenza del mare:San Vito lo Capo,Riserva dello Zingaro,Castellammare del golfo..
San Vito lo Capo
Riserva dello Zingaro
E poi un invito,un richiamo un ricordo:deviazione Calatafimi-Segesta
C'e la città,il nuovo,c'è l'acropoli,l'antico,
e poi.... quasi una visione.
Su una collinetta circondata da prati che nella giusta stagione sono verdi,macchiati dal rosso intenso dei papaveri,bianco,austero,superbo si erge il Tempio.
Tempio greco,nella sua architettura ma costruito,secondo ricerche storiche, dagli Elimi ,popolazione che ha preceduto la colonizzazione ellenica,e che i secoli hanno protetto e ben conservato.
Sembra un corpo a se stante distaccato e fuori dalle vie di comunicazioni,dalla città antica,da moderni centri abitati.Ma forse nei millenni la geografia del posto è cambiata,forse il tempio doveva restare lontano dalle cose quotidiane...
Immagina sia un tardo e fresco pomeriggio,la zona è ricca di boschi e macchia mediterranea, indicazioni successive suggeriscono di raggiungere il Teatro greco
di Segesta.
Ancora la stessa sensazione,un corpo staccato dal resto,sembra lì per caso , in posizione stupenda,su una collina. La vista spazia su tutta la vallata,con all'orizzonte Castellammare del Golfo. Ma la scalinata guarda verso la montagna,effetto acustico assicurato,come sempre,nei teatri greci e poi romani.
Non è grande,il teatro,quasi una bomboniera,ma quanta magia.
Immagina,sere d'agosto,seduti sui gradini,a chiacchierare con altri spettatori dei millenni precedenti,guardando le stelle in attesa che una scia di polvere cosmica illumini la scena facendoci sognare.
Immagina,ad un tratto ,animazione,vita e sulla scena,senza sipari e senza quinte
una giovane attrice-vestale,coperta di candidi veli,illuminata da discreti proiettori,che inizia a danzare,col fuoco,sotto un cielo profondo e scuro dove anche le stelle si fanno piccole,per non rubare la scena.
I fuochi di Bach
Immagina....
LE NOTTI DI SEGESTA-DAL 10 agosto al 1° settembre
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