Superati i 50 anni ho voglia di parlare,ma ancor più di ricordare:fissare su carta,si fa per dire,cose che girano disordinatamente per la testa,sensazioni,luoghi,profumi,volti,parole ,che si affacciano un attimo poi svaniscono,poi ritornano.Ma se riuscirò parlerò anche di altro.Di me ho pochissimo da dire,l'età l'ho detta,non ho una vita da star,non ho pretese,rispetto gli umani,gli animali e la natura.
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venerdì 20 aprile 2012
NOTTETEMPO,CASA PER CASA
Il titolo mi fa pensare a qualcosa,come certe notizie,o certe magie che di notte passano di casa in casa,portate da folletti da streghe dal vento.
E' il primo libro di Consolo che ho avuto fra le mani:pensavo, sbagliando, di leggere del sorriso del marinaio,ma quello è un'altra opera.
In effetti anche questo nasce da ricerche quasi casuali che l'autore fa presso il museo della Mandralisca,a Cefalù,dove già aveva studiato il ritratto di Antonello da Messina ,costruendovi attorno il romanzo dal titolo"Il sorriso dell'ignoto marinaio".1976
In "Nottetempo.."Consolo parla dell'arrivo a Cefalù,agli inizi degli anni venti,di Aleister Crowley-(1875-1947)-notizia documentata fra il materiale presente nel museo e direttamente in loco.
Personaggio strano,ed emblematico di una cultura decadente di fine secolo,poeta scrittore e pittore ma meglio noto, come mago, profeta, satanista,per aver creato proprio in Cefalù l'Abazia di Thélème.
Ignoravo l'esistenza di questo personaggio,così ho curiosato in rete e mi sorprendono in particolare i disegni.Definirli inquietanti è poco,secondo i miei parametri,ovviamente.
Diciamo che "La grande bestia dell'Apocalisse" così si autodefinisce Aleister Crowley,serve solo da spunto,apre il romanzo.Poi attorno e sullo sfondo girano altri personaggi,altri fatti e misfatti.
E non importa tanto la trama,il racconto,quanto lo stile,la meticolosa ricerca della parola appropriata,le assonanze dei termini,prosa in versi,uno stile raffinato, colto,che sembra quasi fare a pugni con l'ambiente agreste,terragno,povero,dove i fatti si svolgono.
Così ogni pagina,ogni racconto è un continuo rimando,un invito a cercare oltre,una miniera di notizie accennate e che fanno nascere altre curiosità.
E credo sia anche questo aspetto che ci fa passare da un libro all'altro,nel tentativo continuo di colmare lacune,di sofddisfare il piacere della conoscenza.
Io almeno,vivo così ogni lettura.
Notte tempo,casa per casa-premio strega 1992-
domenica 15 gennaio 2012
RITRATTI
Filava,Berta,erano i suoi tempi.
Filava e tesseva.E fra le trame e l'ordito tesseva sogni,sogni di ragazza,sogni semplici,come la vita che arrotolava giorni su giorni,quasi sempre uguali,come la tela che si arrotolava ,filo su filo,sotto le sue abili mani.
Filava Berta,tesseva e sognava.
Un principe azzurro,forse,ma con le sembianze del ragazzo del fornaio,del fabbro che recapitava a casa piccoli oggetti per il lavoro dei fratelli.
Il suo principe non lo immaginava certo sul cavallo bianco,più verosimilmente sarebbe arrivato a dorso di mulo,o magari reggendo un umile asino da soma,indispensabile per i lavori quotidiani.
Era timida,Berta,come si conveniva alle ragazze timorate di Dio e con una educazione ferrea , ma il suo viso,limpido come acqua di fonte,non riusciva a nascondere turbamenti e trasalimenti del cuore,e quando succedeva,si rifuggiava nei lavori di casa,o si allontanava per improvvisate incombenze.
Poi ,un giorno,il principe azzurro arrivò,le si presentò sotto le sembianze di un sgnore,non giovanissimo,ma elegante ,forbito nel parlare,curato nel vestire.Si conoscevano da sempre,vicini di casa,ma tutto ha un suo tempo,e niente succede per caso.
“E' lui che voglio!”così deve aver detto alla madre,che acconsentì,senza discutere.
Le discussioni sarebbero nate con i fratelli,che non erano d'accordo,ma la volontà delle donne ebbe il sopravvento.
E Berta continuò a filare,a tessere e cucire.Non aveva bisogno di sognare perchè ora sapeva ciò che voleva,sapeva che la felicità era a portata di mano.
Ebbe famiglia e figli,continuò fabbricare sogni di lino e seta ,sogni ricamati,per i figli per i nipoti.
Non ebbe una vita all'altezza dei suoi desideri,ma non si lamento' mai.
Presto i nipoti occuparono il suo tempo e i suoi pensieri.E quando le cose non andarono come aveva sperato,neanche per i figli,chissa se mai è tornata ai suoi sogni di ragazza,se mai ha rimpianto le sue scelte.
Dedico questo post alla Berta che ho conosciuto ,da bambina,quando non sapevo ancora interpretare i suoi sorrisi,e capire le sue malinconie.
Filava e tesseva.E fra le trame e l'ordito tesseva sogni,sogni di ragazza,sogni semplici,come la vita che arrotolava giorni su giorni,quasi sempre uguali,come la tela che si arrotolava ,filo su filo,sotto le sue abili mani.
Filava Berta,tesseva e sognava.
Un principe azzurro,forse,ma con le sembianze del ragazzo del fornaio,del fabbro che recapitava a casa piccoli oggetti per il lavoro dei fratelli.
Il suo principe non lo immaginava certo sul cavallo bianco,più verosimilmente sarebbe arrivato a dorso di mulo,o magari reggendo un umile asino da soma,indispensabile per i lavori quotidiani.
Era timida,Berta,come si conveniva alle ragazze timorate di Dio e con una educazione ferrea , ma il suo viso,limpido come acqua di fonte,non riusciva a nascondere turbamenti e trasalimenti del cuore,e quando succedeva,si rifuggiava nei lavori di casa,o si allontanava per improvvisate incombenze.
Poi ,un giorno,il principe azzurro arrivò,le si presentò sotto le sembianze di un sgnore,non giovanissimo,ma elegante ,forbito nel parlare,curato nel vestire.Si conoscevano da sempre,vicini di casa,ma tutto ha un suo tempo,e niente succede per caso.
“E' lui che voglio!”così deve aver detto alla madre,che acconsentì,senza discutere.
Le discussioni sarebbero nate con i fratelli,che non erano d'accordo,ma la volontà delle donne ebbe il sopravvento.
E Berta continuò a filare,a tessere e cucire.Non aveva bisogno di sognare perchè ora sapeva ciò che voleva,sapeva che la felicità era a portata di mano.
Ebbe famiglia e figli,continuò fabbricare sogni di lino e seta ,sogni ricamati,per i figli per i nipoti.
Non ebbe una vita all'altezza dei suoi desideri,ma non si lamento' mai.
Presto i nipoti occuparono il suo tempo e i suoi pensieri.E quando le cose non andarono come aveva sperato,neanche per i figli,chissa se mai è tornata ai suoi sogni di ragazza,se mai ha rimpianto le sue scelte.
Dedico questo post alla Berta che ho conosciuto ,da bambina,quando non sapevo ancora interpretare i suoi sorrisi,e capire le sue malinconie.
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