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giovedì 25 ottobre 2012

SCRIVERE DI POESIA

Ho finito di assaporare i versi del nuovo libro di Sara Rodolao:
”Orizzonti infiniti già varcati”-

Lei della poesia dà una definizione molto suggestiva:
"Le poesie sono farfalle
Con grandi ali fatte di parole:
Volteggiano sui fiori della mente
Suggendo dalle corolle l'anima del Poeta”

Ma per me non è facile scrivere di poesia.
Perchè la poesia ti può piacere,ti può colpire la profondità dei concetti espressi o accennati,ma è fatta di vento,di impressioni,di fugaci vampate di passione o di malinconie che velano lo sguardo per un attimo per poi sparire,
è una pennellata di colore sul bianco e nero del quotidiano,
è graffito che scava nei sentimenti
E come puoi capire da dove nascono le parole che traducono tutto questo?
Mi limito a leggerla,la poesia,cerco il ritmo delle parole,cerco i rumori della risacca,quando leggo di mare,e la salsedine che brucia la pelle,
cerco di immaginare i sentieri strani e difficili,per me,che le idee,le impressioni i sentimenti percorrono per farsi parola,rivoli,ruscelli ora tranquilli ora impetuosi in cerca di un sereno approdo.
E se leggendo riesco ad emozionarmi, a riflettere, a riconciliarmi con me stessa,allora penso che è poesia.

La poesia di Sara mi dà queste sensazioni,dai versi più 'intimisti' e personali,
a quelli dedicati al ricordo della sua terra madre,ai borghi,tanti,della sua terra di adozione.
So che le mie parole nulla aggiungono alla sua bravura.
I molti ed importanti riconoscimenti per le sue opere precedenti,romanzi e poesie sono già garanzia di successo anche per questa sua nuova creatura ,
la mia è una semplice testimonianza di stima ed affetto per una cara amica,oltre che brava scrittrice.

Sara Rodolao:"Orizzonti infiniti già varcati"


martedì 9 ottobre 2012

LO DICO CON I FIORI....

Sono assente dal blog da qualche tempo e per adesso non trovo più parole,da scrivere.
Meglio,credo che molte parole ,alla prova dei fatti abbiano cambiato significato,o semplicemente la mia superficialità non mi aveva fatto cogliere il giusto senso.
Ma ci sono,ancora,e per lasciare un saluto,lo faccio con qualche fiore,fresco...quasi di giornata.



semplicemente gigli


quasi un'orchidea


non chiedono che di esistere,anche se per qualche giorno solamente


Ieri non c'era e il nuovo giorno la troverà già..vecchia

sabato 8 settembre 2012

A POMPEI,PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI...

Chi non ha avuto l'opportunità di visitare Pompei,almeno una volta,forse si dovrebbe affrettare a farlo.Per quello che sta succedendo,crollo dopo crollo,anno dopo anno,si corre il rischio di trovare ben poco,da quì a qualche tempo.
Sono esagerata,lo so,e poi come diciamo sempre,abbiamo tanti tesori,tanta storia alle spalle,tanti monumenti...Ma Pompei è unica!
Ho visitato "Villa dei misteri" quella del crollo di oggi,per intenderci,nel lontano 1969,ma solo una piccola parte,il resto era chiuso al pubblico,per lavori.
Allora ho potuto vedere parecchio,anche con qualche forzatura,perchè alcuni siti erano vietati "per censura"-servivano permessi speciali per motivi di studio!
Ci sono tornata di recente, il tempo limitato mi ha concesso nuovi percorsi,ma quasi tutti in estarni.
Ci riproverò.

Qualche foto di allora,mamma mia,oltre quarant'anni fa,come corre il tempo!


Casa di Venere-Venere in conchiglia


particolare di affresco


altro affresco


tentativo di fuga dall'inferno-Calchi di fuggitivi in un orto


calco del cane

venerdì 17 agosto 2012

SOSPENDIAMO...

Mi permetto uno scampolo di vacanza,probabilmente sarà l'ultimo per quest'anno,ma non metto limiti alla provvidenza...

Serve proprio qualche giorno di fresco,spero di trovarne un poco,perchè quì non ce la facciamo proprio piu....


Poichè incomincio a confondere la vita reale con questa virtuale offertami dalla rete,
mi sento quasi in obligo di avvisare voi tutti,prima di chiudere la porta di casa.
Tornerò a breve,e leggerò ancora tanti vostri post,forse scriverò più spesso,se trovo cose da dire.
A presto,allora.
Ciao

lunedì 6 agosto 2012

6 AGOSTO 1945...E' SUCCESSO

Fredda e impersonale la notizia:

"Il 6 Agosto 1945, alle ore 8:15 del mattino, un bombardiere dell’aviazione degli Stati Uniti sganciò sulla città di Hiroshima la bomba all’uranio “Little Boy", dotata di un paracadute che poco dopo si aprì rallentandone la caduta, per dare il tempo al bombardiere ed al suo equipaggio di mettersi a distanza di sicurezza."

Quel "little Boy" ha trasformato in in'enorme mostruosa palla di fuoco un'intera città con i suoi abitanti le case i monumenti i giardini le strade i treni.

E dopo fu il silenzio.

Interrotto dopo appena qualche giorno da altre bombe su un'altra città,con le donne gli uomini i bambini gli animali che la abitavano.

E dopo fu il deserto.

Silenzio e deserto,ancora oggi,per chi non ama ricordare,per chi è impegnato a modernizzarsi ,a vincere la sfida della globalizzazione,dei mercati,del benessere e non vuole intralci,memorie scomode.
Silenzio incosciente da parte di chi tenta ancora la strada della paura e della morte per allargare le proprie zone di influenza in un pericoloso e stupido braccio di ferro con la storia.
Silenzio colpevole da parte di chi sottace i pericoli della guerra,di tutte le guerre,per un pugno di benefit, dovuti in gran parte a guadagni su armi vendute,o su favorevoli contratti per lo sfruttamento di altrui risorse,per in'idea sbagliata di prestigio nazionale,e di potenza muscolare da esibire nei consessi internazionali,sempre più fiere delle vanità .

Avrei compiuto cinque anni qualche giorno dopo.Conoscevo la guerra e l'immediato dopoguerra,ma le notizie arrivavano attutite,dalla non immediatezza delle informazioni e dal tentativo degli adulti di risparmiarci come meglio potevano il senso della tragedia che stavamo vivendo.
La conoscenza e coscienza di quanto era appena successo e delle sue conseguenze, sarebbe arrivata di lì a poco,con i primi anni di scuola e i racconti più precisi dei grandi.

Non ho mai smesso di ricordare ,con la ribellione e la protesta degli anni giovanili,con un approccio più razionale e ragionato degli avvenimenti che hanno preceduto l'evento,degli effetti che lo hanno seguito.


mercoledì 1 agosto 2012

LA FORZA DEI RICORDI....

Dovevamo scegliere dove vivere,con un bimbo di qualche mese,per avere un po di tranquillità,la città era caotica e, allora, anche sporca.
Scegliemmo Aci Trezza,amore a prima vista,casa in collina e un panorama mozzafiato.
Ogni giorno la passeggiata col bimbo in carrozzina,eravamo in aprile.

La libertà del gioco

E mentre lui cresceva abbiamo pensato ad un fratellino,o sorellina,allora non lo si sapeva prima,almeno noi non volevamo saperlo.


il fratellino sarebbe arrivato dopo qualche settimana

Con due era più difficile,ma non impossibile,organizzare le giornate.
La mia 500,gialla,sempre pronta con babypulman e passeggino 'da viaggio',a bordo.
E quando eravamo pronti per uscire,iniziava la farsa,o tragedia,alla Fantozzi.
Preparavo il maggiore dei fratelli con il guinzaglio,cioè,non proprio,ma quasi. Era della C....o,una specie di corsetto allacciato alle spalle e una lunga cinghia per tenere a bada il pargolo. Poi,col piccolo in braccio,e l'altro al guinzaglio,e sì,devo dire proprio così,raggiungevo la macchina,adagiavo il primo nel babypulman,tornavo in casa sempre portandomi l'altro dietro,prelevavo il seggiolino-aveva la doppia funzione,sul seggiolone,in casa e asportabile per l'auto,non c'era ancora l'obbligo,ma per me era una necessità.
Quando ci ripenso,mi torna in mente la favola della capra il cavolo e il lupo...
Sistemavo anche il primogenito ,ben legato nella sua poltroncina e finalmente potevo partire dopo una rapida ricognizione mentale per gas,acqua luce,
porta,chiavi .
C'erano sì e no 700- 900 metri,per raggiungere la piazzetta,davanti ai faraglioni,e lasciata la macchina,ma quali strisce blu,non esisteva proprio,ricominciavo l'operazione.
Aprire il passeggino,bloccare,sistemare il piccolo, aprire l'altra portiera,prelevare il secondo pargolo,da tenere ben stretto al guinzaglio fino a quando,finalmente potevo lasciarlo libero,a giocare con gli altri,mentre badavo al passeggino. E quasi era ora di rientrare. Variante,portarli al parco delle terme,con ampi spazi,pulito e sicuro.

Questi i ricordi di ieri,quando,dopo tantissimi anni,ho rifatto le stesse strade,con una cara amica,per Aci Trezza.


Da Aci Trezza,il castello nero che dà il nome al paese vicino,Acicastello.

Certo adesso il borgo è quasi irriconoscibile,molto più bello più ordinato,pulito,pieno di bar ristoranti paninerie birrerie pub negozietti ammiccanti e stracolmi di tutto,adesso perfino un pornoshop.

Per arrivare al piccolo museo "la casa del nespolo"


Il nespolo c'è,ed anche un interessante museo che ricorda "i Malavoglia"di Verga


ingresso al museo


particolare della casa museo-Quanti colri ha la storia!

E poi il vecchio mercato all'ingrosso del pesce,rinnovato e attivissimo,la vecchia marina e il nuovo porticciolo turistico,brulicante di barche barchette,piccoli cabinati.

I due Faraglioni sembrano messi a gardia e protezione del porticciolo.

Ma c'era ancora la piazzetta dove i bambini consumavano ore di giochi e quasi mi veniva spontaneo girarmi per controllare e chiamare i miei cuccioli.



Più grande,rimessa a nuovo,ma anche silenziosa,oggi.

domenica 22 luglio 2012

QUANDO I MIEI OCCHI


Quando i miei occhi si perdevano nei tuoi.
E il mondo intorno non esisteva più.Dissolvenza lenta di visi immagini voci,restavamo soli,solo noi.

..........
e Ma 'o bbi' ca dint' 'o piatto
se fa fredda 'a frittata...?
Comme me so' distratto!
Comme te si 'ncantata!....

(salvatore di giacomo
-na tavernella)



Pubblico la Poesia completa di Di Di Giacomo,sperando di fare cosa gradita agli appassionati di poesia vera.

Maggio. Na tavernella
ncopp' Antignano: 'addore
d'anepeta novella;
'o cane d"o trattore

c'abbaia: 'o fuste 'e vino
nnanz' 'a porta: 'a gallina
ca strille 'o pulicino:
e n'aria fresca e ffina

ca vene 'a copp'
'e monte ca se mmescha c"o viento,
e a sti capille nfronte
nun fa truvà cchiù abbiento...

Stammo a na tavulella
tuutte e dduie. Chiano chiano
s'allongha sta manella
e mm'accarezza 'a mano...

e Ma 'o bbi' ca dint' 'o piatto
se fa fredda 'a frittata...?
Comme me so' distratto!
Comme te si 'ncantata!....
(salvatore di giacomo)