Superati i 50 anni ho voglia di parlare,ma ancor più di ricordare:fissare su carta,si fa per dire,cose che girano disordinatamente per la testa,sensazioni,luoghi,profumi,volti,parole ,che si affacciano un attimo poi svaniscono,poi ritornano.Ma se riuscirò parlerò anche di altro.Di me ho pochissimo da dire,l'età l'ho detta,non ho una vita da star,non ho pretese,rispetto gli umani,gli animali e la natura.
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domenica 8 settembre 2013
OTTO SETTEMBRE 1943
La mia piccola storia,per ricordare
Ero troppo giovane per ricordare bene i fatti e le emozioni di quella giornata.
La Calabria era un po defilata dagli scenari della guerra:noi la sentivamo per le privazioni,la miseria,le notizie di morte di soldati,figli di questa terra,chiamati a difendere la patria,ma da chi?,in terre lontane.
Dopo lo sbarco,avvenuto in Calabria a pochi chilometri dal mio paese,qualcosa di più si percepiva.
Io ricordo il rombo degli aerei che ci passavano sulla testa,per andare a bombardare qualche posto vicino,eravamo in campagna,fra uliveti e giardini di aranci e bergamotto,tanti gli sfollati dal vicino paese,anche per la probabilità di trovare comunque qualcosa da mangiare,e c'era quasi aria di scampagnata,qualche volta.
Molto più lontano da questo angolo di mondo,il mio mondo,un ragazzo non ancora ventenne,che il fanatismo di regime aveva spinto ad arruolarsi volontario falsificando anche i documenti,ha saputo dell'armistizio con molta confusione,assieme agli altri commilitoni.
Erano in caserma,a Forlì,quando i loro superiori comunicarono che tutto era finito,facessero ciò che credevano.
Hanno tentato di chiedere,ma i superiori si erano già dileguati. Un pugno di ragazzi,senza guida,qualcuno più grande di loro che cercava di organizzare e consigliare.
IL giovane soldato aveva dei riferimenti,amici di famiglia che abitavano da quelle parti e così aveva deciso di arrivarci in qualche modo,rifiutando l'invito di altri suoi compagni ,originari di paesi vicini al suo,di unirsi all'avventura del ritorno a casa.
Ma chiese loro,quando fossero arrivati,di far sapere ala sua famiglia che lui cercava di andare dai Tedeschi. Era il cognome della famiglia amica ma i compagni fraintesero e lo considerarono un codardo e traditore dando la notizia,all'arrivo.
Per l'imponderabilità del caso,tutto andò diversamente,anche il nostro soldatino si unì in seguito ad altri sbandati per un viaggio di avvicinamento a casa. Sarebbero passati dei mesi,prima che tutti arrivassero a destinazione.
Mentre loro scendevano per la penisola,gli alleati salivano e spesso si trovavano fra i tedeschi in ritirata,e gli alleati che avanzavano. Hanno assistito in febbraio al bombardamento di Cassino,nascosti in rifuggi di fortuna,e muovendosi di notte,cercavano di proseguire verso sud,mentre alla luce del giorno si accorgevano spesso di essere ancora al punto di partenza.
Finalmente una notte attraversarono il Garigliano con una barca sgangherata, avvicinandosi,così credevano,a casa.
I compagni di viaggio diminuivano man mano che qualcuno arrivava a destinazione.
Spesso chi era già arrivato offriva qualche giorno di ospitalità e cibo a chi doveva ancora proseguire.
Arrivarono in marzo a Napoli già liberata ma anche occupata dagli alleati,in tempo per essere testimoni dell'ultima seria eruzione del Vesuvio.
Il gruppetto di tre o quattro ragazzi,ha cercato di dare una mano,facendo da interpreti fra gli americani ed i locali,con le poche risorse a disposizione.
Si sentivano quasi a casa,ma la strada era ancora lunga..
Hanno sperimentato la paura, la diffidenza, la cattiveria, ma anche la disponibilità, la benevolenza, l'accoglienza in un mondo che sembrava aver perso la bussola.
Il giovane soldato arrivò a casa in aprile,per Pasqua ,quando nessuno lo aspettava più.
Senza notizie,avevano creduto davvero che fosse rimasto con i tedeschi,in ritirata e finito chissà dove.
Una storia dove la fantasia del narratore qualche volta era chiamata in aiuto per mascherare una realtà ancora più cruda.
Chissà dove saranno gli altri compagni di viaggio...
Ormai un solo testimone muto,preziosissimo compagno di viaggio è rimasto a ricordo del giovane ed incosciente soldatino e della sua storia o avventura:
due vecchi volumi con “ le novelle per un anno”di Pirandello,che forse hanno aiutato il protagonista a comprendere e superare le stranezze della vita.
mercoledì 14 agosto 2013
IMMAGINA
Immagina....
Immagina un viaggio nella storia e nella bellezza,
Da Trapani, verso Palermo.
Siamo all'interno ma immagina,sulla destra,oltre le colline,la presenza del mare:San Vito lo Capo,Riserva dello Zingaro,Castellammare del golfo..
San Vito lo Capo
Riserva dello Zingaro
E poi un invito,un richiamo un ricordo:deviazione Calatafimi-Segesta
C'e la città,il nuovo,c'è l'acropoli,l'antico,
e poi.... quasi una visione.
Su una collinetta circondata da prati che nella giusta stagione sono verdi,macchiati dal rosso intenso dei papaveri,bianco,austero,superbo si erge il Tempio.
Tempio greco,nella sua architettura ma costruito,secondo ricerche storiche, dagli Elimi ,popolazione che ha preceduto la colonizzazione ellenica,e che i secoli hanno protetto e ben conservato.
Sembra un corpo a se stante distaccato e fuori dalle vie di comunicazioni,dalla città antica,da moderni centri abitati.Ma forse nei millenni la geografia del posto è cambiata,forse il tempio doveva restare lontano dalle cose quotidiane...
Immagina sia un tardo e fresco pomeriggio,la zona è ricca di boschi e macchia mediterranea, indicazioni successive suggeriscono di raggiungere il Teatro greco
di Segesta.
Ancora la stessa sensazione,un corpo staccato dal resto,sembra lì per caso , in posizione stupenda,su una collina. La vista spazia su tutta la vallata,con all'orizzonte Castellammare del Golfo. Ma la scalinata guarda verso la montagna,effetto acustico assicurato,come sempre,nei teatri greci e poi romani.
Non è grande,il teatro,quasi una bomboniera,ma quanta magia.
Immagina,sere d'agosto,seduti sui gradini,a chiacchierare con altri spettatori dei millenni precedenti,guardando le stelle in attesa che una scia di polvere cosmica illumini la scena facendoci sognare.
Immagina,ad un tratto ,animazione,vita e sulla scena,senza sipari e senza quinte
una giovane attrice-vestale,coperta di candidi veli,illuminata da discreti proiettori,che inizia a danzare,col fuoco,sotto un cielo profondo e scuro dove anche le stelle si fanno piccole,per non rubare la scena.
I fuochi di Bach
Immagina....
LE NOTTI DI SEGESTA-DAL 10 agosto al 1° settembre
Immagina un viaggio nella storia e nella bellezza,
Da Trapani, verso Palermo.
Siamo all'interno ma immagina,sulla destra,oltre le colline,la presenza del mare:San Vito lo Capo,Riserva dello Zingaro,Castellammare del golfo..
San Vito lo Capo
Riserva dello Zingaro
E poi un invito,un richiamo un ricordo:deviazione Calatafimi-Segesta
C'e la città,il nuovo,c'è l'acropoli,l'antico,
e poi.... quasi una visione.
Su una collinetta circondata da prati che nella giusta stagione sono verdi,macchiati dal rosso intenso dei papaveri,bianco,austero,superbo si erge il Tempio.
Tempio greco,nella sua architettura ma costruito,secondo ricerche storiche, dagli Elimi ,popolazione che ha preceduto la colonizzazione ellenica,e che i secoli hanno protetto e ben conservato.
Sembra un corpo a se stante distaccato e fuori dalle vie di comunicazioni,dalla città antica,da moderni centri abitati.Ma forse nei millenni la geografia del posto è cambiata,forse il tempio doveva restare lontano dalle cose quotidiane...
Immagina sia un tardo e fresco pomeriggio,la zona è ricca di boschi e macchia mediterranea, indicazioni successive suggeriscono di raggiungere il Teatro greco
di Segesta.
Ancora la stessa sensazione,un corpo staccato dal resto,sembra lì per caso , in posizione stupenda,su una collina. La vista spazia su tutta la vallata,con all'orizzonte Castellammare del Golfo. Ma la scalinata guarda verso la montagna,effetto acustico assicurato,come sempre,nei teatri greci e poi romani.
Non è grande,il teatro,quasi una bomboniera,ma quanta magia.
Immagina,sere d'agosto,seduti sui gradini,a chiacchierare con altri spettatori dei millenni precedenti,guardando le stelle in attesa che una scia di polvere cosmica illumini la scena facendoci sognare.
Immagina,ad un tratto ,animazione,vita e sulla scena,senza sipari e senza quinte
una giovane attrice-vestale,coperta di candidi veli,illuminata da discreti proiettori,che inizia a danzare,col fuoco,sotto un cielo profondo e scuro dove anche le stelle si fanno piccole,per non rubare la scena.
I fuochi di Bach
Immagina....
LE NOTTI DI SEGESTA-DAL 10 agosto al 1° settembre
lunedì 29 luglio 2013
LA POESIA E I SENTIMENTI
Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
E ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
Le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.
Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
Non già perché con quattr'occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
Le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.
Eugenio Montale
immagine dal web
Quanto mi manca quel braccio cui mi appoggiavo,e quegli occhi attraverso i quali guardavo il nostro mondo...
E ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
Le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.
Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
Non già perché con quattr'occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
Le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.
Eugenio Montale
immagine dal web
Quanto mi manca quel braccio cui mi appoggiavo,e quegli occhi attraverso i quali guardavo il nostro mondo...
mercoledì 24 luglio 2013
24 LUGLIO
E' solo una data,nel calendario che scandisce i nostri giorni,qualche volta velocemente,altre con esasperante lentezza,sempre dalla nostra personale visione del tempo.
Ma è anche il giorno che il calendario 'cristiano' dedica a Santa Cristina,e per me un giorno speciale.
Cristina si chiamava mia nonna paterna: non sentivo una particolare tenerezza nei suoi confronti,era molto autoritaria,per me,molto severa,ricordo di averla vista sorridere poche volte,ridere di gusto quasi mai. Forse perchè l'ho conosciuta che aveva già una certa età e alle spalle una famiglia di dieci persone,in tempi difficili,con la guerra che ha preteso almeno tre dei suoi figli da mandare a sconfiggere nemici che non erano certo i suoi,e trattenuti due per molti anni,in campi di prigionia di terre lontane.
Fervente cattolica e credente,ha fatto un patto con la Madonna , Madre come lei,come lei ferita dal dolore per un Figlio:se i figli fossero tornati incolumi,almeno nel corpo,perche le ferite dell'anima rimangono per sempre,se fossero tornati,lei avrebbe indossato, per il resto dei suoi anni,le vesti nere, bordate di bianco, che la iconografia dell'Addolorata ci rimanda.
E' così che io me la ricordo.
So che era generosa,laboriosa ed una buona madre,ma molto riservata e parca nel manifestare i suoi sentimenti.
Con otto figli era normale che ci fossero molte nipoti con il suo nome,come tradizione voleva.
Così oggi nella parentela più stretta ci sono molte Maria Cristina:le due maggiori
sono chiamate da sempre “Chicca”.Una delle due è mia sorella.
Con gli anni che passano,anche le asperità del mio carattere si sono ammorbidite, e così mi sto attaccando sempre con più affetto a questa sorella maggiore,per me anche confidente e che va prendendo il posto di mia madre,anche nei confronti dei fratelli,più giovani.
Auguri,Chicca, con questa foto che ti ricorderà certo qualcosa.

Auguri a te,alla nostra cugina Chicca,(la capostipite)ed alle altre cugine,Maria Maria Cristina,comunque si facciano chiamare.
Auguri anche alla mia Cristina bolognese ed a tutte le Cristina della blogostera
domenica 30 giugno 2013
VADO E...TORNO :PROMESSO!!
Lascio per qualche giorno,ho bisogno di stare un po con gli altri (della mia tribù)visto che sono spesso sola o quasi.
Mi è sempre gradita la presenza di tutti voi e la vostra amicizia,per questo vi lascio un cordialissimo saluto,buone vacanze se partite ma fra breve sarò ancora qui a chiacchierare con tutti voi.A presto
Mi è sempre gradita la presenza di tutti voi e la vostra amicizia,per questo vi lascio un cordialissimo saluto,buone vacanze se partite ma fra breve sarò ancora qui a chiacchierare con tutti voi.A presto
martedì 25 giugno 2013
ANCHE IL VIRTUALE PUO' DIVENTARE REALE
Chiacchieri nel blog,conosci persone,da quello che scrivono,dalle foto che pubblicano dagli interessi che hanno e poi qualche volta queste persone le incontri ,nel reale.
Mi è successo altre volte, è successo ancora qualche giorno fa.
Una breve vacanza di Costantino-www.mostrelibriluoghi.blogspot.com,in Sicilia,sotto l'Etna ha permesso questo incontro.
Il sabato è stato assorbito da uno strabiliante giro "costiero"da Catania a Giardini Naxos in compagnia di una sua,e spero diventi anche mia, amica blogger,Francesca di http://nonsolocreazioni.blogspot.com, ben documentato dalle splendide foto.
Il poco tempo a disposizione,dopo che l'amico Costantino ha assolto agli impegni che lo hanno portato fin qui,hanno limitato i nostri programmi,ma spero di essere riuscita a rendere gradevoli e interessanti le poche ore di tempo per una serena chiacchierata e la visita ad altri piccoli centri etnei.
Non riesco per ora a postare foto,per motivi tecnici,ma la simpatia e l'amicizia posso testimoniarle scrivendo.
E spero siano stati sentimenti reciproci.
Ciao Costantino.
Mi è successo altre volte, è successo ancora qualche giorno fa.
Una breve vacanza di Costantino-www.mostrelibriluoghi.blogspot.com,in Sicilia,sotto l'Etna ha permesso questo incontro.
Il sabato è stato assorbito da uno strabiliante giro "costiero"da Catania a Giardini Naxos in compagnia di una sua,e spero diventi anche mia, amica blogger,Francesca di http://nonsolocreazioni.blogspot.com, ben documentato dalle splendide foto.
Il poco tempo a disposizione,dopo che l'amico Costantino ha assolto agli impegni che lo hanno portato fin qui,hanno limitato i nostri programmi,ma spero di essere riuscita a rendere gradevoli e interessanti le poche ore di tempo per una serena chiacchierata e la visita ad altri piccoli centri etnei.
Non riesco per ora a postare foto,per motivi tecnici,ma la simpatia e l'amicizia posso testimoniarle scrivendo.
E spero siano stati sentimenti reciproci.
Ciao Costantino.
martedì 18 giugno 2013
BASTA POCO,DEL NIENTE CHE ABBIAMO
Era solo un bambino,troppo solo,troppo lontano da altri possibili compagni.
Era una donna sola,con quel bimbo da fare crescere,sapeva già ,non poteva regalargli amici,non fratelli,neanche voci umane. Troppo lontano il mondo.
Tesseva la donna,tesseva e sognava fra orditi e trame,volti di bimbi, braccia forti e protettivi.
Soffiava il vento,forte,fra colline brulle e montagne innevate.
Non alberi che si piegassero al suo passaggio.
Niente aquiloni da staccare dalle mani di bambini incantati. Un solo bimbo,niente aquiloni.
Con fili colorati, e col niente di cui era ricca,la donna iniziò a creare una bambola,per il suo bambino.
Poi ne inventò un'altra,e un'altra ancora:ora il suo bimbo non era più solo.
Con trame ed ordito ha tessuto sogni,tanti da coprire il cielo. Insieme li hanno appesi alle nuvole,hanno fatto un sipario leggero che si apriva sull'azzurro. Il vento, sorpreso si fermò,osservo e con dolcezza fece dondolare quei sogni. Ora non faceva più paura,non urlava,ma al suo passaggio nascevano melodie dolci e rassicuranti.
E continuando di valle in valle raccontava al mondo la novità:un sipario di sogni appeso alle nuvole proteggeva e accompagnava la vita laboriosa di una donna sola e i giochi di un bimbo speciale.
Non restarono soli a lungo,la gente arrivava, curiosa e incredula. Molti si fermarono,vollero creare altri sipari ,ed appenderci altri sogni di fili colorati.
Parlavano lingue strane,diverse, incomprensibili ai più. Ma non servivano le parole. Coltivavano gli stessi sogni e costruivano ponti colorati fra cielo e terra .
E si capivano.
Avrei voluto aggiungere delle foto,lo farò appena possibile.
Era una donna sola,con quel bimbo da fare crescere,sapeva già ,non poteva regalargli amici,non fratelli,neanche voci umane. Troppo lontano il mondo.
Tesseva la donna,tesseva e sognava fra orditi e trame,volti di bimbi, braccia forti e protettivi.
Soffiava il vento,forte,fra colline brulle e montagne innevate.
Non alberi che si piegassero al suo passaggio.
Niente aquiloni da staccare dalle mani di bambini incantati. Un solo bimbo,niente aquiloni.
Con fili colorati, e col niente di cui era ricca,la donna iniziò a creare una bambola,per il suo bambino.
Poi ne inventò un'altra,e un'altra ancora:ora il suo bimbo non era più solo.
Con trame ed ordito ha tessuto sogni,tanti da coprire il cielo. Insieme li hanno appesi alle nuvole,hanno fatto un sipario leggero che si apriva sull'azzurro. Il vento, sorpreso si fermò,osservo e con dolcezza fece dondolare quei sogni. Ora non faceva più paura,non urlava,ma al suo passaggio nascevano melodie dolci e rassicuranti.
E continuando di valle in valle raccontava al mondo la novità:un sipario di sogni appeso alle nuvole proteggeva e accompagnava la vita laboriosa di una donna sola e i giochi di un bimbo speciale.
Non restarono soli a lungo,la gente arrivava, curiosa e incredula. Molti si fermarono,vollero creare altri sipari ,ed appenderci altri sogni di fili colorati.
Parlavano lingue strane,diverse, incomprensibili ai più. Ma non servivano le parole. Coltivavano gli stessi sogni e costruivano ponti colorati fra cielo e terra .
E si capivano.
Avrei voluto aggiungere delle foto,lo farò appena possibile.
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