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domenica 13 maggio 2018

MAMMA,LO SO...


Lo so che non ci sei ,che non puoi ascoltarmi,ma spesso ti chiamo,o ti chiedo ancora qualche consiglio,in silenzio.
Lo so che non ci sei,che non puoi più rimproverarmi,come facevi quando ero una bambina,ma certe cose le ricordo con amore e riconoscenza,perché ho capito dopo che i rimproveri servivano.
Lo so che non sempre eravamo d'accordo,su come la pensavo,su quello che decidevo di fare,ma ti ringrazio per avermi sopportata,ed anche supportata nelle mie scelte,qualche vota con un velo di rammarico o un celato rimprovero.
Molte cose le so,perché ad essere mamme si imparano e si capiscono le cose che si rifiutavano da figlie .
Non si torna indietro,so anche questo,ma se potessi farlo anche per un momento, ti butterei le braccia al collo,per poter meglio sentire il tuo cuore battere vicino al mio.















Non c'erano molte effusioni,fra noi,c'era quasi un pudore per i sentimenti che ci poneva sempre su due piani diversi:
La tua severità era la corazza che sembrava doverti proteggere contro le asperità della vita quotidiana,contro i lutti che troppo presto hanno segnato la tua vita,contro i bisogni e le privazioni che si riversavano necessariamente anche su di noi figli.
La nostra riservatezza era rispetto per il tuo essere sempre preoccupata,sempre un po triste,quasi a sembrarci distante.
Quando gli anni ti hanno liberata dal peso delle necessità quotidiane,abbiamo passato momenti di complicità inimmaginabili, abbiamo conosciuto la tua allegria,il tuo senso dell'ironia ,la tua capacità di prenderci in giro per i nostri difetti,le nostre abitudini. Parlo al plurale,è vero,perché penso di poter condividere almeno parte di queste mie considerazioni,anche con gli altri tuoi figli.

Oggi ti avrei regalato dei fiori.



giovedì 28 dicembre 2017

LA TERRA TREMA.prima parte.

Si stanno spegnendo gli ultimi fuochi dei ceppi di Natale,accesi nelle piazze di molti paesi,almeno qui in Sicilia.






Si smaltiscono pranzi e cene.Anche i regali sono stati già scartati,accettati criticati odiati riciclati,e ci si avvicina alla nuova sarabanda di fine anno,un po di freddo,tanta neve,anche se non dapertutto,e vento,da nord a sud.




Ma chissà come era stato il Natale di 109 anni fa a Messina,Reggio Calabria,Villa San Giovanni e altri paesini dell'area dello stretto?
Sarebbero passati pochissimi giorni,dal Natale, e l'Italia tutta non sarebbe stata più la stessa!
MESSINA  28 DICEMBRE 1908- I TRENTA SECONDI CHE HANNO CAMBIATO L'ITALIA.
NON GLI ITALIANI
E' il titolo di un testo molto interessante sull'argomento,autore Giorgio Boatti-gennaio  2005.
lo avevo letto,superficialmente,alla sua pubblicazione.Avevo guardato con maggiore interesse le fotografie che da sole potrebbero già dare il senso della tragedia,dell'annientamento.

L'ho ripreso,nell'avvicinarsi dell'anniversario,e so già che dovrò dedicare molti giorni e molta maggiore attenzione,nella rilettura,perchè è davvero una inesauribile miniera di notizie,notizie prima ancora che cronache.
Una ricchissima appendice documentaria completa il testo.
E poi,volevo meglio capire la seconda parte del titolo,anche se è intuibile.
Il perchè anche una immane tragedia come quella del terremoto del 1908,
NON ( sia riuscita a cambiare )GLI ITALIANI .
Su quei terribili trenta secondi sono raccolte le testimonianze di sopravvissuti molto noti come lo storico Gaetano Salvemini che insegnava in quegli anni all'niversità di Messina.Vede morire tutti i suoi familiari inghiottiti dalla voragine che li fa precipitare dal quarto piano.Cade anche lui,gli manca il pavimento sotto i piedi,ma sopravvive perchè cade su macerie che  ormai hanno un'altezza tale da attutire il colpo.
Altra testimonianza quella del giovane  Dino Provenzal,in quel periodo insegnante a Messina.Anche lui perde  la moglie e la figlioletta.Colpito,in seguito,dalle leggi razziali,gli sarà impedito di insegnare.Ai miei te ho studiato la Divina Commedia commentata da lui.
Il giornalista Luigi Barzini  invia i suoi servizi per giorni,non nascondendo il senso di vuoto e di inadeguatezza del momento nonostante tanti atti eroici.
C'è l'inviato speciale dellla Stampa,Giuseppe Antonio Borgese,altri di tutte le testate più importanti.Una ricchezza di notizie,cronache avvenimenti piccoli e grandi,testimonianze.
Ci sono i racconti del comandante del traghetto Calabria,rimasto miracolosamente a galleggiare al largo,sensa nessun riferimento possibile,nel buio più totale delle due sponde dello stretto e che poi racconterà.
Testimonianze di gente comune,che durante la notte lavorava.Di medici,di gente comune che si ritrova in mezzo al disastro e trova il coraggio e la forza della disperazione per dare un aiuto.
Bilancio calcolato dei morti:120.000,fra Messina Reggio Calabria e paesi limitrofi.
Morti per il terremoto prima e il maremoto subito dopo.
La città di messina distrutta quasi totalmente,lo stesso vale per Reggio Calabria.
Alcune immagini  di testimonianza storica dell'evento.
Prese ovviamente dal Web

domenica 29 marzo 2015

NON VEDO ANCORA LA PRIMAVERA,MA OGGI E' LA DOMENICA DELLE PALME

Di primavera non se ne parla ancora,e neanche di mettere il naso fuori,per me:l'influenza va e viene con ricadute peggiori che all'inizio.
Mi scuso per la mia non presenza sui vostri blog,recupererò,spero.
Intanto siamo alla Domenica delle palme.
Parlerò di una secolare tradizione,ripresa in questi ultimi decenni,nel piccolo comune di Bova.
E' un comune in provincia di Reggio Calabria,origine greca,inserito nell'area grecanica della provincia.E' fra i borghi più belli d'Italia e quest'anno insignito anche della bandiera arancione,assieme a Gerace,da parte del T.C.I.
Il paese di Bova-in grecanico Chora tu vua

Il rito delle Palme,o delle Pupazze,riferito alle figure femminili,ha origine pagane e si rifà al rito della primavera e alle Persefoni.
Tavoletta votiva-da Locri Epizefiri:

Diventa rito cristiano,con poche varianti dall'originale.
In paese si prepara il lavoro,assemblando stecche e bastoni di canne che costituiranno la struttura portante.

Un'idea della struttura interna del manichino

Si intrecciano poi le foglie di ulivo su stecchi di palma fino a coprire la struttura che prende forma,sotto le abili mani sapienti di donne e uomini.



Il manichino, una volta rivestito,verrà addobbato con nastri,frutta di stagione,primizie della terra,fiori.



Un tripudio di colori,vari formati,da piccolissimi da portare quasi un fascio di fiori fino a strutture molto più grandi,da spostare con cura.

Durante la messa avviene la benedizione di queste Palme particolari che, portate in processione fino alla piazza principale,cessano la loro breve vita:tutti i presenti preleveranno i rami intrecciati,gli addobbi,fino a quando resterà solo lo scheletro centrale.Nella tradizione popolare si pensa che porti bene conservare l'ulivo e le palme benedette in casa.
Molti contadini portano qualche rametto da appendere agli alberi della propria terra.

Buona domenica delle Palme,un momento di rinnovamento e di speranza.

domenica 9 marzo 2014

SIMBOLI E MEMORIA

Lo so,ieri era la festa delle donne,ma con le notizie tragiche che sentiamo,con certe passerelle vecchie e stantie,affogate nei luoghi comuni,con inviti a festeggiare,pranzi,cene, spettacoli organizzanti un po ovunque,non ho proprio avuto il coraggio di scrivere niente.



Posto oggi questo bellissimo albero,per ricordare che prima di regalare i gradevoli suoi fiori,ha messo radici rami foglie,ha vissuto,spoglio e indifeso ,gli inverni,le bufere di vento e di pioggia,è rinato in primavera orgoglioso delle sue foglie dei suoi germogli,si è lasciato accarezzare dal sole,perché lo aiutasse a far germogliare i suoi fiori,ha indossato il vestito della festa per regalare con generosità bellezza profumo ed i suoi morbidi e delicati fiori.La mimosa è un albero,è un simbolo,non trovate che somiglia alle donne,le donne che mettono radici per crescere in consapevolezza e non soccombere?le donne che sopportano la durezza della vita per poi riprendere a vivere,altre stagioni,altre primavere,le donne che arricchiscono la loro vita per farne dono?Mi piacciono gli alberi,sono figlia della terra,mi piace sentirmi un po albero e come gli alberi, avere radici e memoria,per ricordare il significato della giornata dell'OTTO MARZO

giovedì 20 dicembre 2012

IL SENSO DEL NATALE



Scrivo il nuovo post prima della mezzanotte:se la profezia dei Maya si dovesse avverare,almeno avrò chiuso facendo prima gli auguri.
E intanto mi ritrovo a pensare al senso del Natale,
al suo significato per i cristiani
al suo significato per le famiglie
al suo significato per il l'economia.
Il carattere religioso è pregnante per il suo messaggio di amore,di umiltà,di rinnovamento,e riguarda buona parte di noi italiani,almeno nominalmente, Cristiani.
Per le famiglie il significato si complica perchè la continua trasformazione,nel tempo,porta nuovi problemi nuovi stili di vita, nuove realtà.
Per l'economia,infine,si prevede un Natale in tono dimesso,più parco,per necessità,certo,ma se ci fosse anche un cambio di tendenza?
Meno sfarzo di luci e qualche servizio in più,questa la tendenza,almeno dalle mie parti,anche con un'amministrazione al limite del collasso e parecchio “sgarrupata” o forse proprio per questo.
Concerti,giochi e brindisi con prodotti locali.
Ma il senso del Natale lo hanno espresso al meglio i bambini.
Organizzati dalla associazione “Artèmia”la giornata della creatività per un Natale diverso, i bambini hanno capito bene che si può creare l'atmosfera gioiosa del Natale anche rispettando l'ambiente, all'insegna del riciclo e del riuso.
Niente alberi ,organismi viventi spesso sacrificati alla vanità e al capriccio,ma solo creazioni frutto della loro fantasia.
In cambio,tanti alberelli ,veri, da piantare nei giardini delle loro scuole o nei parchi cittadini.
Una carrellata di simpatia,con le scuse per le mie limitate capacità di fotoreporter.



Elegante e riccioloso grazie alle bottiglie riciclate.




La mia è una cittadina di mare:poteva mancare un presepe dedicato al mare?




all'insegna del bianco,anche gli addobbi sono fatti con fili di candida lana




Semplici tronchetti che,finito il Natale,rallegreranno il fuoco del camino.




Cartone,festoni come merletti ed ecco un elegant tree



Un albero con tanti bicchieri e su ogni cuoricino un pensiero semplice e beneaugurante.













Lascio sotto ognuno di questi alberelli gli auguri per tutti voi,cari amici ,che vi trovate a passare da qui.
Buon Natale,con lo stupore ed il sorriso di un BAMBINO che si accontentò di una mangiatoia come culla e del calore di due umili animali per essere riscaldato.




venerdì 22 aprile 2011

E' PASQUA!

Domani sarà Pasqua,ma non voglio arrivare sempre in ritardo:ho già fatto i dolci con le uova,secondo la tradizione,ed anche degli ottimi biscotti.Lo so non potete confermarlo,ma fidatevi..
Ho fatto anche un breve viaggio,dall'altra parte dello stretto,ma sconsiglio la SA-RC nell'ultimo tratto,meglio la vecchia disastrata e tortuosa nazionale,alle torture delle soste in galleria,"non illuminata"(ti avvisano,però..).
Una visita dovuta,con l'omaggio dei dolcetti,e leccornie varie,addolciamo la vita,quando è possibile.
Per voi amici che mi fate spesso gradevole compagnia gli auguri più belli, ricchi, solari, dolci,colorati per una Pasqua serena,da vivere come meglio preferite e con chi preferite.







Un piccolo dono
che sa di primavera
e che voglio condividere con voi


















Ed i miei dolci con le uova,simbolo di rinascita.Avrei voluto saper fare di meglio,
ma ci ho messo dentro tutte le mie qualità
di pasticciera..pasticciona,
spero Vi siano graditi.




Ancora AUGURI e attenti al cioccolato!

giovedì 17 marzo 2011

VIVA L'ITALIA- L'ITALIA E' VIVA


La paura della retorica è sempre in agguato,ma oggi no,non ho questa paura:sono felice perchè una splendida e insperata giornata di sole caldo mi ha permesso di aprire porte e finestre ,di esporre il tricolore e di vederlo sventolare gioioso,in compagnia di altri tricolori che timidamente,uno dopo l'altro,facevano bella mostra su balconi terrazzi finestre,grandi piccoli,solitari o assemblati.
Sono emozionata perchè il mio Presidente è sceso fra la gente ,a stringere mani,fare auguri in nome di tutti gli italiani che così bene rappresenta,e quindi anche a mio nome
Sono felice perchè,per un solitario Salvini che distribuisce bandiere e fotografie del carroccio in galleria,a Milano,ci sono milioni di CITTADINI che invadono le strade e le piazze della austera Torino,della vivace Roma, della bella Napoli, della indifferente Palermo,di cento altre città ,con bandiere,canti,gioia,dimenticando,anche solo per un giorno,le cose che non vanno,i problemi quotidiani,e credendosi veramente un popolo.
Domani ci sarà spazio per le polemiche,immancabili,ma oggi no,oggi uscirò di casa,spero di incontrare tanta gente simpatica,di godermi il sole e rientrando,di vedere il mio bel tricolore sventolare ancora.