Lo
so che non ci sei ,che non puoi ascoltarmi,ma spesso ti chiamo,o ti
chiedo ancora qualche consiglio,in silenzio.
Lo
so che non ci sei,che non puoi più rimproverarmi,come facevi quando
ero una bambina,ma certe cose le ricordo con amore e
riconoscenza,perché ho capito dopo che i rimproveri servivano.
Lo
so che non sempre eravamo d'accordo,su come la pensavo,su quello che
decidevo di fare,ma ti ringrazio per avermi sopportata,ed anche
supportata nelle mie scelte,qualche vota con un velo di rammarico o
un celato rimprovero.
Molte
cose le so,perché ad essere mamme si imparano e si capiscono le cose
che si rifiutavano da figlie .
Non
si torna indietro,so anche questo,ma se potessi farlo anche per un
momento, ti butterei le braccia al collo,per poter meglio sentire il
tuo cuore battere vicino al mio.
Non
c'erano molte effusioni,fra noi,c'era quasi un pudore per i
sentimenti che ci poneva sempre su due piani diversi:
La
tua severità era la corazza che sembrava doverti proteggere contro
le asperità della vita quotidiana,contro i lutti che troppo presto
hanno segnato la tua vita,contro i bisogni e le privazioni che si
riversavano necessariamente anche su di noi figli.
La
nostra riservatezza era rispetto per il tuo essere sempre
preoccupata,sempre un po triste,quasi a sembrarci distante.
Quando
gli anni ti hanno liberata dal peso delle necessità
quotidiane,abbiamo passato momenti di complicità inimmaginabili,
abbiamo conosciuto la tua allegria,il tuo senso dell'ironia ,la tua
capacità di prenderci in giro per i nostri difetti,le nostre
abitudini. Parlo al plurale,è vero,perché penso di poter
condividere almeno parte di queste mie considerazioni,anche con gli
altri tuoi figli.
Oggi
ti avrei regalato dei fiori.
