Le vacanze estive sono appena finite ed inizio ad archiviare pensieri ricordi e trofei fotografici di quei giorni.
Solito posto, il mio paese,solite cose,mare,tanto mare e sole
Ma anche la buona compagnia di amici e parenti.Siamo un clan numeroso,ce ne accorgiamo quando insieme tentiamo di ritrovarci sulla spiaggia per una fetta di anguria fresca e ristoratrice
Miseri resti di una scorpacciata di anguria
o qualche stuzzicante preparazione della nostra cucina estiva:
parmigiane,peperoni fritti. insalate di pomodori e peperoncini.
Il numero di partecipanti dipende molto anche dalle lusinghe di ciò che prepariamo,
ma non riusciamo mai ad esserci tutti!
Serena,quest'anno,ha organizzato una bella gita, una giornata a Bova Superiore,un borgo rinato a nuova vita per l'impegno di una accorta e lungimirante amministrazione e dei cittadini che non vogliono un paese di ruderi.
ingresso di uno dei più antichi palazzi con tanto di stemma nobiliare.
scorcio panoramico
La casa vera e l'altra..immaginata
oltre l'arco,magnifici orizzonti
La gita è continuata in pineta,poco lontana e sempre bella e ricca di interesse,e tante curiosità.
In vista della pineta
lo sperone di roccia cinge come uno scialle il Borgo
I ciclamini sono più sfacciati,timidi i funghi
A ciascun albero i propri frutti
All'orizonte,un dente di roccia,a cinque dita,custodisce il borgo di Pentidattilo
Maxi nido o piccola casa sull'albero?
Colazione al sacco, parco attrezzato ed acqua fresca
Peccato che un acquazzone improvviso ci ha fatto raccogliere in fretta le vettovaglie,ma eravamo comunque in procinto di rientrare.
Quando ci torni ...da turista,tutto sembra diverso.ma poi anche la vacanza ha termine e già pensi alla prossima estate,stessa spiaggia,stesso mare.
Superati i 50 anni ho voglia di parlare,ma ancor più di ricordare:fissare su carta,si fa per dire,cose che girano disordinatamente per la testa,sensazioni,luoghi,profumi,volti,parole ,che si affacciano un attimo poi svaniscono,poi ritornano.Ma se riuscirò parlerò anche di altro.Di me ho pochissimo da dire,l'età l'ho detta,non ho una vita da star,non ho pretese,rispetto gli umani,gli animali e la natura.
Post in evidenza
sabato 7 dicembre 2013
lunedì 18 novembre 2013
LIBRI NELLA RETE
SARA ci riprova, con un nuovo romanzo ,anzi due.
Racconto lungo o romanzo breve?non so dare definizioni,anzi per natura sono restia a qualsiasi tipo di classificazione, di posizionamenti,di categorizzazione.
L'ho letto,una prima volta con l'ansia di conoscere la nuova storia,ma poi,come mi succede sempre più spesso,ritorno sulle pagine per capire meglio alcuni passaggi,per riscoprire i tratti della scrittura dell'autrice,che si supera ad ogni nuova pubblicazione.
Nei precedenti romanzi partiva spesso dal sud,il suo sud,che è anche il mio,per dare poi alle storie un più ampio respiro.
Questa volta i personaggi e la storia ,ne “La donna dai denti d'oro”, hanno connotazioni geografiche e strutturali diverse.
Un mondo a se,quello dei gitani,ricco di misteri di tradizioni chiuso all'esterno,almeno così sembra,ma nella realtà ,se lo si osserva con la mente libera dai pregiudizi,dai preconcetti,un mondo con le stesse difficoltà gli stessi problemi legati alla vita di ogni giorno,ai sentimenti,con i quali ci scontriamo e conviviamo tutti quanti.
Con questo mondo entra in contatto,per i casi strani e imprevedibili della vita,una famiglia originaria della Sardegna,dove la storia ha inizio.
La storia prosegue in continente,dove pare che sempre il caso abbia voluto dare appuntamento a tutti i personaggi.
Nel secondo episodio,”Oltre lo scialle”l'autrice torna ancora ad una storia del sud,
ma vista, vissuta e raccontata da una donna del nord.
Un racconto ricco di spunti per una di storia di costume ,di religiosità,di fermenti sociali ,appena abbozzati,ma già in cammino.
Un tacito invito a leggere oltre ,andare oltre. Oltre le apparenze,oltre i pregiudizi,oltre lo scialle,appunto, come simbolo di appartenenza ad una società chiusa,che accetta con difficoltà ogni tipo di integrazione,di apertura alla modernizzazione. Ed al centro delle due storie sempre la questione femminile,sempre il problema antico ed attualissimo dei ruoli,dettati dalle convenzioni sociali,dalle abitudini ataviche, dalla comodità,ma sempre meno accettati dalle donne.
Davvero un bel libro,coinvolgente ,che porta a conoscere universi nuovi,attraverso una scrittura scorrevole ed elegante.
SARA RODOLAO
LA DONNA DAI DENTI D'ORO-OLTTRE LO SCIALLE
CENTRO EDITORIALE IMPERIESE
lunedì 11 novembre 2013
DIVIETO DI ENTRARE!!!!!!
Non so come e perchè,ma dopo i tanti commenti misteriosamente annullati,e me ne rammarico,chiedendo scusa a quanti erano passati a lasciare un segno ,non sono più riuscita ad entrare in internet.Niente posta,blog, FB e tutto quanto ad internet è collegato.Per quasi un mese,ho sentito la crisi di astinenza da questo dannato e bellissimo mezzo che mi permette di relazionarmi con il mondo degli amici, delle notizie..
Oggi finalmente,dopo aver smistato la posta,tanta per via dello spam che risulta sempre più agguerrito,scrivo per scusarmi delle mie mancate risposte,e della mia latitanza dai blog che seguo.
Cercherò di recuperare il tempo ed i post perduti.
Ogni giorno è un nuovo giorno,sempre buono per ricominciare-
Oggi finalmente,dopo aver smistato la posta,tanta per via dello spam che risulta sempre più agguerrito,scrivo per scusarmi delle mie mancate risposte,e della mia latitanza dai blog che seguo.
Cercherò di recuperare il tempo ed i post perduti.
Ogni giorno è un nuovo giorno,sempre buono per ricominciare-
venerdì 18 ottobre 2013
UN SOGNO LUNGO UNA VITA
Ho attraversato fiumi di tristezza
ho spostato montagne di dubbi
navigando e perdendomi nel tempo,
per arrivare fino a te
pure col peso di tanto soffrire.
Ho conservato lacrime di giada
e raccolto perle di parole antiche
nascoste fra le pieghe del tempo,
per arrivare fino a te
reggendo il peso di tanti tesoti.
Ho bruciato passi stanchi su strade sconnesse
ho mangiato polvere fango e fatica
ho bevuto sudore bile e dolci veleni
Sognando cristalline sorgenti
e ti ho trovato finalmente
fosse anche l'ultimo sogno di una vita!
giovedì 3 ottobre 2013
PARTO,QUALCHE VOLTA,MA RITORNO,SEMPRE.
"Settembre,andiamo,è tempo di migrare..."
Ed ho fatto anch'io la mia transumanza,da mare a mare,per vedere da vicino le colline le spiagge e le montagne che di solito vedo dalle finestre di casa,di qua dallo Stretto.
Un settembre ancora da bagni e da tintarella,anche se non ne ho approfittato molto,in verità.
Ho preferito l'ozio casalingo,in compagnia di mia sorella e di tante carissime cugine con le quali ci ritroviamo ogni estate,ed ogni volta troviamo mille argomenti e mille motivi per stare insieme,raccontare e raccontarci.
Qualche foto ricordo del mio paese,
Bova Marina,Capo San Giovanni,al tramonto,visto dalla spiaggia di San Pasquale.
Qualche incursione per i tanti borghi della zona,molto pittoreschi nella loro semplicità e bellezza,
Bova con la sua Rocca.
Qualche leggero pranzetto,a base di maccheroni,parmigiane e grigliate..ma come di fa a rifiutare un invito del genere?
Ed ora a casa,si ricomincia.
Passerò a salutare gli amici di blog,intanto ho voluto aprire la mia porta di casa,per dare il benvenuto a chi si trovasse a passare da qui:prenderemo insieme un caffè.
MI SCUSO CON QUANTI HANNO LASCIATO UN COMMENTO:NON CAPISCO COSA POSSA ESSERE SUCCESSO,MA RISULTANO TUTTI ELIMINATI-E NON RIESCO A RECUPERARLI.
Ed ho fatto anch'io la mia transumanza,da mare a mare,per vedere da vicino le colline le spiagge e le montagne che di solito vedo dalle finestre di casa,di qua dallo Stretto.
Un settembre ancora da bagni e da tintarella,anche se non ne ho approfittato molto,in verità.
Ho preferito l'ozio casalingo,in compagnia di mia sorella e di tante carissime cugine con le quali ci ritroviamo ogni estate,ed ogni volta troviamo mille argomenti e mille motivi per stare insieme,raccontare e raccontarci.
Qualche foto ricordo del mio paese,
Bova Marina,Capo San Giovanni,al tramonto,visto dalla spiaggia di San Pasquale.
Qualche incursione per i tanti borghi della zona,molto pittoreschi nella loro semplicità e bellezza,
Bova con la sua Rocca.
Qualche leggero pranzetto,a base di maccheroni,parmigiane e grigliate..ma come di fa a rifiutare un invito del genere?
Ed ora a casa,si ricomincia.
Passerò a salutare gli amici di blog,intanto ho voluto aprire la mia porta di casa,per dare il benvenuto a chi si trovasse a passare da qui:prenderemo insieme un caffè.
MI SCUSO CON QUANTI HANNO LASCIATO UN COMMENTO:NON CAPISCO COSA POSSA ESSERE SUCCESSO,MA RISULTANO TUTTI ELIMINATI-E NON RIESCO A RECUPERARLI.
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domenica 8 settembre 2013
OTTO SETTEMBRE 1943
La mia piccola storia,per ricordare
Ero troppo giovane per ricordare bene i fatti e le emozioni di quella giornata.
La Calabria era un po defilata dagli scenari della guerra:noi la sentivamo per le privazioni,la miseria,le notizie di morte di soldati,figli di questa terra,chiamati a difendere la patria,ma da chi?,in terre lontane.
Dopo lo sbarco,avvenuto in Calabria a pochi chilometri dal mio paese,qualcosa di più si percepiva.
Io ricordo il rombo degli aerei che ci passavano sulla testa,per andare a bombardare qualche posto vicino,eravamo in campagna,fra uliveti e giardini di aranci e bergamotto,tanti gli sfollati dal vicino paese,anche per la probabilità di trovare comunque qualcosa da mangiare,e c'era quasi aria di scampagnata,qualche volta.
Molto più lontano da questo angolo di mondo,il mio mondo,un ragazzo non ancora ventenne,che il fanatismo di regime aveva spinto ad arruolarsi volontario falsificando anche i documenti,ha saputo dell'armistizio con molta confusione,assieme agli altri commilitoni.
Erano in caserma,a Forlì,quando i loro superiori comunicarono che tutto era finito,facessero ciò che credevano.
Hanno tentato di chiedere,ma i superiori si erano già dileguati. Un pugno di ragazzi,senza guida,qualcuno più grande di loro che cercava di organizzare e consigliare.
IL giovane soldato aveva dei riferimenti,amici di famiglia che abitavano da quelle parti e così aveva deciso di arrivarci in qualche modo,rifiutando l'invito di altri suoi compagni ,originari di paesi vicini al suo,di unirsi all'avventura del ritorno a casa.
Ma chiese loro,quando fossero arrivati,di far sapere ala sua famiglia che lui cercava di andare dai Tedeschi. Era il cognome della famiglia amica ma i compagni fraintesero e lo considerarono un codardo e traditore dando la notizia,all'arrivo.
Per l'imponderabilità del caso,tutto andò diversamente,anche il nostro soldatino si unì in seguito ad altri sbandati per un viaggio di avvicinamento a casa. Sarebbero passati dei mesi,prima che tutti arrivassero a destinazione.
Mentre loro scendevano per la penisola,gli alleati salivano e spesso si trovavano fra i tedeschi in ritirata,e gli alleati che avanzavano. Hanno assistito in febbraio al bombardamento di Cassino,nascosti in rifuggi di fortuna,e muovendosi di notte,cercavano di proseguire verso sud,mentre alla luce del giorno si accorgevano spesso di essere ancora al punto di partenza.
Finalmente una notte attraversarono il Garigliano con una barca sgangherata, avvicinandosi,così credevano,a casa.
I compagni di viaggio diminuivano man mano che qualcuno arrivava a destinazione.
Spesso chi era già arrivato offriva qualche giorno di ospitalità e cibo a chi doveva ancora proseguire.
Arrivarono in marzo a Napoli già liberata ma anche occupata dagli alleati,in tempo per essere testimoni dell'ultima seria eruzione del Vesuvio.
Il gruppetto di tre o quattro ragazzi,ha cercato di dare una mano,facendo da interpreti fra gli americani ed i locali,con le poche risorse a disposizione.
Si sentivano quasi a casa,ma la strada era ancora lunga..
Hanno sperimentato la paura, la diffidenza, la cattiveria, ma anche la disponibilità, la benevolenza, l'accoglienza in un mondo che sembrava aver perso la bussola.
Il giovane soldato arrivò a casa in aprile,per Pasqua ,quando nessuno lo aspettava più.
Senza notizie,avevano creduto davvero che fosse rimasto con i tedeschi,in ritirata e finito chissà dove.
Una storia dove la fantasia del narratore qualche volta era chiamata in aiuto per mascherare una realtà ancora più cruda.
Chissà dove saranno gli altri compagni di viaggio...
Ormai un solo testimone muto,preziosissimo compagno di viaggio è rimasto a ricordo del giovane ed incosciente soldatino e della sua storia o avventura:
due vecchi volumi con “ le novelle per un anno”di Pirandello,che forse hanno aiutato il protagonista a comprendere e superare le stranezze della vita.
mercoledì 14 agosto 2013
IMMAGINA
Immagina....
Immagina un viaggio nella storia e nella bellezza,
Da Trapani, verso Palermo.
Siamo all'interno ma immagina,sulla destra,oltre le colline,la presenza del mare:San Vito lo Capo,Riserva dello Zingaro,Castellammare del golfo..
San Vito lo Capo
Riserva dello Zingaro
E poi un invito,un richiamo un ricordo:deviazione Calatafimi-Segesta
C'e la città,il nuovo,c'è l'acropoli,l'antico,
e poi.... quasi una visione.
Su una collinetta circondata da prati che nella giusta stagione sono verdi,macchiati dal rosso intenso dei papaveri,bianco,austero,superbo si erge il Tempio.
Tempio greco,nella sua architettura ma costruito,secondo ricerche storiche, dagli Elimi ,popolazione che ha preceduto la colonizzazione ellenica,e che i secoli hanno protetto e ben conservato.
Sembra un corpo a se stante distaccato e fuori dalle vie di comunicazioni,dalla città antica,da moderni centri abitati.Ma forse nei millenni la geografia del posto è cambiata,forse il tempio doveva restare lontano dalle cose quotidiane...
Immagina sia un tardo e fresco pomeriggio,la zona è ricca di boschi e macchia mediterranea, indicazioni successive suggeriscono di raggiungere il Teatro greco
di Segesta.
Ancora la stessa sensazione,un corpo staccato dal resto,sembra lì per caso , in posizione stupenda,su una collina. La vista spazia su tutta la vallata,con all'orizzonte Castellammare del Golfo. Ma la scalinata guarda verso la montagna,effetto acustico assicurato,come sempre,nei teatri greci e poi romani.
Non è grande,il teatro,quasi una bomboniera,ma quanta magia.
Immagina,sere d'agosto,seduti sui gradini,a chiacchierare con altri spettatori dei millenni precedenti,guardando le stelle in attesa che una scia di polvere cosmica illumini la scena facendoci sognare.
Immagina,ad un tratto ,animazione,vita e sulla scena,senza sipari e senza quinte
una giovane attrice-vestale,coperta di candidi veli,illuminata da discreti proiettori,che inizia a danzare,col fuoco,sotto un cielo profondo e scuro dove anche le stelle si fanno piccole,per non rubare la scena.
I fuochi di Bach
Immagina....
LE NOTTI DI SEGESTA-DAL 10 agosto al 1° settembre
Immagina un viaggio nella storia e nella bellezza,
Da Trapani, verso Palermo.
Siamo all'interno ma immagina,sulla destra,oltre le colline,la presenza del mare:San Vito lo Capo,Riserva dello Zingaro,Castellammare del golfo..
San Vito lo Capo
Riserva dello Zingaro
E poi un invito,un richiamo un ricordo:deviazione Calatafimi-Segesta
C'e la città,il nuovo,c'è l'acropoli,l'antico,
e poi.... quasi una visione.
Su una collinetta circondata da prati che nella giusta stagione sono verdi,macchiati dal rosso intenso dei papaveri,bianco,austero,superbo si erge il Tempio.
Tempio greco,nella sua architettura ma costruito,secondo ricerche storiche, dagli Elimi ,popolazione che ha preceduto la colonizzazione ellenica,e che i secoli hanno protetto e ben conservato.
Sembra un corpo a se stante distaccato e fuori dalle vie di comunicazioni,dalla città antica,da moderni centri abitati.Ma forse nei millenni la geografia del posto è cambiata,forse il tempio doveva restare lontano dalle cose quotidiane...
Immagina sia un tardo e fresco pomeriggio,la zona è ricca di boschi e macchia mediterranea, indicazioni successive suggeriscono di raggiungere il Teatro greco
di Segesta.
Ancora la stessa sensazione,un corpo staccato dal resto,sembra lì per caso , in posizione stupenda,su una collina. La vista spazia su tutta la vallata,con all'orizzonte Castellammare del Golfo. Ma la scalinata guarda verso la montagna,effetto acustico assicurato,come sempre,nei teatri greci e poi romani.
Non è grande,il teatro,quasi una bomboniera,ma quanta magia.
Immagina,sere d'agosto,seduti sui gradini,a chiacchierare con altri spettatori dei millenni precedenti,guardando le stelle in attesa che una scia di polvere cosmica illumini la scena facendoci sognare.
Immagina,ad un tratto ,animazione,vita e sulla scena,senza sipari e senza quinte
una giovane attrice-vestale,coperta di candidi veli,illuminata da discreti proiettori,che inizia a danzare,col fuoco,sotto un cielo profondo e scuro dove anche le stelle si fanno piccole,per non rubare la scena.
I fuochi di Bach
Immagina....
LE NOTTI DI SEGESTA-DAL 10 agosto al 1° settembre
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