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martedì 17 novembre 2020

ALMENO LEGGERE ..

 Non riesco a fare molto,anzi quasi niente.E non è colpa del covid,delle chiusure,o almeno non solo.Ha contribuito,perchè ho tralasciato dei controlli ed è difficile recuperare subito.

Così leggo e tanto.Anche libri di scrittrici  e scrittori emergenti,evitando libri molto pubblicizzati,che spesso fanno leva sul nome,ma deludono.

Ultimo letto: 

LUIGINA PARISI:UN ABBRACCIO SOSPESO

L'ho letto!Non sono una lettrice compulsiva,mi piace assorbire il sapore ,il suono delle parole che,pagina dopo pagina,compongono la storia.

E quel titolo che dovrà portare da qualche parte,avrà un suo perchè:sempre presente,incombente,così,mentre la storia si dipana il pensiero va oltre,costruisce e demolisce congetture,cosa che pare faccia anche la protagonista.Un gioco,un mosaico di sentimenti, incertezze, fughe in avantie, ripensamenti.

Ogni tanto una tessera sembra fuori posto, e si ricomincia.Prosa armoniosa scelta calibrata delle parole,un clima ed un ambiente mediterraneo che si avvertono,a pelle,e incidono sul carattere dei protagonistisi.

L'indovinatissimo espediente della chat ,e della email con uno sconosciuto dà licenza per un lavoro di quasi sdoppiamento nella ricerca delle motivazioni di certi modi di vivere sentimenti e situazioni anche difficili:

uno studio comportamentale ,di tipo psicologico,sufficientemente distaccato,nella prima fase,ma che finisce per coinvolgere e travolgere emotivamente di sicuro la protagonista,ma forse anche se in modo diverso, l'interlocutore anonimo.E' quell'abbraccio, che sentiamo nell'aria , o la sua assenza,la risposta che ci aspettiamo dalla storia? Per saperlo bisogna proprio leggerla tutta!



lunedì 2 novembre 2020

DI LETTURE, DI LIBRI,DI RACCONTI.

Un piccolo esperimento:otto parole per creare una storia,anche minima.Ma io non ho il dono della sintesi e così è nato un breve racconto.

Le parole chiave:Verde Luce Mare DonnaSperanza Sorriso Alba Domani. 

Era VERDE la collina,quel giorno di marzo. Marzo mediterraneo col sole accecante che gioca fra nuvole spettinate,e alimenta il crescere dell'erba che ti pare di sentirla .farsi strada fra un filo e l'altro per fare spazio a nuovi fili nascenti,a protuberanze che diventeranno presto fiori.In basso il MARE di un azzurro intenso mandava bagliori di LUCE.



La DONNA osservava lo spettacolo appoggiata alla porta ,quasi a farsi sorreggere, prestando la massima attenzione ad ogni cambio di respiro,ad ogni movimento,se pure impercettibile.Il bambino era in una situazione critica.

Bisognava solo aspettare.Così le aveva detto il medico,appena andato via.

Pensava alle volte che in giornate simili,non riusciva a farlo stare in casa a studiare;il sole,la narura che riprendeva a vivere erano un invito assillante.

Lo aveva fatto crescere bene,dandogli serenità e sicurezza,nonostante dovesse fare tutto da sola.Il padre? Padre solo per un solo giorno,poi la paura della responsabilità ,l'insicurezza,l'inesperienza,lo avevano fatto scappare.

Bisognava solo aspettare,si ripeteva Francesca.e intanto,seduta accanto al ragazzo osservava il suo profilo, i suoi occhi socchiusi:gli ricordava tanto il padre ed un velo di tristezza le oscurò il viso.

Restava la SPERANZA che tutto si risolvesse,la crisi fosse superata,e lei continuava a restargliaccanto,mentre le ore passavano e le ombre della sera si sosituivano alle ultime nuvole arrossate dal tramonto.Superare la notte,un incubo. Restò vigile,accanto al letto,mentre le ore passavano,e tanti pensieri giravano nella sua testa.

Rivedeva il film di quegli ultimi anni.La passione,i colpo di testa,un matrimonio celebrato in fretta e in quasi solitudine e quel figlio che le toglieva il respiro,ogni volta che lo abbracciava.

Era tutto,erano tutto,dopo che il padre non aveva avuto la forsa di accettarlo.Un SORRISO mesto affiorò fra i ricordi,ma scomparve subito,non era tempo di sorridere,di abbandonarsi ai ricordi,belli o brutti.

Bisognava solo aspettare.Alomeno fino all'ALBA.

Aspettare e credere in qualche miracolo,anche se lei ai miracoli non ci aveva mai creduto.

L'alba arrivò,anzi le sembrò perfino che bussasse alla porta,come per avvisarla che c'era,che la notte era finita.

Bussò una seconda volta,ma non era l'alba,che si era già evidenziata ,al solito,con la luce prepotente del nuovo giorno.

Andò alla porta,apri,esitante.L'uomo le buttò le braccia al collo ,restarono un attimo senza parole, sorreggendosi a vicenda.

Poi fu un pianto liberatore,silenzioso,caldo di lacrime.E il miracolo,come in ogni lieto fine,si completò ,col bambino che chiamava la mamma e guardava stupito e stordito quello strano gruppo.

Bisognava solo aspettare.

E finalmente ,dopo la lunga notte,ora era già DOMANI.



venerdì 28 agosto 2020

I VISIONARI ,LA NATURA,L'ANTICO.

Si è spento ,in Calabria,all'età d 91 anni,il maestro visionario Nik Spatari.Per chi non lo conosce,è il creatore del MUSABA.

Nik Spatari 1929-2020

MUSABA:E' il nome di un interessante museo di arte figurativa ,all'aperto-in Santa Barbara, frazione di Mammola, un piccolo paese dell'entroterra calabrese,più conosciuto per lo stoccafisso che per le virtù dell'acqua della zona pare sia di sapore eccelso,tanto da diventare un richiamo turistico gastronomico che ha sollevato le sorti della zona.

Tornimo però al MUseo SAnta Barbara,un museo di strada,potremmo definirlo,dovuto alla passione ed alla intuizione di Nik Spatari.

Logo ed immagine Museo

Nato nel 1929,a Mammola,provincia di Reggio Calabia ,si fa notare da subito per le sue qualità artistiche,gira il mondo,si forma alle vari scule del suo tempo e alla fine degli anni 70 ritorna in Calabria,assieme alla moglie Hiske Maas compagna di vita e di avventure artistiche.Nel 1969 è propprio a Mammola,il suo paese natale,che vuole realizzare un suo sogno:il Museo laboratorio di arte contemporanea,sui resti di un monstero Basiliano,sul fiume Torbido

Nik con la moglie Hiske Maas

   Da allora non ha mai smesso di lavorare.Continua con altre opere anche scultoree,assieme alla moglie che collabora per la preparazion dei progetti ma anche attivamente in fase di realizzazione.
Riutilizza ruderi di altri antichi monasteri,nella zona,convinto che la storia e la bellezza dei luoghi
abbiano il diritto 
ed il dovere di rivivere.

La sua è una storia di di passione,d'amore ,arte e bellezza,ha ridato vita e colore ad una reinterpretazione e rivalutazione dell'antico,e della tradizione,coadiuvato sempre dalla presenza attiva della moglie, bravissima artista anche lei.

Hanno dato vita ad una Fondazione e si spera che questo mondo visionario di colore ed arte,di passione e impegno possa continuare,anche adesso che Nik ha lasciato la sua visionaria avventura terrena per continuare a coltivare i suoi sogni altrove .

Alcune foto,ma le opere meriterebbero di essere vste ed apprezzate dal vivo,seguendo un percorso che anche la natura dei luoghi contribuisce a rendere fantastico..

















venerdì 14 agosto 2020

I MIEI PRIMI 8O ANNI

Ci sono arrivata,nonostante tutto, e posso anche raccontarmi.

Sembrano tanti ma è stato un tempo veloce,ricco di eventi,novità scoperte e mi sono lasciata trasportare,con leggerezza ed entusiasmo.Ora devo solo programmare i prossimi,ma a piccole tappe,ridimensionando progetti programmi ed anche i sogni.

La vita mi ha dato molto.Mi ha dato una famiglia dove sono potuta crescere coltivando valori importanti,come gli affetti,il rispetto per gli altri,l'amore per la natura,la curiosità per la scoperta. 

Mi ha permesso di avere una mia nuova famiglia e spero di essere riuscita a trasmettere almeno una parte di ciò che ho avuto,mentre ringrazio per quello che ho ricevuto in affetto collaborazione aiuto e amore.

In tanti anni ,come in un libro ho scritto storie di vite,di presenze,di assenze,di cadute e di rigenerazioni.Pagine di poesia ,di stupore di dolore di allegria.Perchè come in un libro,in ogni vita c'è un po di tutto.Ma resta sempre lo spettacolo piu bello e sorprendente del creato.

domenica 2 agosto 2020

SABATO 2 AGOSTO 1980



Sono passati quarant'anni,io ne avevo solo 40,forse mi stavo già preparando per la solita vacanza,al mare dove ,con mamma tenevamo a bada i miei due figli più alti tre nipoti,più o meno la stessa età.
Altre famiglie erano già in viaggio in auto,ma principalmente in treno.Un treno che il primo sabato di agosto a Milano era stato letteralmente preso d'assalto da tante nonne con nipoti al seguito,mamme,papà,intere famiglie insomma:tutti col sogno di giorni di mare e di sole,di pranzi con parenti di saluti,granite e gelati da consumare con lentezza,finalmente assieme ad amici ritrovati.
Bologna era un nodo strateggico per le ferrovie:ci si dava appuntamento con parenti ed amici che arrivavano da altre città,e già in molti erano ai finestrini per controllare,qualcuno anche pronto a scendere,un pacco di sigarette,una bottiglia d'acqua al volo..
Fu un attimo,un boato,un urlo straziante poi più niente:la mente dovette adattarsi a percepire che cosa era stato.
Fu l'urlo delle sirene ininterrotto potente a riempire la citta,le piazze moltiplicarne l'eco urtando sotto i portici delle strade.
Fu il fumo acre di polvere da sparo,furomo i lamenti dei feriti,le grida di chi non sapeva cosa fare .
Furono nomi urlati, in attesa di risposte che non arrivavamo.

Furono subito medici infermieri barellieri con le mani fra i capelli in un gesto di dichiarata impossibilità di capire,nel dare aiuto.
Furono mille mani,insanguinate a cercare nella polvere a sollevare travi d'acciaio,a districare matasse di fili infuocati per estrarre spesso solo brandelli di qualcosa che era stata vita.
Furono i numeri dei morti,i numeri dei feriti gravi e meno gravi a dare la misura di quello che era successo,man mano che passavano le ore.
Furono le notizie confuse incerte,esagerate, sembravano perfino,a unire i vivi ai morti,chi aspettava e chi non sarebbe mai arrivato,da nessuna parte.
Furono i sogni i desideri le speranze ,quelli che facevano meno rumore,cessati svaniti per sempre .Non appartenevano più a nessuno..
                          85 :questo il numero dei morti
              85:questo il numero dei nomi incisi su una lapide.
Per non dimenticare,diciamo,ogni anno ,da quarant'anni.
E dietro ogni nome,ogni data c'è una storia di vita mancata.Noi non dimentichiamo i morti,ma vorremmo sapere il perchè..

venerdì 17 luglio 2020

DI LIBRI E DI PASSIONI

Mi piace leggere,devo averlo già detto..
Mi piace anche rileggere,e scoprire sfumature,particolari,che una prima lettura,spesso con l'entusiasmo e la curiosità per il nuovo,non avevo apprezzato.
Ultimo,in ordine di tempo: la "Biografia del figlio cambiato" di Andrea Camilleri che voglio così ricordare,ad un anno dalla sua morte.
E' stata una lettura piacevole ed illuminante su tanti aspetti della vita di Pirandello,per me fra i grandi della letteratura e del teatro.Alla sua maniera un po' sorniona,ma sempre con precisi riferimenti storici e bibliografici,traccia un ritratto insolito,spesso contraddittorio di Pirandello uomo,più e prima che scrittore. Mi capita comunemente ,parlando di certe situasioni un po' ingarbugliate,complicate,di definirle pirandelliane.Adesso so esattamente quanto questa definizione,o intuizione,sia confermata dal racconto della vita del drammaturgo.

La tomba di Pirandello e quel che resta del Pino solitario che la ombreggiava.Un nuovo pino,della stessa famiglia, è stato piantato e cresce rigoglioso,avendo superato i 16 anni di vita.








Sempre in antitesi con se stesso,sembra faccia fatica a trovare un punto di equilibrio fra il desiderio di emergere,con le proprie capacità ed una vita propria,e la necessità di dover dipendere da un padre dal quale si sente avulso,altro.E' Pirandello ed il suo doppio,o meglio un dissociato e la storia andrà avanti,negli anni.
E quando finalmente riesce a considerarsi figlio,di un padre al termine dei suoi anni,la sua ossessione di padre impositivo ed invasivo aumenta,facendogli ripercorrere gli stessi errori che lui aveva vissuto da figlio.
E quasi una deformazione genetica,una condanna,questa presenza pervasiva nei confronti dei figli,si ripete anche con i propri  figli.
"Devo chiedere scusa ai miei figli di averli confusi con me stesso.Li trattavo come trattavo me stesso;ora so-lo capisco tardi-di essermi sempre trattato male."
Queste parole avrebbe potuto scriverle  benissimo Don Stefano,il padre di Luigi.Ma a maggior ragione Luigi Pirandello,che tardi se ne era reso conto.Invece le scrive  il figlio più giovane,Fausto.
E'il passato che si rinnova nel presente  e si proietta nel futiro,tutto da patire:
"....In verità
come da sempre nati
come per sempre vivi
               siamo qua. "
Camilleri non scrive una vera biografia,ma ci racconta i vari passaggi della vita del grande Pirandello,come parlasse per sentito dire,storie di paese e di paesani,ma sempre attingendo alla fonte,agli scritti sparsi,racconti,versi,anche qualche disegno,Pirandello è stato anche un discreto pittore, ed interpretando ciò che legge.
Ne nasce una fotografia a tinte forti,spesso drammatica,di una vita  difficile,fra genio, tragedia  e follia.

mercoledì 17 giugno 2020

LE SORPRESE DELLA QUARANTENA

In questi mesi di quarantena,girando, ho trovato per caso la pagina della Libreria Ave,di Reggio Calabria.Lo so,ora sono in Sicilia ,provincia di Catania,non mancano le belle e fornite librerie,molte delle quali convertite ed adeguate alle nuove esigenze,con attività diversificate e parallele al libro.
Ma leggendo di questa pagina ho fatto un tuffo nel passato..Non sapevo esistesse ancora,ne ho avuto conferma leggendo la sua piccola ed importante storia.Io la frequentavo nei primi anni 50,gli anni delle superiori.
                                     Questa la mia scuola:stituto Tecnico  "R.Piria"Reggio Calabria


Lascio degli indizi che faranno ricostruire la mia età,non importa,fino a quando posso raccontarla,mi va bene!
Non avevo mai visto prima una libreria,arrivavo da un piccolo paese dove c'era ,e per fortuna,solo un'edicola.
Era vicina alla scuola,ci passavo per qualche testo scolastico,ma c'era tutto un mondo di altri libri,un mare dove avrei voluto naufragare,a rischio di essere sommersa,ma da onde di parole.
Soldi per acquisti estra,diciamo voluttuari, non ne avevo.Ci passavo ogni mattina,avanzava tempo fra l'arrivo del treno e l'entrara a scuola.
Ormai il titolare non mi chiedeva più nemmeno di cosa avessi bisogno,conosceva già la mia risposta ed anche il mio imbarazzo:guardavo.Poi uscendo prendevo qualche catalogo,quello era gratis.
E per qualche giorno avevo da leggere.Leggevo il nome degli autori,i titoli dei loro libri,il contenuto lo potevo solo immaginare..
Facendo la cresta sul panino racimolavo qualcosa durante la settimana ed ogni tanto mi potevo perrmettere qualche lusso.Le prime edizioni economiche che ricordi erano i BUR della Rizzoli:70 lire,o 140 se doppi.Ho una decina di questi volumetti,li ho tutti foderati in rosso, col nome stampato sopra .Hanno resistito agli anni,ai mille traslochi,a qualche scossa tellutica,ed hanno un posto speciale ,nella mia libreria,ma anche nel mio cuore.
La Libreria sopra citata,ha dei video interessanti con la lettura di brani di autori vari,piccole presentazioni,fatte spesso dagli autori o anche dai clienti.Ci passo spesso ad ascoltare.
ho anche inviato un messaggio ai nuovi titolari,persone molto attive ed attente,con la promessa che alla prossima occasione ,trovandomi dall'altra parte dello stretto,passerò a salutare..
Di solito sono i libri che ci raccontano le storie,ma per me è vero anche il  contrario,su molti miei libri ho belle storie da raccontare.per adessoparto da qui,la mia minibiblioteca che mi segue da un'infinità di anni..