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martedì 23 gennaio 2018

PREMIO AUDRY HEPBURN


LA PAISIBLE AWARD, PREMIO AUDREY HEPBURN.


 (Fiori di Audrey Hepburn - olio su tela - 1969 - proprietà di Sean Hepburn Ferrer)



Ringrazio l'amica Sciarada per avermi inserita fra le destinatarie de 
LA PAISIBLEAWARD,Premio Audry Hepburn,per ricordare i 25 anni senza la dolcissima e straordinaria Audry.
L'idea del premio è di Mariella.

Ricordiamo la Hepburn per il film Vacanze Romane,che le valse l'Oscar.Per me ha lasciato un'impronta importaante in Colazione da Tiffany,per stile e doti interpretative.La ricordiamo  per le sue indiscusse doti di simpatia,per la sua eleganza,la sua magrezza,la sua classe.Ma  dietro l'icona, c'e sempre lei. Lei,ragazzina che ha vissuto momenti difficili durante l'occupazione tedesca ,ha sentito spesso i  morsi della fame,per la impossibilità di trovare  di che  alimentarsi.
Resta la donna che ha potuto gustare il sapore della libertà,dopo lo sbarco degli alleati in Normandia,anche se i problmi non erano finiti.
Lei con una vita spesso avventursa,lei che ama l'Italia e la città eterna con straordinaria passione,fino a decidere di restarvi.
C'è la mamma premurosa ,che accudisce personalmente i propri figli.
La mamma con le sue paure,paura che possa accadere qualcosa ai figli,nei difficili anni  70,quando in Italia si suseguivano i rapimenti .E' uno dei motivi per cui si trasferisce in Svizzera,dove poi resterà fino alla fine. In tanti ne stiamo scrivendo,sul filo dei nostri ricordi ed interpretando le molte notizie che troviaamo.A me piace ricordarla così,semplicemente donna. Donna che sa mettese sempre gli altri,prima di se,che dà un importante contributo di umanità lavorando per l'UNICEF.

“Per avere degli occhi belli, cerca la bontà negli altri; per delle labbra belle, pronuncia solo parole gentili; per una figurasnella, dividi il tuo cibo con le persone affamate; per dei capelli belli lascia che un bambino vi passi le sue dita una volta al giorno; e per l'atteggiamento, cammina con la consapevolezza che non sei mai sola.” 

Aggiungo altre cinque amiche donne cui destinare il premio:
Strega Bugiarda
Nella Crosiglia
Antonella
Maris
.Francesca






giovedì 28 dicembre 2017

LA TERRA TREMA.prima parte.

Si stanno spegnendo gli ultimi fuochi dei ceppi di Natale,accesi nelle piazze di molti paesi,almeno qui in Sicilia.






Si smaltiscono pranzi e cene.Anche i regali sono stati già scartati,accettati criticati odiati riciclati,e ci si avvicina alla nuova sarabanda di fine anno,un po di freddo,tanta neve,anche se non dapertutto,e vento,da nord a sud.




Ma chissà come era stato il Natale di 109 anni fa a Messina,Reggio Calabria,Villa San Giovanni e altri paesini dell'area dello stretto?
Sarebbero passati pochissimi giorni,dal Natale, e l'Italia tutta non sarebbe stata più la stessa!
MESSINA  28 DICEMBRE 1908- I TRENTA SECONDI CHE HANNO CAMBIATO L'ITALIA.
NON GLI ITALIANI
E' il titolo di un testo molto interessante sull'argomento,autore Giorgio Boatti-gennaio  2005.
lo avevo letto,superficialmente,alla sua pubblicazione.Avevo guardato con maggiore interesse le fotografie che da sole potrebbero già dare il senso della tragedia,dell'annientamento.

L'ho ripreso,nell'avvicinarsi dell'anniversario,e so già che dovrò dedicare molti giorni e molta maggiore attenzione,nella rilettura,perchè è davvero una inesauribile miniera di notizie,notizie prima ancora che cronache.
Una ricchissima appendice documentaria completa il testo.
E poi,volevo meglio capire la seconda parte del titolo,anche se è intuibile.
Il perchè anche una immane tragedia come quella del terremoto del 1908,
NON ( sia riuscita a cambiare )GLI ITALIANI .
Su quei terribili trenta secondi sono raccolte le testimonianze di sopravvissuti molto noti come lo storico Gaetano Salvemini che insegnava in quegli anni all'niversità di Messina.Vede morire tutti i suoi familiari inghiottiti dalla voragine che li fa precipitare dal quarto piano.Cade anche lui,gli manca il pavimento sotto i piedi,ma sopravvive perchè cade su macerie che  ormai hanno un'altezza tale da attutire il colpo.
Altra testimonianza quella del giovane  Dino Provenzal,in quel periodo insegnante a Messina.Anche lui perde  la moglie e la figlioletta.Colpito,in seguito,dalle leggi razziali,gli sarà impedito di insegnare.Ai miei te ho studiato la Divina Commedia commentata da lui.
Il giornalista Luigi Barzini  invia i suoi servizi per giorni,non nascondendo il senso di vuoto e di inadeguatezza del momento nonostante tanti atti eroici.
C'è l'inviato speciale dellla Stampa,Giuseppe Antonio Borgese,altri di tutte le testate più importanti.Una ricchezza di notizie,cronache avvenimenti piccoli e grandi,testimonianze.
Ci sono i racconti del comandante del traghetto Calabria,rimasto miracolosamente a galleggiare al largo,sensa nessun riferimento possibile,nel buio più totale delle due sponde dello stretto e che poi racconterà.
Testimonianze di gente comune,che durante la notte lavorava.Di medici,di gente comune che si ritrova in mezzo al disastro e trova il coraggio e la forza della disperazione per dare un aiuto.
Bilancio calcolato dei morti:120.000,fra Messina Reggio Calabria e paesi limitrofi.
Morti per il terremoto prima e il maremoto subito dopo.
La città di messina distrutta quasi totalmente,lo stesso vale per Reggio Calabria.
Alcune immagini  di testimonianza storica dell'evento.
Prese ovviamente dal Web

domenica 24 dicembre 2017

SENZA,CHE NATALE SAREBBE?


"Onorerò il Natale nel mio cuore e cercherò di tenerlo con me tutto l'anno carlo Dickens" 


Ho appeso la ghirlanda sulla porta,il benvenuto per chi entra, anche Babbo Natale è bene accolto.


Ho sistemato un centro tavola con le paline colorate,qualche perlina qua e là, un po discenografia.


Ho fatto anche un piccolo presepe,tanto piccolo che il bue e l'asinello sono usciti perché la Sacra Famiglia avesse un riparo.



Ho preparato i dolci natalizi della nostra tradizione calabrese,non me ne vogliano i miei amici siciliani...


Ho il caminetto acceso ed ho preparato la legna,di aranci e ulivo,per i prossimi giorni.



Ho in bella vista i miei vecchi vinili con le musiche natalizie.
Le stelle di Natale-un po di rosso fa più festa,sono un gradito omaggio di una cara amica..


Non ho fatto l'albero.Abbiamo bandito i rituali regali,e l'albero traizionalmente serve anche per quello,metterci sotto i regali..

E ora inizia l'attesa.
La mia prima notte di attesa si è conclusa questa mattina alle due,quando finalmente dopo una estenuante giornata di viaggio,anzi quasi di fermo per le code del traffico della vigilia di ritorni a casa,il figlio è arrivato.Siamo  una terra di migrazione,si parte sbattendo la porta e giurando di non tornarci più,ma poi le radici e gli affetti ci richiamano sempre.
Per la veglia tradizionale,questa sera viviamo la serenità di ritrovarci insieme,con i miei ragazzi,cosa che capita raramente durante l'anno. Niente di particolare,cena,stuzzichini,tante chiacchiere,tanto raccontarci,tanti ricordi e sempre un posto vuoto...perché certe assenze diventano ancora più presenti in queste occasioni.
Per tutti un buon Natale,nel calore delle famiglie,nel ricordo degli assenti,nella gioia dell'arrivo di un Bambino che porti la pace nei cuori degli uomini tutti.

venerdì 15 dicembre 2017

UN NATALE DI SPERANZE E DESIDERI.


Grazie Sciarada per avermi dato la possibilità di esserci anche quest'anno,con la mia finestra n°15 passo il testimone a  Me&Loro, melorenza.blogspot.com per continuare questa bella tradizione del calendario dell'avvento.

La mia  lettera a Gesù Bambino,per esprimere qualche desiderio e confidargli qualche speranza,
è scritta con versi semplici, ingenui forse,come si conviene a chi  come me guarda ancora al Natale con la nostalgia e lo stupore di un altro tempo.

Per Natale desidero un albero,
Un albero grande che copra la terra
La terra bruciata da sole e da guerra
La terra violata da abusi e cemento
Da tanti veleni,da tanti abbandoni.


Albero dei Cento cavalli-Zona Etnea-Catania


Un albero grande che doni i suoi frutti
E l'ombra nel sole e riparo per tutti.
Un albero pieno di luci e di stelle
Di sogni,sorprese,stupore e di doni.

dal web)

Ad ogni ramo ci appendo i pensieri
Candidi e lievi come fiocchi di neve.
Li lego con fili di mille colori
Creando una rete di affetti e di amore.
















dal web

In questa rete ci siete tutti:
Le vostre storie,le vostre presenze,
Amici di anni,amici recenti,
di un solo sorriso,di tanti commenti.




Buon cammino di Avvento e
Buon Natale.

sabato 14 ottobre 2017

I COLORI DELL'AUTUNNO E LA SCUOLA DI IERI E DI OGGI


Ottobre,tempo di caldarroste,di funghi,




di rossi purpurei e gialli sfumati.

Tempo di  vendemmie , di mosto frizzante,di viti che vestono
foglie di merletti,ora che i loro grappoli vanno altrove. 

Tempo di frutti succosi che danno colore e sapore alle nostre tavole quasi a voler conservare il sole dell'estate


Tempo di pensare all'olio che conquisterà i nostri palati dando sapore alla vita.Le piante cariche di perle nere e oro aspettano carezze di  mani sapienti.
Altre perle,nere e profumate ci ricordano che l'alloro è pronto ,con i suoi piccoli fruttie le foglie che arricchiranno di sapore i nostri arrosti,le nostre grigliate. 


Tempo di  nuvole basse,che si fanno gioca delle nostre previsioni,e con la complicità del vento volano alte,felici aquiloni in cerca del sole negli spazi siderali.



Tempo di coccole e  cioccolato caldo,di morbidi plaids e qualche carezza..
tempo di scuola,almeno nei ricordi di noi dell'altro secolo.
Altro secolo,il 900,quando la scuola iniziava in ottobre,finiva a giugno e per accedere alle scuole medie serviva un'esame di ammissione.
Nonostante io abitassi in un piccolissimo borgo di un piccolo paese,all'estremo sud di quell'Italia che si era appena liberata dalla dittatura e dalla guerra,ma non ancora dalla miseria e dalle brucianti ferite che la guerra si porta dietro,quell'anno,1946,la scuola iniziò puntuale.
Una  piccola stanza messa a disposizione dal barone di turno in un suo palazzotto,dove arrivava spesso per controllare i lavori dei suoi coloni,le varie raccolte e la lavorazione del bergamotto,molto redditizio a quei tempi.


Una pluiclasse con maestri,sepre uomini,immagino per le difficoltà che si incontravano per raggiungere quella sede disagiata.
Corredo scolastico così,come era possibile.
Banchi non proprio comodi
Le cartelle di cartone erano un lusso,più comuni le cartelle di tessuto,opera delle ingegnose mani di madri e nonne
Quadernetti di pochi fogli,e dopo qualche anno anche quelli con copertina  nera e bordi rossi


Per raggiungre la scuola facevo un lungo  tratto di strada a piedi costeggiando il torrente,spesso in secca.Ma con le piogge invernali,spesso si gonfiava di acqua grigia e fangosa, e allora bisognava cercare percorsi alternativi,più lunghi e difficoltosi.



Non ho ricordi precisi dei libri,ricordo bene invece quaderni,matite sempre ridotte a mozziconi a furia di temperarle,e le penne a cannuccia,col pennino quasi sempre spuntato.
I libri, poi, credo mi servissero poco.
La natura era un libro aperto e la mia curiosità famelica sfogliava pagine memorabili di scienze,botanica,zoologia.Non conoscevo bene l'alfabeto,ma potevo raccontare e spiegare ,ad esempio,tutto il ciclo vitale delle rane,dalle uova,ai girini,a quei curiosi animaletti che saltellavano,veloci,fuori dagli  stagni per iniziare una vita autonoma.Quelle che sopravvivevano.
Vedevo nascere e crescere piante che regalavano fiori, profumo e bellezza,prima di completare la loro esistenza lasciandosi bruciare dal sole,assieme ai loro semi,ora pronti  a rinascere.








Ottobre,la scuola,la refezione a base di pastasciuta al sugo o pasta e  fagioli,rigorosamente in scatola,e pane e formaggio,giallo,olandese,che sapeva di zucca,o raro premio,pane e marmellata- rettangolini di cotognata,una porzione ciascuno..
Non è nostalgia,non posso dire che tutto era bello.Ma era quello che potevamo avere e ce lo facevamo anche piacere.
Sono passati esattamente trent'anni ed anche per i miei cuccioli inizia l'avventura scolastica.La novità dell'evento e la nuova cartella,regalo della nonna,rende tanto felice lo scolaro da accontentare anche il fratellino,omaggiandolo dell'astuccio.















Settembre 1977
Altri anni,altri cambiamenti,altre comodità ma anche altri problemi..
E la vita continua,con l'alternarsi delle stagioni,dei colori,dei profumi dei dolori e delle gioie.
foto mie

lunedì 14 agosto 2017

QUELLA STRANA ESTATE

14 AGOSTO 1940

Qualche mese prima
dei buffi copricapo
su delle teste vuote
avevano deciso
di dichiarare guerra.
Ma in quell'angolo di mondo
le notizie arrivavano lente
fra i campi di grano da mietere
e la fatica del vivere.















dal web

Sembravano quasi uno scherzo:
a diffonderle,infatti
dei gerarchetti da ridere
teste leggere e pance piene di vento,
sostenuti da rigidi stivali.
Fu tragedia, ma dopo..
Dopo forse racconterò.
























dal web

Qualche giorno prima
in cielo fu grande festa
di stelle in movimento
e in terra fu stupore
come per la cometa
di ancestrali ricordi.


















Ma in quell'angolo di mondo
tutto è sempre in ritardo
e una piccola stella
forse perse la strada,
si avvicinò alle case
ed ascoltò,stupita
un'esile vagito:
in quel piccolo mondo
c'era una nuova vita.

venerdì 28 luglio 2017

UN ANNO DOPO..


Caro Signor Mario,anzi,Maestro Mario. E' fra i titoli che preferisco...
Avevo acquistato,e letto,il tuo libro. Letto con piena partecipazione ed interesse. Ci eravamo conosciuti,alla presentazione,ed anche la musica che ha accompagnato la semplice cerimonia ha contribuito a rendere tutto più magico. La chitarra sa sempre creare atmosfere speciali.
Oggi ho ripreso il libro: é piccolo di formato ed i racconti per la loro brevità. non impegnano-intendo in tempo,non certo per i contenuti.
Ora,ho esattamente l'età della signora Marta,anzi,della professoressa Marta,protagonista di uno dei tuoi racconti.
E più che dagli spifferi del gelido vento novembrino,viviamo in una zona molto calda e non sono mai stata una fumatrice,mi devo proteggere dagli scricchiolii delle molte crepe,a livello di cuore:ma è davvero qui che hanno sede i sentimenti?
Ho tentato di rileggere,quasi con leggerezza,ma ogni racconto alimentava nuove emozioni e proprio per quelle tante crepe,ho dovuto smettere:continuavo a piangere,come una sciocca fans di tante telenovelle.

Racconti brevi,i tuoi,direi fotografie chiare e partecipate, di gente comune,persone che si incontrano al bar,su una panchina, all'ombra di qualche polveroso albero,nei corridoi di un ospedale...
Ricordi,altrettanto brevi e fugaci,suscitati da una porta che si chiude,una finestra poco illuminata,un profumo di casa,un suono.
Trasformare tutto questo  in parole,nero su bianco e 
creare le pagine di un libro,non deve essere stato facile,
c'erano di mezzo sentimenti ed emozioni,e volerli condividerli 
con i propri lettori è stato un atto di generosità,un regalo fatto alle persone,protagoniste ed ispiratrici dei racconti.
Che brutti scherzi fanno i ricordi!Rileggendo,riaprivo tante caselle dove ero sicura di aver ben custodito immagini di persone,non personaggi,con un loro volto,un loro odore,un loro modo di parlare. Da ognuno di essi ho imparato qualcosa,ho preso e qualche volta dato,in uno scambio umano e paritario,senza pregiudizi,spesso con il disincanto e la ingenuità propri della età giovane.
Spero di leggere ancora altro,racconti o romanzi,non importa:saper scrivere è un dono,saper comunicare emozioni un privilegio.