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sabato 31 marzo 2018

CI SONO ANCORA

Finalmente sto venendo fuori da un periodo alquanto strano e anche lungo di quasi letargo.
Disinteresse totale per tutto e incapacità di concentrarmi su qualsiasi cosa.
Mi scuso con gli amici che hanno lasciato commenti ai quali non ho risposto e per qualcosa che ho lasciato in sospeso con altre amiche.
La Pasqua,già arrivata e le giornate con un po di sole e di luce in più hanno fatto il miracolo..
E' a natura che si risveglia ,con colori , profumi,promesse di nuova vita .















Frutti e fiori-il vecchio che vede la nuova vita


Per quanti di voi  passeranno da qui,gli auguri più veri per una Pasqua  di rinascita,di serenità e gioia.
Un piccolo omaggio :le uova come simbolo di rinascita e  l'ulivo della pace.


Gusci di uova decoupate,
un piccolo omaggio per voi, amici













Foglie di ulivo intrecciate,su telaio di rami,per il rito delle Persefoni,la domenica delle Palme.
Sacro e profano nella Calabria grecanica-

venerdì 16 febbraio 2018

DI LIBRI E DI AUTRICI





E' il titolo dell'ultimo romanzo della scrittrice Sara Rodolao.
Titolo intrigante,anche perché per associazione vado subito ad un altro Orlando,anche lui con un tarlo,il mal d'amore ,che gli corrode la mente,gli fa perdere il senno.
Il nostro Orlando,più vicino nel tempo,è il personaggio di fondo,ben tratteggiato dall'autrice nei vari stati d'animo,atteggiamenti,e,senza maschera,nella sua tragicità.
La storia si svolge in Calabria,immediato dopo guerra,un piccolo paese ,come tanti del sud estremo.
Un paese con vocazione agricola, dove la terra è generosa di buoni frutti,di profumi,di colori,di storia e tradizione.
Una terra ricca,che però appartiene ad una sola famiglia,un solo uomo,il barone Guglielmo. Alle sue dipendenze tutto il paese vive,o meglio sopravvive,lavorando dall'alba al tramonto,subendo angherie e soprusi di ogni genere.
E' la dura legge della povertà,dell'ignoranza,della necessità.
La sola a ribellarsi,è una giovane donna,una ragazza che ha già sperimentato la cattiveria e l'inganno subiti dal padre,morto di crepacuore e di vergogna,per colpa del vecchio barone.
Il giovane Guglielmo che eredita titolo e proprietà alla morte del padre,vorrebbe essere diverso,più indulgente ma l'indolenza, l'incapacità di gestire da solo i propri interessi ,
lo portano a comportarsi come il padre,consegnandosi ai vecchi uomini di fiducia in particolare per le situazioni più difficili..
La storia ricca di personaggi,di situazioni e sfumature gira comunque,come detto prima, attorno ad Orlando,la sua complessa e quasi schizofrenica personalità,la sua tristezza i suoi scatti di rabbia. Mette gli occhi addosso alla giovane ribelle,Giulia,che diventa la sua idea fissa,la sua malattia,la sua ossessione,fino a sentirla come parte di se,come una sua proprietà,non può che essere sua o di nessuno.
Ma Giulia,ad ogni suo goffo tentativo di avvicinarla,si schernisce e lo schernisce,aumentando la sua ossessione. Quando Giulia si sposa ,Orlando
ormai rassegnato a perderla, contribuisce in incognito a rendere riuscitissimo e gioioso il giorno più bello della giovane coppia.
Non dura molto,il tarlo della gelosia,del possesso torna a rodergli il cervello,lo fa letteralmente impazzire. Lascia il palazzo che è già sera,sul suo cavallo .
Non è purtroppo,il cavallo magico che porta Astolfo fin sulla luna per recuperare il senno dell'altro Orlando,per scoprire che sulla luna la gelosa non esiste. Il nostro Orlando è solo,non ha amici,non ha speranze,solo con il sogno-desiderio di avere la sua Giulia. Corre nella notte fino a quando il cavallo non regge più,fino a quando la sua folle corsa finisce nella polvere,lanciando l'ultimo suo desiderio gridato al cielo,un cielo nero e senza stelle che inghiotte tutto.
Questo il riepilogo,in breve. Ma la storia si snoda abilmente fra personaggi,implicazioni di storia e di costume,considerazioni su vecchi vizi e tante virtù di una società che stenta ad aprirsi al nuovo,ma inizia timidamente,almeno con i più giovani ,ad assaporare il piacere delle novità,a coltivare la speranza che qualcosa può cambiare,anche per un paese così legato ancora al passato.
E' un tema ricorrente,nei romanzi della scrittrice Rodolao,questo del riscatto,della ribellione,del desiderio di libertà,del bisogno di cambiare il corso delle cose.
Parla spesso,anche nella sua copiosa produzione poetica,dell'amaro sapore del pane,della frustrazione di dover accettare regole imposte dalla necessità, perchè ama troppo questa su terra,dalla quale ora vive lontano.
Ama la bellezza dei suoi paesaggi,la generosità della sua gente,ama le sue radici,e penso che molti dei suoi scritti siano un tributo a tutto questo.
E' stata una lettura piacevole, ricca di colpi di scena,di intrighi,di colore e curiosità.
Non so se sono riuscita ad interpretare nel modo giusto il senso del romanzo,ma è quello che ,leggendo,ho percepito.

   
       SARA RODOLAO
        IL TARLO DI ORLANDO
       MELIGRANA EDITORE

martedì 23 gennaio 2018

PREMIO AUDRY HEPBURN


LA PAISIBLE AWARD, PREMIO AUDREY HEPBURN.


 (Fiori di Audrey Hepburn - olio su tela - 1969 - proprietà di Sean Hepburn Ferrer)



Ringrazio l'amica Sciarada per avermi inserita fra le destinatarie de 
LA PAISIBLEAWARD,Premio Audry Hepburn,per ricordare i 25 anni senza la dolcissima e straordinaria Audry.
L'idea del premio è di Mariella.

Ricordiamo la Hepburn per il film Vacanze Romane,che le valse l'Oscar.Per me ha lasciato un'impronta importaante in Colazione da Tiffany,per stile e doti interpretative.La ricordiamo  per le sue indiscusse doti di simpatia,per la sua eleganza,la sua magrezza,la sua classe.Ma  dietro l'icona, c'e sempre lei. Lei,ragazzina che ha vissuto momenti difficili durante l'occupazione tedesca ,ha sentito spesso i  morsi della fame,per la impossibilità di trovare  di che  alimentarsi.
Resta la donna che ha potuto gustare il sapore della libertà,dopo lo sbarco degli alleati in Normandia,anche se i problmi non erano finiti.
Lei con una vita spesso avventursa,lei che ama l'Italia e la città eterna con straordinaria passione,fino a decidere di restarvi.
C'è la mamma premurosa ,che accudisce personalmente i propri figli.
La mamma con le sue paure,paura che possa accadere qualcosa ai figli,nei difficili anni  70,quando in Italia si suseguivano i rapimenti .E' uno dei motivi per cui si trasferisce in Svizzera,dove poi resterà fino alla fine. In tanti ne stiamo scrivendo,sul filo dei nostri ricordi ed interpretando le molte notizie che troviaamo.A me piace ricordarla così,semplicemente donna. Donna che sa mettese sempre gli altri,prima di se,che dà un importante contributo di umanità lavorando per l'UNICEF.

“Per avere degli occhi belli, cerca la bontà negli altri; per delle labbra belle, pronuncia solo parole gentili; per una figurasnella, dividi il tuo cibo con le persone affamate; per dei capelli belli lascia che un bambino vi passi le sue dita una volta al giorno; e per l'atteggiamento, cammina con la consapevolezza che non sei mai sola.” 

Aggiungo altre cinque amiche donne cui destinare il premio:
Strega Bugiarda
Nella Crosiglia
Antonella
Maris
.Francesca






giovedì 28 dicembre 2017

LA TERRA TREMA.prima parte.

Si stanno spegnendo gli ultimi fuochi dei ceppi di Natale,accesi nelle piazze di molti paesi,almeno qui in Sicilia.






Si smaltiscono pranzi e cene.Anche i regali sono stati già scartati,accettati criticati odiati riciclati,e ci si avvicina alla nuova sarabanda di fine anno,un po di freddo,tanta neve,anche se non dapertutto,e vento,da nord a sud.




Ma chissà come era stato il Natale di 109 anni fa a Messina,Reggio Calabria,Villa San Giovanni e altri paesini dell'area dello stretto?
Sarebbero passati pochissimi giorni,dal Natale, e l'Italia tutta non sarebbe stata più la stessa!
MESSINA  28 DICEMBRE 1908- I TRENTA SECONDI CHE HANNO CAMBIATO L'ITALIA.
NON GLI ITALIANI
E' il titolo di un testo molto interessante sull'argomento,autore Giorgio Boatti-gennaio  2005.
lo avevo letto,superficialmente,alla sua pubblicazione.Avevo guardato con maggiore interesse le fotografie che da sole potrebbero già dare il senso della tragedia,dell'annientamento.

L'ho ripreso,nell'avvicinarsi dell'anniversario,e so già che dovrò dedicare molti giorni e molta maggiore attenzione,nella rilettura,perchè è davvero una inesauribile miniera di notizie,notizie prima ancora che cronache.
Una ricchissima appendice documentaria completa il testo.
E poi,volevo meglio capire la seconda parte del titolo,anche se è intuibile.
Il perchè anche una immane tragedia come quella del terremoto del 1908,
NON ( sia riuscita a cambiare )GLI ITALIANI .
Su quei terribili trenta secondi sono raccolte le testimonianze di sopravvissuti molto noti come lo storico Gaetano Salvemini che insegnava in quegli anni all'niversità di Messina.Vede morire tutti i suoi familiari inghiottiti dalla voragine che li fa precipitare dal quarto piano.Cade anche lui,gli manca il pavimento sotto i piedi,ma sopravvive perchè cade su macerie che  ormai hanno un'altezza tale da attutire il colpo.
Altra testimonianza quella del giovane  Dino Provenzal,in quel periodo insegnante a Messina.Anche lui perde  la moglie e la figlioletta.Colpito,in seguito,dalle leggi razziali,gli sarà impedito di insegnare.Ai miei te ho studiato la Divina Commedia commentata da lui.
Il giornalista Luigi Barzini  invia i suoi servizi per giorni,non nascondendo il senso di vuoto e di inadeguatezza del momento nonostante tanti atti eroici.
C'è l'inviato speciale dellla Stampa,Giuseppe Antonio Borgese,altri di tutte le testate più importanti.Una ricchezza di notizie,cronache avvenimenti piccoli e grandi,testimonianze.
Ci sono i racconti del comandante del traghetto Calabria,rimasto miracolosamente a galleggiare al largo,sensa nessun riferimento possibile,nel buio più totale delle due sponde dello stretto e che poi racconterà.
Testimonianze di gente comune,che durante la notte lavorava.Di medici,di gente comune che si ritrova in mezzo al disastro e trova il coraggio e la forza della disperazione per dare un aiuto.
Bilancio calcolato dei morti:120.000,fra Messina Reggio Calabria e paesi limitrofi.
Morti per il terremoto prima e il maremoto subito dopo.
La città di messina distrutta quasi totalmente,lo stesso vale per Reggio Calabria.
Alcune immagini  di testimonianza storica dell'evento.
Prese ovviamente dal Web

domenica 24 dicembre 2017

SENZA,CHE NATALE SAREBBE?


"Onorerò il Natale nel mio cuore e cercherò di tenerlo con me tutto l'anno carlo Dickens" 


Ho appeso la ghirlanda sulla porta,il benvenuto per chi entra, anche Babbo Natale è bene accolto.


Ho sistemato un centro tavola con le paline colorate,qualche perlina qua e là, un po discenografia.


Ho fatto anche un piccolo presepe,tanto piccolo che il bue e l'asinello sono usciti perché la Sacra Famiglia avesse un riparo.



Ho preparato i dolci natalizi della nostra tradizione calabrese,non me ne vogliano i miei amici siciliani...


Ho il caminetto acceso ed ho preparato la legna,di aranci e ulivo,per i prossimi giorni.



Ho in bella vista i miei vecchi vinili con le musiche natalizie.
Le stelle di Natale-un po di rosso fa più festa,sono un gradito omaggio di una cara amica..


Non ho fatto l'albero.Abbiamo bandito i rituali regali,e l'albero traizionalmente serve anche per quello,metterci sotto i regali..

E ora inizia l'attesa.
La mia prima notte di attesa si è conclusa questa mattina alle due,quando finalmente dopo una estenuante giornata di viaggio,anzi quasi di fermo per le code del traffico della vigilia di ritorni a casa,il figlio è arrivato.Siamo  una terra di migrazione,si parte sbattendo la porta e giurando di non tornarci più,ma poi le radici e gli affetti ci richiamano sempre.
Per la veglia tradizionale,questa sera viviamo la serenità di ritrovarci insieme,con i miei ragazzi,cosa che capita raramente durante l'anno. Niente di particolare,cena,stuzzichini,tante chiacchiere,tanto raccontarci,tanti ricordi e sempre un posto vuoto...perché certe assenze diventano ancora più presenti in queste occasioni.
Per tutti un buon Natale,nel calore delle famiglie,nel ricordo degli assenti,nella gioia dell'arrivo di un Bambino che porti la pace nei cuori degli uomini tutti.

venerdì 15 dicembre 2017

UN NATALE DI SPERANZE E DESIDERI.


Grazie Sciarada per avermi dato la possibilità di esserci anche quest'anno,con la mia finestra n°15 passo il testimone a  Me&Loro, melorenza.blogspot.com per continuare questa bella tradizione del calendario dell'avvento.

La mia  lettera a Gesù Bambino,per esprimere qualche desiderio e confidargli qualche speranza,
è scritta con versi semplici, ingenui forse,come si conviene a chi  come me guarda ancora al Natale con la nostalgia e lo stupore di un altro tempo.

Per Natale desidero un albero,
Un albero grande che copra la terra
La terra bruciata da sole e da guerra
La terra violata da abusi e cemento
Da tanti veleni,da tanti abbandoni.


Albero dei Cento cavalli-Zona Etnea-Catania


Un albero grande che doni i suoi frutti
E l'ombra nel sole e riparo per tutti.
Un albero pieno di luci e di stelle
Di sogni,sorprese,stupore e di doni.

dal web)

Ad ogni ramo ci appendo i pensieri
Candidi e lievi come fiocchi di neve.
Li lego con fili di mille colori
Creando una rete di affetti e di amore.
















dal web

In questa rete ci siete tutti:
Le vostre storie,le vostre presenze,
Amici di anni,amici recenti,
di un solo sorriso,di tanti commenti.




Buon cammino di Avvento e
Buon Natale.

sabato 14 ottobre 2017

I COLORI DELL'AUTUNNO E LA SCUOLA DI IERI E DI OGGI


Ottobre,tempo di caldarroste,di funghi,




di rossi purpurei e gialli sfumati.

Tempo di  vendemmie , di mosto frizzante,di viti che vestono
foglie di merletti,ora che i loro grappoli vanno altrove. 

Tempo di frutti succosi che danno colore e sapore alle nostre tavole quasi a voler conservare il sole dell'estate


Tempo di pensare all'olio che conquisterà i nostri palati dando sapore alla vita.Le piante cariche di perle nere e oro aspettano carezze di  mani sapienti.
Altre perle,nere e profumate ci ricordano che l'alloro è pronto ,con i suoi piccoli fruttie le foglie che arricchiranno di sapore i nostri arrosti,le nostre grigliate. 


Tempo di  nuvole basse,che si fanno gioca delle nostre previsioni,e con la complicità del vento volano alte,felici aquiloni in cerca del sole negli spazi siderali.



Tempo di coccole e  cioccolato caldo,di morbidi plaids e qualche carezza..
tempo di scuola,almeno nei ricordi di noi dell'altro secolo.
Altro secolo,il 900,quando la scuola iniziava in ottobre,finiva a giugno e per accedere alle scuole medie serviva un'esame di ammissione.
Nonostante io abitassi in un piccolissimo borgo di un piccolo paese,all'estremo sud di quell'Italia che si era appena liberata dalla dittatura e dalla guerra,ma non ancora dalla miseria e dalle brucianti ferite che la guerra si porta dietro,quell'anno,1946,la scuola iniziò puntuale.
Una  piccola stanza messa a disposizione dal barone di turno in un suo palazzotto,dove arrivava spesso per controllare i lavori dei suoi coloni,le varie raccolte e la lavorazione del bergamotto,molto redditizio a quei tempi.


Una pluiclasse con maestri,sepre uomini,immagino per le difficoltà che si incontravano per raggiungere quella sede disagiata.
Corredo scolastico così,come era possibile.
Banchi non proprio comodi
Le cartelle di cartone erano un lusso,più comuni le cartelle di tessuto,opera delle ingegnose mani di madri e nonne
Quadernetti di pochi fogli,e dopo qualche anno anche quelli con copertina  nera e bordi rossi


Per raggiungre la scuola facevo un lungo  tratto di strada a piedi costeggiando il torrente,spesso in secca.Ma con le piogge invernali,spesso si gonfiava di acqua grigia e fangosa, e allora bisognava cercare percorsi alternativi,più lunghi e difficoltosi.



Non ho ricordi precisi dei libri,ricordo bene invece quaderni,matite sempre ridotte a mozziconi a furia di temperarle,e le penne a cannuccia,col pennino quasi sempre spuntato.
I libri, poi, credo mi servissero poco.
La natura era un libro aperto e la mia curiosità famelica sfogliava pagine memorabili di scienze,botanica,zoologia.Non conoscevo bene l'alfabeto,ma potevo raccontare e spiegare ,ad esempio,tutto il ciclo vitale delle rane,dalle uova,ai girini,a quei curiosi animaletti che saltellavano,veloci,fuori dagli  stagni per iniziare una vita autonoma.Quelle che sopravvivevano.
Vedevo nascere e crescere piante che regalavano fiori, profumo e bellezza,prima di completare la loro esistenza lasciandosi bruciare dal sole,assieme ai loro semi,ora pronti  a rinascere.








Ottobre,la scuola,la refezione a base di pastasciuta al sugo o pasta e  fagioli,rigorosamente in scatola,e pane e formaggio,giallo,olandese,che sapeva di zucca,o raro premio,pane e marmellata- rettangolini di cotognata,una porzione ciascuno..
Non è nostalgia,non posso dire che tutto era bello.Ma era quello che potevamo avere e ce lo facevamo anche piacere.
Sono passati esattamente trent'anni ed anche per i miei cuccioli inizia l'avventura scolastica.La novità dell'evento e la nuova cartella,regalo della nonna,rende tanto felice lo scolaro da accontentare anche il fratellino,omaggiandolo dell'astuccio.















Settembre 1977
Altri anni,altri cambiamenti,altre comodità ma anche altri problemi..
E la vita continua,con l'alternarsi delle stagioni,dei colori,dei profumi dei dolori e delle gioie.
foto mie