sabato 20 novembre 2010

ENNIO FLAIANO- 100 anni dalla nascita-38 dalla morte-



Flaiano con Fellini e la Anitona ai tempi de "La dolce vita"

Pescara 5 marzo 1910-Roma 20 novembre 1972
Ennio Flaiano avrebbe già compiuto 100 anni,il 5 marzo.
Sono invece oggi 38 anni da quando ha lasciato questo mondo,ma il suo spirito aleggia ancora fra noi perchè ha così bene e così perspicacemente disegnato il carattere degli italiani che i suoi aforismi sono validissimi ed applicabilisimi alle più svariate situazioni,ancora oggi.
Coevo e continuatore di un modo di scrivere spesso dissacrante ,lo avvicinerei ad altri grandi che non ci sono più:Longanesi,Marchesi,Campanini,Guareschi.
Ha usato i suoi scritti con la precisione di un bisturi, per incidere, profondamente e senza pietà nel tessuto sociale,nei vizi dei suoi contemporanei,ma ciò che ha scritto e' attuale ancora oggi.
Ricordo e riporto alcuni delle sue frasi celebri:

La stupidità ha fatto progressi enormi. È un sole che non si può più guardare fissamente. Grazie ai mezzi di comunicazione, non è più nemmeno la stessa, si nutre di altri miti, si vende moltissimo, ha ridicolizzato il buon senso, spande il terrore intorno a sé.
Il mio gatto fa quello che io vorrei fare, ma con meno letteratura.
La pornografia è noiosa perché fa del pettegolezzo su un mistero.
L'evo moderno è finito. Comincia il medio-evo degli specialisti. Oggi anche il cretino è specializzato.
La serietà è apprezzabile soltanto nei fanciulli. Negli uomini saggi è il riflesso della rinuncia.
Il peggio che può capitare a un genio è di essere compreso.
Sei stato condannato alla pena di vivere. La domanda di grazia, respinta.
È un cretino illuminato da lampi di imbecillità
Il traffico ha reso impossibile l'adulterio nelle ore di punta
L'italiano è mosso da un bisogno sfrenato d'ingiustizia
Fra 30 anni l'Italia sarà non come l'avranno fatta i governi, ma come l'avrà fatta la televisione

sabato 6 novembre 2010

DI LIBRI

CHIEDO SCUSA AGLI AMICI CHE HANNO LASCIATO UN LORO COMMENTO: SONO STATA ASSENTE PER GIUSTIFICATI MOTIVI.






Ho letto il nuovo romanzo di Sara Rodolao.
Aspettavo con impazienza,perchè sapevo già che avrei trovato qualcosa di nuovo.E così è stato!
L'autrice canta l'amore nelle sue poesie,nei racconti, nei romanzi,ed ogni volta con accezioni nuove.
Nel nuovo romanzo lavora di cesello per scavare a fondo nell'animo delle protagoniste, per andare alla radice dell'amore:amore coniugato all'amicizia,indistruttibile,ma anche distruttivo,quando un altro tipo di amore vi si sovrappone,il più naturale dei sentimenti che può nascere fra un uomo e una donna e che non conosce barriere o limiti,quando è vero, forte,totale.
Amore che diventa rinuncia,non compresa,e brucia tutti e tutto in un attimo di fatale follia.
Brucia ,ma rinasce,questo amore,dalle sue stesse ceneri,moderna araba fenice.
Questo è ciò che ho visto attraverso la storia e le parole del romanzo,è un mio giudizio personale,ovviamente.