martedì 31 luglio 2007

Il tempo è testimone!

Qualche anno fa sono voluta tornare a visitare il paesino dove vivevano i miei nonni.
Loro sono venuti via,provvisoriamente,pensavano,a seguito di una delle tante alluvioni che negli anni cinquanta hanno devastato la nostra regione.
Invece gli anni passarono,il nonno è morto e la nonna rimase con le figlie.Non so se mai qualcuno fosse tornato ad aprire quella casa,la loro,dove ancora erano rimaste testimonianze di vita quotidiana,ricordi,una vita sospesa dagli eventi ed interrotta definitivamente dall'incombere degli anni.
Io stessa ci sono potuta e voluta tornare dopo oltre trent'anni. Un tuffo nel passato,ma anche nel vuoto di testimonianze e memorie.Il paese quasi deserto,qualcuno che era rimasto o ritornato,aveva costruito altrove più comode dimore.Le vecchie case creavano un paesaggio desolato,stradine sconnesse,qualche abitazione crollata.Anche quella che ricordavo per le tante estati trascorse sui due terrazzini,dove cenavamo nelle sere d'estate o ci fermavamo a chiacchierare con la gente che tornando dai campi si fermava a raccogliere l'acqua all'unica fontana del paese,anche quella casa dei miei sogni era oramai un rudere,in parte crollata:restava il terrazzino di fronte alla fontana .Anche la fontana aveva resistito,solida ed elegante a un tempo,con le sue tre cannelle che continuavano a versare acqua che nessuno più raccoglieva.Era il solo rumore,dolcissimo,lieve,carezzevole,amico,che si sentiva nei dintorni.
Dove era finita la gente?Le bellissime donne,austere ,grosse trecce a coronare ovali perfetti,ed incarnato da Madonne?Dove le nonne,sedute davanti alle case,sempre disponibile a chiacchierare,raccontare,mentre le mani sapienti rammendavano cucivano filavano,lavoravano a maglia?
Dove i nonni che verso sera,dopo cena,si raccoglievano sul muretto della piazza,davanti alla Chiesa,per raccontarsi i fatti del giorno,qualche piccola avventura,qualche fantastica storia di caccia, piccole vanterie sulla quantità di funghi trovati,sulla qualità e la bontà dei loro ortaggi?
Solo il tempo lo sa,lo racconta attraverso quello che rimane,ma non tutti sappiamo leggere:
serve la memoria che ripercorra i passi ,
serve l'amore che ricomponga i volti,
servono gli affetti che ricostruiscano le vite delle persone un tempo conosciute.

Poche case assolate
un cane prende il fresco
all'ombra di un muretto.

Piante dimenticate
su balconi sconnessi
prive d'acqua e di cure.

Porte chiuse, bruciate
dal sole e dalla polvere
violentate dal tempo.

Finestre con tendine fatiscienti
nè un viso nè un sospiro
che le renda gentili

con movimenti trepidi di mani
celandovi sorrisi
e nascondendo visi
che arrossivano timidi e intriganti
quattro calci a un pallone
la voce di una mamma
che chiamava per cena.

Quella almeno era vita
dove giocano i bimbi?
dove sono le nonne?

Strade deserte,mute
niente voci,bisbigli,
sembra morto il paese:
ma la fontana no,quella resiste!

mercoledì 25 luglio 2007

IL TEMPO

Il tempo è filosofia,fisica,,misura,storia?

Non ho mai avuto problemi col tempo,nè di tempo,anche quando ripeto:non ho tempo,non mi basta più ,perdo tempo.
Non è mio,il tempo,io ci vivo dentro,solamente:Se decidessi di non alzarmi,una mattina, poi sarebbe comunque meriggio e poi sera e poi notte ed ancora mattina,ed io lì a pensare che ne posso disporre,che posso fermarlo,rallentarne il corso.
Sono nata lontano dalla città,ed anche dal paese.
Da quando ne ho memoria il tempo era segnato dai ritmi del lavoro,dai cicli delle stagioni.per noi bambini dal tempo della maturazione della frutta,dall'arrivo della primavera,con i suoi fiori colori e profimi,era estate quando c'era la mietitura e la lavorazione per raccogliere il grano,da conservare.Ci era permesso di stare un po con gli adulti,per noi gioco per loro fatica.
Quando, ancora bambina ,arrivai in paese,il tempo era già un'altra cosa:orari per la scuola,lo studio,per la colazione il pranzo e la cena.altri ritmi,per altre esigenze.
per ora ,però,ho deciso di non utilizzare tutto il tempo che passa comunque.magari dopo,seguiterò a parlarne.

giovedì 19 luglio 2007

contaminazioni

Io sono meridionale,e se per gli italiani in genere la dieta mediterranea fa parte delle abitudini,per la gente del sud da sempre è stata più che una scelta,una necessità.
Si consumava prevalentemente quello che la terra produceva e si producevano legumi di tutte le varietà,verdure ortaggi olio grano:quanto di meglio si potesse desiderare.L'abilità delle nostre nonne e mamme faceva il resto:
Rendere tutto gustoso ,appetibile,saporito era un segreto che si passava da madre a figlia.
Piccole variazioni,qualche ingrediente diverso e tutto aveva un altro sapore:
Certo tutto questo per me ha il sapore ed il profumo dei ricordi,magari non sempre e non tutto era così appetibile ed accattivante,ma preferisco conservare questi,di ricordi.
Ancora adesso uso tornare a quei sapori,a quei riti,tutte le volte che posso.
Ma oggi parlo anche di contaminazioni,in termine di tradizioni,omaggio piccolo,insignificante,alla globalizzazione anche sul fronte alimentare:
Parlo di"felafel"
Io ho così interpretato la ricetta originale,mi pare egiziana:
Una scodella de fave secco già sgusciato e lasciato a bagno per tre quattro ore
un bicchierino di olio, uno spicchio di aglio mondato,una cipolla media tagliuzzata una manciata di prezzemolo,basilico,un cucchiaino per ingrediente di:sale, pepe macinato fresco,peperoncino,rosmarino macinato,semi di finocchio selvatico macinato.
Passare tutto al frullatore finchè non si ottiene una pasta morbida ben amalgamata,se serve aggiungere dell'olio ed un cucchiaio d'acqua.
fare delle polpette e farle friggere in abbondante olio,di semi,
Appena dorate passarle su carta da cucina per farle asciugare dell'olio.
servire calde o fredde,ottime come stuzzichini,o da mangiare quando volete.
Buona ricetta a tutti-Chicchina


domenica 15 luglio 2007

il nome-una scelta

Nome strano,forse,per un blog,ma ha una sua motivazione-Ho deciso di dedicare qualche ora a questa nuova esperienza,perchè vorrei percorrere alcuni anni della mia vita a ritroso,per fissare meglio nella mente dei percorsi.Siamo figli della storia,qualcuno della storia con la" S " maiuscola,io semplicemente figlia di una piccola storia di famiglie tradizionali,bisnonni che non ho conosciuto,nonni dediti all'agricoltura,una discreta autonomia economica,anche in tempi di crisi,nonne diverse per carattere e stile di vita.
Scansonata,allegra,curiosa,poco mamma ed ancora meno nonna,nel senso tradizionale del termine,la nonna materna.Rimasta eternamente bambina,riceveva da noi tutti più attenzioni e tenerezza di quanto fosse capace di dare.Ma era scandalosamente generosa,di fronte alle difficoltà,alle necessità anche primarie di chiunque le si rivolgesse per un'aiuto:"mi casa es tu casa,mio pane es tuo pane."
Così ricordo vagamente che ..eravamo a metà anni 40,al mattino ci faceva andare in giro,presso un paio di famiglie,a portare scodelle di latte e pane.Dopo qualche giorno non c'erano più scodelle e bisognava andare prima a recuperarle,per poter rifare il giro.

Religiosissima,severa,autoritaria,riservata,con un suo mondo interiore dove non c'era spazio per le vanità, le leggerezze,gli eccessivi entusiasmi,le effusioni,verso i figli il marito gli amici.
Ma buona madre,comunque,attenta ai bisogni se non ai sogni,di tutti.
La sua generosità verso gli altri era calata dall'alto,quasi con distacco,in nome,e solo in nome della cristiana pietà.Questa la nonna paterna.
Questi i miei ricordi,magari sbaglio anche,ma non ho altri riferimenti cui attingere.
Tornando al nome:quando questa nonna,religiosissima,aveva ,anche lei,un moto di stizza,un contrattempo,come imprecazioni usava un paio di termini suoi personali.'Acqua di fuoco',era una delle allocuzioni usate,oppure' terra di mongibello',o 'per la sambuca'.

Tornerò ancora ,sul filo dei ricordi, a percorrere strade già note e valutare quanto di quel mondo mi appartiene ancora.

venerdì 13 luglio 2007

due parole di presentazione

Giusto due righe per presentarmi,nel caso qualcuno passasse da queste parti.Sono una signora dell'età di mezzo,o poco più.Non lavoro più,intendo un lavoro stipendiato,ma come molte altre donne,ho il mio bel da fare in casa.
Ho una vita sufficientemente tranquilla e soddisfacente.Utilizzo in pieno le ore della giornata-dalle 7 ad oltre la mezzanotte,perchè le ore della notte sono tutte ed esclusivamente mie,per leggere scrivere curiosare in rete mettere ordine nelle mie disordinatissime collezioni,ecc.Cosa colleziono? di tutto,cartoline italiane,fino agli anni 70,cartoline di riproduzioni d'arte,francobolli,minerali ,scatole di fiammiferi,meglio se serie complete,straniere possibilmente,monete antiche o meno recenti.E poi tantissime altre cose,certo più che collezionare,dovrei dire raccogliere,perchè mancano criteri scientifici o di buona classificazione,ma a me va bene così.Per ora basta.dovevano essere due righe!
Ma tornerò presto.Chicca