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mercoledì 8 giugno 2016

METTI UNA SERA..AL TEATRO GRECO DI SIRACUSA..

Appuntamento ormai fisso,almeno una volta per stagione.Quest'anno è l'Alcesti di Euripide.
Racconterò in qualche modo la trama della tragedia.
Posterò anche delle foto,così come sono venute: era vietato usare il flash,e sono le sette di sera.
Ma l' emozione di sedere su quei gradini consunti dai secoli,(per fortuna dei cuscini aiutavano..),
di godere di uno spettacolo dove bellissimi alberi fungono da quinte naturali ed il sipario è solo immaginario ed affidato all'arte scenografica,tutto questo si può solo vivere,non raccontare.

            scenografie di Luigi Perego-  rosso e nero,la gioia e il lutto,i colori della vita e della morte

La storia,a modo mio:Admeto deve aver combinato qualcosa di grosso,per cui deve morire.
Thanatos si aggira per il palazzo,reclamandolo.

                                           Thanatos aspetta di prendersi la vita di Admeto

Apollo, ospite di Admeto,non si rassegna alla perdita dell'amico ed intercede presso Tanatos,per salvargli la vita.
Gli amici servono anche a questo,e se poi si tratta degli Dei..

                                 
                                Apollo tratta con Thanatos per la vita dell'amico.

Si può fare,ma qualcun'altro deve morire al suo posto. Admeto spera negli anziani genitori, hanno vissuto a lungo e potrebbero sacrificarsi per lui.Ma si rifiutano.
E' invece la moglie,Alcesti,che accetta di sacrificarsi,per salvargli la vita.
Una morte come estremo dono d'amore?eppure deve lasciare orfani i due figli,ancora bambini.
O avrà pensato che i figli,orfani del padre,avrebbero sofferto di più?

                                 
                                     Alcesti circondata dallo sconforto dei suoi fedeli sudditi

Si prepara a morire ,non prima di aver salutato un'ultima volta la luce del sole e di aver lasciato un impegnativo testamento con le sue ultime volontà al marito:
Non si dovrà mai più risposare,e deve aver cura dei figli facendo loro da padre e anche da madre.
Struggente questo ultimo colloquio con il marito ed il distacco dai figli.

                     Ultimo saluto alla figlia,mentre il bambino si nasconde fra le braccia dell'ancella

Prima che tutto sia compiuto,arriva il padre di Admeto,Ferete,per portare un suo omaggio funebre alla nuora.
Ma viene affrontato brutalmente dal figlio che lo accusa di egoismo,per non essersi sacrificato lui al suo posto e rifiuta con sdegno la corona funebre.
Volano parole grosse,fra i due,e il vecchio padre ,indignato, gli dà del vigliacco ,per aver accettato il sacrificio della giovane e bella moglie.E fa un ragionamento estremamente logico sul perchè non ha fatto il gesto richiesto:la vita è bella e ancora ricca di promesse per lui,ora che si è liberato del gravoso compito di regnare,affidando tutto al figlio.Lo attende una serena vecchiaia,in compagnia della moglie,vuole vedere crescere i nipoti,godere della loro gioventù.
E come dargli torto?


A spezzare la drammaticità del momento,mentre Ferete va via indignato,arriva Eracle,sempre in giro a compiere le sue fatiche.Chiede ospitalità all'amico per prepararsi per la sua dodicesima.
L'aria mesta del palazzo e dei suoi abitanti contrasta con la sua allegria e voglia di divertirsi.

                                        Eracle chiede notizie ad un amico,nel palazzo.

Finalmente,messo al corrente di ciò che è successo,decide che sarà questa la sua dodicesima fatica:scendere all'Ade per riportare in vita la donna.

Ci riesce e la riconsegna al marito incredulo,non dopo qualche necessaria messa in scena.
Il lieto fine rende quasi fiabesca la tragedia e fa tirare un sospiro di sollievo a noi spettatori.

                                               


A proposito di un "benevolo"commento sulla presentazione di questo post,preciso che non ho una formazione classica,secondo i canoni scolastici,quindi ho raccontato al meglio cercando anche di alleggerirne la seriosità .E comunque volevo solo condividere un'emozione,solo questo.Grazie.

14 commenti:

Nella Crosiglia ha detto...

E l'hai condivisa tesoro mio, nel modo migliore presentandola con chiarezza e semplicità , ma facendola godere a fondo .
Intermezzo poi di scene altamente suggestive, che immagino abbiano fatto da degna cornice al tutto.
Grazie infinite Chicchina mia per questo post, semplicemente adorabile!
Ti stringo forte!

andreapac ha detto...

anche troppo esaustiva Chicchina, trovi anche in me la lacuna. Ho e leggo di tutto ma mai mi ha incuriosito leggere i libretti delle opere. Non so se mi butterò mai in queste letture.
Grazie delle belle parole che hai lasciato da me.

Sciarada ha detto...

Assistere ad una tragedia greca nel regno della Magna Grecia, se questa non è pura poesia per l'anima non so cosa possa essere e tu l'hai descritta in maniera impeccabile !

Un abbraccio Chicchina e buon fine settimana !

Chicchina Acquadifuoco ha detto...

Grazie a te,<nella,per i tuoi graditi commenti.Mi fa piacere se hai apprezzato.Un abbraccio e a presto.

Chicchina Acquadifuoco ha detto...

Ciao,Andrea,i limiti dipendono anche da gusti e scelte personali,ogni tanto qualche incursione nelle cose diverse e meno conosciute,serve per movimentare la routine.Quello che scrivo nei commenti ai tuoi post è quello che sento,leggendoli.Una serena domenica.Io da domani sono in pausa per qualche giorno..

Chicchina Acquadifuoco ha detto...

Ti ringrazio,Sciarada,troppo buona,ma davvero l'atmosfera è coinvolgente.Un abbraccio.

Francesca ha detto...

Grazie per la condivisione
Un abbraccio

Elio ha detto...

Chicchina, arrivo un po' in ritardo per farti i miei complimenti. Hai saputo raccontare una tragedia in modo simpatico senza forzare sui lati oscuri dell'opera. Mi sarebbe piaciuto molto assistere a questo spettacolo. Un amichevole abbraccio.

andreapac ha detto...

Taormina ricordi stupendi, non solo il teatro senza scenografia ma il dietro alla sommità. Di la da quello un panorama stupendo. Per un continentale vedere la costa calabrese illuminata in un caldo crepuscolo un immagine che non cancellerò più.Buona permanenza marinara e buttati con un bello schizzo di allegria

Irene Bombarda ha detto...

Ma bellissimo! Bel post, complimenti!
unospicchiodimelone!

Chicchina Acquadifuoco ha detto...

Grazie a te,francesca per aver gradito la condivisione.Mi scuso er il ritardo nei commenti,ma ho qualche dihhicoltà di collegamento da dove i trovo.

Chicchina Acquadifuoco ha detto...

Elio,sono in ritardo anch'io a rispondere:qualche problema di collegamento.Sei un viaggiatore
curioso e attento,potresti anche tentare una sortita in Sicilia per una serata al teatro greco...
Ciao e grazie.

Chicchina Acquadifuoco ha detto...

Grazie,Andrea,per il bel commento:effettivamente il colpo d'occhio è fantastico.Io ho la fortuna di poter godere di questa visione ogni giorno,da casa.E per ora sto vivendo questa avventura calabrese i pieno.Ciao e alla prossima.

Chicchina Acquadifuoco ha detto...

Irene,è un piacere averti fra i miei pochi commentatori-amici.Passerò da te per ..uno spicchio di melone,ottimo nell'arsura estiva.Ciao.