lunedì 21 settembre 2009

IN MEMORIA

Altri nostri fratelli,altri figli di questa nostra Italia sono morti.
Noi ,spettatori muti,contiamo i morti,partecipiamo idealmente ai riti funebri,condividiamo lacrime e dolore dei familiari.

Scrivo adesso,che la loro vicenda terrena personale si è consumata,per non stare sulla notizia,come si dice e per sgombrare il campo dalle polemiche.

Chi muore merita rispetto, silenzio e raccoglimento per chi resta.

Morire lontano da casa, -combattendo una guerra,o partecipando ad una missione di pace?-è ancora più tragico,e poco conforta il fatto di sapere che si trattava di volontari,coraggiosi e preparati.

Anzi,proprio qui sta il risvolto negativo,è una mia opinione,di tutta la faccenda.

Volontari,e trattandosi di uomini, tutti,TUTTI,del sud,Sardegna compresa,l’aggettivo ha una diversa valenza.

Certo le motivazioni che li hanno spinti a partire saranno state nobili,nobilissime,indiscutibilmente.

Ma siamo sicuri che nell’entusiasmo di mettersi al servizio dello stato in difesa di valori nobili,e valutati i rischi connessi alla missione,non abbia influito anche la necessità di trovare un’alternativa ad una migrazione ancora forse più incerta, alla ricerca di un lavoro dignitoso?

Perché,se non ci fosse anche l’urgenza di un lavoro nelle scelte,probabilmente avremmo trovato soldati di ogni regione: piemontesi,lombardi,veneti,friulani,laziali,liguri, trentini …anche fra i caduti.

A chi chiede di partire,volontario,non mi pare sia richiesto l’esame sulla conoscenza del dialetto locale o sulle tradizioni popolari:trattandosi dell’Afganistan, risulterebbe alquanto difficile,mentre se vai a cercare lavoro in certe regioni italiane,se pretendi di andarvi ad insegnare,col tuo bel diploma o laurea,con il tuo concorso già superato,con la tua gavetta già fatta,forse qualche difficoltà la incontri anche.

Tutto questo ragionamento non riguarda le vittime ,quelle tristi sei bare,sulle quali abbiamo versato le nostre lacrime,abbiamo posato un fiore,assieme alla nostra fraterna solidarietà anche per le famiglia.

Riguarda piuttosto i discorsi,sempre uguali,sempre retorici,spesso ipocriti di chi nasconde,sotto il dolore di altri,come sotto un tappeto,problemi vecchi e nuovi, certo difficili.

Ma non irrisolvibili.

20 commenti:

sara ha detto...

Mia cara amica,
i miei sentimenti a proposito di questa tragedia te li ho espressi in privato.
La nostra amata terra aspetta da sempre un raggio di uguaglianza, capace di illuminare la vita dei suoi figli.
un abbraccio, ti arriverà posta.

Vincenzo Cucinotta ha detto...

Le cose ragionevolissime che scrivi non vengono accettate perchè per tanti le motivazioni di ordine economico fanno ombra agli onori che dobbiamo conferire loro.
In verità, anche da parte opposta sono state sollevate obiezioni sul fatto stesso di manifestre solidarietà.
Io credo che questi ragazzi, con le loro motivazioni economiche, ed anche con tutte le altre che nessuno esclude, rappresentino quello che siamo, ragazzi italiani come gli altri, con i loro miti instillati dalla TV, partecipi insomma della società in cui vivevano e in cui sono cresciuti. Per questo, anche per le loro inevitabili debolezze, li dobbiamo piangere come parte di noi, piuttosto che nella vuota retorica degli eroi.

chicchina ha detto...

Ciao,Sara,sono d'accordo,e come!.Si ha spesso paura di esprimere opinioni diverse,fuori dal coro,si rischia di essere fraintesi,ma ogni tanto voglio correre questo rischio.Un abbraccio-

chicchina ha detto...

Vincenzo,trovo chiarissimo il tuo discorso,era quello che volevo sentire,perchè ogni problema,ogni avvenimento ha più registri di lettura e non è corretto interpretrare tutto in modo univoco.
Per loro le nostre lacrime,per noi che restiamo qualche riflessione in più.
Ciao

giardigno65 ha detto...

speriamo nel ricordo ...

rosy ha detto...

Approvo ogni parola di cuccionotta e le tue.Oggi tutto gira attorno al dio danaro, ma non sempre è cosi...
credo che alla basi di tante morte ingiuste molte sono le finestre da aprire, non può essere cosi semplice...
Un bacione.

Lina-solopoesie ha detto...

Portiamo nei nostri cuori il ricordo di questi grandi eroi...
Con la speranza che venga messa la parola ....FINEEEEEE!!!MAI PIU' MORTI .
NON VOGLIAMO ALTRI EROI ....
LINA

chicchina ha detto...

Ricordare è un dovere,ricordarli tutti,una speranza,hai ragione Giardingo.
Ciao

chicchina ha detto...

Rosy,hai ragione,bisogna spalancare le troppe finestre chiuse,i troppi armadi sigillati,farne uscire gli scheletri della paura e del silensio consenziente ,parlare,parlare,perchè dietro ogni morte violenta,non naturale,c'è una storia ,storia di uomini che tacciono permettono praticano questa violenza.
Un abbraccio,cara amica.

chicchina ha detto...

Lina,è vero,non ci servono eroi,oggi,ci serve gente che possa vivere in pace,cercando di creare cose buone,ed occasioni di convivenza civile.Un abbraccio.

stella ha detto...

Troppe polemiche sono state fatte sui sei caduti, non sono d'accordo.
Mi è dispiaciuto tantissimo ed esprimo ancora vicinanza alle famiglie e soprattutto ai bambini.

chicchina ha detto...

Grazie Stella,per il commento.Le mie osservazioni non erano riservate ai nostri ragazzi,caduti in terra straniera,per concretizzare un impegno a fare qualcosa di buono e utile.Per loro e le loro famiglie tutto il rispetto la solidarietà ed il dolore che anch'io ho espresso come ho potuto.Le osservazioni,semmai, riguardano i vivi.
Ciao

Paola ha detto...

Ho capito ciò che hai voluto sottolineare... quindi non pensare di essere fraintesa... hai chiarito senza dubbio alcuno...
Purtroppo il vile denaro crea "vittime"...
Ciao Chicchina grazie della visita... buona giornata... baciotti

chicchina ha detto...

Grazie a te,Paola,anche per il senso del commento.Su certi argomenti è sempre difficile esprimersi con serenità e senza fraintendimenti.Abbracci

Max ha detto...

C'è un'elenco l'elenco piuttosto che esaustivo, visto che i morti sul lavoro sono più di tre al giorno in media. Un "attentato di Kabul" ogni due giorni, tanto per capirci. Un "11 Settembre" ogni tre anni.

Ed ora vorrei capire se faremanno anche a questi morti i funerali di Stato; se ci saranno le Frecce Tricolori; se Alemanno comprerà e distribuirà 1000 bandiere (mi raccomando, ne prenda qualche centinaio di romene, anche... possono servire); se in Nano Piangente andrà ai funerali (sempre che il mal di schiena glielo consenta) ad asciugarsi le lacrime col tampone al fard. Oppure dobbiamo concludere che esistono morti sul lavoro di serie A (quelli che scelgono consapevolmente un lavoro ben retribuito ma rischioso), e morti di serie B (quelli che accettano per necessità qualsiasi lavoro di mer.., mal retribuito ma ancor più rischioso, visto che muoiono più pulitori di cisterne che militari in "missione di pace".
Nulla contro le missioni dei nosti militari. ciao Chicchina.

chicchina ha detto...

Max,come te,anch'io continuo a ribadire:nulla contro le missioni dei nostri militari all'estero,tanto meno nei confronti di questi altri ragazzi morti,per compiere un lavoro,particolare rischioso,impegnativo scelto anche con dedizione e spirito di servizio.
Detto e assodato tutto questo,rimane spazio per altre considerazioni ed approfondimenti.
Un cordialissimo saluto

jengiskan ha detto...

Amica mia di retorica si può morire,in queste circostanze la cosa ci appare evidente.Attorno a quelle 6 bare ho visto correre branchi di sciacalli e di iene.
Per quanto riguarda il commento al mio post,hai capito perfettamento lo spirito con cui l'ho postato.
Fra l'altro hai espresso la cosa con parole molte belle.Ciao a presto

DIANA B ha detto...

Ciao Chicchina, ogni tanto ci sentiamo. Tutto bene? Per ciò che riguarda i ragazzi morti in Afganistan, ho già espresso in altri commenti il mio pensiero. Credo che dovremmo essere crudeli e insensibili a non provare pena e rispetto per questi giovani morti nel pieno della loro gioventù. Pena e rispetto anche per le loro famiglie ed in particolar modo per i bambini che hanno lasciato.
Le motivazioni che li hanno portati là in quella terra sono molte, però non nascondiamoci dietro un filo d'erba; quella è guerra!!!! Altro che missione di pace!!! La cosa che a me fa più specie è che siano tutti meridionali. E questo che vuole dire? Pensi che se avessero trovato un lavoro dignitoso a casa loro, si sarebbero imbarcati in un'avventura che sapevano così pericolosa? Chicchina l'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro!!! Quale lavoro? Dove?
E allora rispettiamo il dolore delle loro famiglie e riflettiamo sul momento che stiamo vivendo, e quello che mi fa paura è che piano, piano ci si abitua a tutto....Ti sei mai chiesta come mai, ormai i morti in Iraq manco fanno più notizia? Eppure ce ne sono tutti i giorni.
Ciao un abbraccione Bruna

chicchina ha detto...

Giancarlo i tuoi commenti sono per me gratificanti.Scriviamo per noi stessi,ma se riusciamo a capire e farci capire ancora meglio.Un abbraccio cordialissimo.

chicchina ha detto...

Diana,un solo problema,un solo fatto ,la tragica morte di nostri figli e fratelli in terre lontane.Le spiegazioni,le motivazioni,le considerazioni,tanta,ognuno di noi ha una chiave di lettura diversa.Condivido con te,anche in questo caso,lo stesso sentire.
Tutto bene,o quasi,per ora,mi avvio verso l'inverno,sta piovendo da 48 ore e non contiamo più i disaggi.
Un abbraccio fortissimo-