domenica 1 maggio 2016

PRIMO MAGGIO-NEI MIEI RICORDI


Oggi è il Primo Maggio -2016.
Mi trovo per caso nel mio paese di origine,in Calabria ed avevo già programmato di rivivere, a distanza di anni,qualche momento di questo particolare giorno,con amici,quelli che ancora restano,della mia generazione.Ma la pioggia mi ha dissuasa dal parteciparvi,sia pure in misura simbolica.
Qui il primo maggio si celebra alla stessa maniera, da quel primo maggio festoso ed entusiasmante dell'inizio della Repubblica.E'il più longevo dell'intera regione.
Non si è fermato neanche quando un' ordinanza del Ministro Scelba ne aveva vietato la celebrazione.Il corteo ebbe luogo comunque,scortato dalle camionette della polizia.Ma subito dopo almeno trenta persone,fra gli organizzatori sono stati denunciati, processati e condannati in prima istanza.
Ne sono usciti liberi e "puliti"in appello.
C'erano anche mio padre,zio Domenico e molti altri.A ricordare l'episodio è l'ultimo dei protagonisti ancora in vita,Peppino,memoria storica di quel periodo.
Certo allora era una festa più ricca di significati,di entusiasmo,di motivazioni.Iniziava tutto con la banda musicale alla testa di un nutrito corteo e una selva di bandiere,ovviamente rosse.
Il corteo si sodava per le vie del paese,anche le stradine interne,e man mano cresceva,fino a diventare un consistente serpentone umano.Veniva voglia di cantare,seguendo la banda,ma era il piacere di ritrovarsi,di stare insieme,che dava un significato a questa festa:per un giorno si dimenticava il lavoro della terra,delle botteghe artigianali,del piccolo commercio e si diventava protagonisti.
Ho vissuto quegli anni da bambina e da adolescente,e ne conservo un vivo ricordo.Anche per noi ragazzi era una festa.
Nonostante il mal tempo,ho visto comunque il corteo,meno gente,anche per la giornata un po fredda e piovosa,meno bandiere,meno entusiasmo.Il tempo passa e ridimensiona persone e cose.Il solito comizio di chiusura,un po di musica,le bancarelle con i prodotti locali,assaggi gratuiti,come nella tradizione.
Mi sarebbe piaciuto...

10 commenti:

Graziana ha detto...

Bello Chicchina, come sempre. Grazie.

Tomaso ha detto...

Cara Chicchina, noi di una certa generazione, abbiamo vissuto con più sensibilità la festa del 1° maggio, oggi è molto cambiato,il fatto che i giovani non trovino lavoro, è una prospettiva disastrosa!!! quando penso che alla poro pensione non avranno nulla! questo mi spaventa. Ciao e buona giornata cara amica.
Tomaso

Nou ha detto...

Chicchina, come altre volte, leggendoti provo una sincera emozione. Quei tempi dove le persone provavano il senso di partecipazione di un comune destino sembrano scomparsi. Ma il comune destino rimane anche se siamo frastornati da una vita sempre più complicata e confusa.
Un abbraccio, Nou

andreapac ha detto...

ricordi e un passo nel passato.
Nella mia borgata una ventina di indigeni mai sfila ma salivo sul trattore nuovo fiammante con il carrello che raccattava volenterosi e via al paese vicino dove si faceva la passata e poi a Tanacca che poi è diventato mio nonno acquistato a festeggiare con il fiasco.A me un bighellone un grosso biscotto con anicini e una spuma bionda.Poi ho portato io il trattore.
Oggi siamo rimasti così in pochi che basta il mezzolitro ma si festeggia sempre

Chicchina Acquadifuoco ha detto...

Solo ricordi,Graziana,ricordi per riempire molti vuoti di valori attuali,e molta superficialità.Grazie sempre per la tua garbata presenza.

Chicchina Acquadifuoco ha detto...

Tomaso,il lavoro che manca è un grosso problema,lo sappiamo quando i nostri figli devono andare fuori per lavorare.Noi allora avevamo la speranza che le cose potevano cambiare,avevamo l'entusiasmo e il coraggio di chi ricominciava.Speriamo ancora,ma con meno entusiasmo.

Chicchina Acquadifuoco ha detto...

Vero Nou,ci sentivamo parte di un tutto,avevamo comuni speranze e comuni destini.Il vento dell'egoismo e del disinteresse ha disperso tante buone e sagge energie.Ho vissuto,come tanti, stagioni di grande coraggio e voglia di crescere.Comincio ad essere stanca e mi rifugio nei ricordi.Grazie per le tue preziose parole.

Chicchina Acquadifuoco ha detto...

Andrea,bello condividere qualche ricordo d'altri tempi.Tutto era più semplice,e genuino.E se ancora qualcosa sopravvive lo dobbiamo alla nostra voglia di non mollare,al nostro tenace attaccamento a quelli che ci sembravano valori giusti di umana condivisione.Ciao,anche se in pochi,è bello ritrovare il piacere di un buon bicchiere in compagnia.

riccardo ha detto...

Chicchina: "rifugiarsi nei ricordi" va molto bene, quando quei ricordi sono così belli!
Oggi molte persone hanno dimenticato, o questo oblio è stato loro imposto, che cosa siano state le lotte dei lavoratori.
Purtroppo, senza questa consapevolezza e senza questa memoria storica, non si va da nessuna parte. Non ci va nessuno.
Oggi sia i giovani che quelli che lo sono meno (io ho 54 anni) hanno la certezza che andrà.. peggio.
Ma questo perchè in giro c'è troppo fatalismo e diciamo la verità: noi che abbiamo studiato, abbiamo meno carattere dei nostri antenati operai, minatori, contadini, pescatori...
Loro sfidavano fame nera e cannoni dell'esercito; invece molti di noi... lasciamo perdere!
Mi sento molto amareggiato ma non voglio cedere all'amarezza: gli uomini e le donne possono ancora, se vogliono, cambiare le cose.
Scusa la lunghezza e buon fine settimana!
Riccardo

Chicchina Acquadifuoco ha detto...

Dimenticare fa comodo,quando non si ha voglia di pensare e di fare l'analisi della storia.ho vissuto e conosciuto le lotte contadine,con mio padre che organizzava e dirigeva le barricate e noi,i più grandicelli a cercare di capire le preoccupazioni e l'ansia di mia madre.Per questo forse la ricorrenza del I maggio mi è rimasta nel sangue.Io continuo a sperare in una rinascita,una nuova presa di coscienza e che non tutto sia stato inutile e vano.La società moderna ha altri problemi,altra organizzazione,altri tipi di lavoro,ma sempre da questo bisogna partire,specialmente quando non c'è e si creano alibi per svilire anche quel poco che rimane,assieme alla dignità di chi cerca anche il poco si adatta.ogni tuo commento apre per me nuovi motivi di discussione e li accetto con vero piacere.Grazie Riccardo.