In Sicilia viviamo frequenti ricorrenze luttuose perché molti morti e molte tragedie
hanno segnato il cammino verso un normale processo di crescita
civile,culturale ed economica. Morti di uomini che hanno tentato un
possibile riscatto.
Ne ricordo due,legati da
piccoli numeri,ma carichi di emozioni e significato.
100 PASSI,nel caso di Peppino Impastato -tanti pochi passi per dividere la legalità dalla
mafia,la vita dalla morte, il bisogno di riscatto dalla barbarie e
dal sopruso di quanti non accettano che qualcosa cambi,che i
cittadini onesti possano rialzare la testa.
100 GIORNI quelli vissuti
dal Generale Dalla Chiesa,a Palermo,prima che tutto si concludesse
tragicamente in via Carini.
L'insediamento del Generale
Dalla Chiesa era stato salutato da molti come un momento di svolta
nella tormentata vita della città capoluogo,e di tutta la Sicilia.
Ma già dubbi ed incertezze erano nell'aria,per le modalità della
nomina,per le poche forze messe in campo a sostegno di questa nomina
e del lavoro che si sarebbe dovuto fare.
Da solo e “a mani
nude”per affrontare la piovra mafiosa che tutto avvolgeva,in città
ed in periferia,nei Palazzi e nei salotti buoni,come nei piccoli
centri e nelle campagne,tutto stringeva in un abbraccio mortale
capace di stritolare nelle sue spire,attività economiche
commerciali,agricole,lavori pubblici,attività politiche e stampa ,se
elementi di contrasto agli interessi mafiosi.
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foto dal webb |
L'arrivo di questo Generale dei Carabinieri,dirompente per metodi e idee,avrebbe dato fastidio anche in
certi ambienti politici,abituati da anni a convivere con situazioni
di complicità e vicinanza di personaggi poco raccomandabili,e
prendere decisioni di dubbia regolarità,al limite,se non palesemente
in contrasto della legalità.
Potrebbe essere anche
questo il motivo che ha permesso un così breve periodo di
lavoro,CENTO GIORNI,appunto.
Un uomo solo,per
un'impresa titanica
Non sapremo mai se ci
sarebbe riuscito,quali risultati avrebbe ottenuto,con quali
metodi,quali strategie,quanti politici,quanti delinquenti mafiosi
sarebbero rimasti sul campo.
Non sapremo mai.
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foto dal webb |
Una,o più mani armate,hanno messo fine a un progetto ma anche a due vite,unite per sempre nell'impegno civile e nell'amore. Caduto con loro anche un carabiniere, al servizio dello stato e della comunità.
16 commenti:
Post perfetto, grazie Chicchina.
Un salutone,
aldo.
Cara Chicchina, ecco quello che ci vuole, per non dimenticare.
Tomaso
Ciao Aldo.Avere un tuo commento è sempre un piacere.Grazie e un abbraccio.
Tomaso,almeno un ricordo perchè dimenticare è facile e tutto sarebbe stato inutile.Ciao.
Mai dimenticare!
Serena giornata.
Almeno la memoria..Grazie Lorenzo e buoni giorni anche a te.
Chicchina carissima, forse adesso dirò una cosa fuori dal coro, ma io sono avvilita e stanca di giornate della memoria. vorrei tanto dimenticare la rabbia che deriva da connivenze, da trattative, invece basta una foto, una frase in tv, la vista di un personaggio che riaffiorano dolori e ferite.
Tutto ha il suo corso e non sempre il tempo è una medicina.
Gingi
Qui le opinioni sono importanti ed indispensabili per tenere viva la possibilità di scambio e dialogo,e su questo lo sai quanto simo d'accordo.
Il valore del ricordo,non delle celebrazioni,per me dovrebbe servire proprio a scalfire i muri impenetrabili della ipocrisia di chi prima ha armato molte mani,per nascondersi,subito dopo ma impedendo che qualsiasi ricerca della verità potesse affiorare ,per chiudere così profonde ferite.Non ricordare darebbe gioco chi spera proprio questo,che passi troppa acqua sotto i ponti per poter fare luce...
Conosco meglio queste orribili stragi per le pellicole seguite con estremo interesse ,questi sacrifici di grandi persone e poveri innocenti strette dallo spiraglio della criminalità organizzata...
Quante brutture e quanti lutti inutili, quanto dolore, quanti pianti e quanta pena....
Eppure anche questo è un pezzo importante della nostra vita!
Grazie Chicchina mia..
Un bacio enorme!
Una grande figura come, del resto, anche Falcone e Borsellino che forse avevano più mezzi ma che hanno fatto la stessa fine. Oggi ci sono, forse, meno attentati perché penso che la mafia si sia rivolta più verso gli affari finanziari che verso attività locali. Complimenti per il post e buon fine settimana.
Ciao, passo velocemente, dopo una lunga assenza per malattia, a lasciarti un saluto. Un grande post che tornerò a rileggere con più calma.
A presto.
Antonella
Cara Nella,vivendo al Sud,e in Sicilia, ho seguito molto da vicino i fatti,integrandoli con la realtà dei luoghi,la sua storia,nel bene e nel male.E' un pezzo della nostra vita ed un prezzo che si è pagato prima che le persone comuni prendessero coscienza e diventassero cittadini,attivi,informati,capaci di reazioni positive.Ti abbraccio.
Elio,la tua analisi è perfetta,oggi non si compiono più gesti eclatanti,abbiamo meno morti e meno stragi,ma è solo cambiato il metodo,la sostanza c'è ancora,nella sua crudele e invasiva realtà.
Grazie Antonella,per la tua presenza.Mi spiace per la tua salute,avevo letto qualcosa.Spero sia tutto risolto e ti faccio tanti auguri.A presto.
Ciao, arrivo dal blog di Sciarada e ti passerò il testimone per il suo calendario dell'Avvento.
Intanto ti faccio i complimenti per il tuo blog. Veramente interessante.
Ci rileggermo ancora.
Ciao Patri
Grazie Patricia per il gradito commento.E' un impegno importante ricevere il testimone e passarlo, cogliendo l'idea e lo spirito della nostra cara ispiratrice,Sciarada.Sarà un piacere anche per me passare e curiosare sul tuo blog,so già di trovare cose interessanti.A presto.Chicchina
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