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domenica 27 gennaio 2019

GIORNO DELLA MEMORIA O MEMORIA DEI GIORNI?

Oggi,il giorno della memoria dell'Olocausto,vorrei lasciare anch'io un ricordo,una nota.Ma la rete è così piena e ricca di interessantissime memorie che continuerò a leggere per giorni.
Ma poi,che cos'è la memoria?Un cassetto nel quale riponiamo i nostri ricordi,e che apriamo di tanto in tanto per rivederli,rivederci?
Non credo sia queso o solo questo,ed è uno dei motivi per cui non mi piacciono le giornate dedicate:la donna,la mamma,i nonni,San Valentino e la giornata della memoria,appunto.
Serve,certo,almeno per un giorno siamo tutti obbligati, anche i più distratti,a fermarci un momento,a riflettere,ricordare.
Ma la memoria è anche altro,è qualcosa di vivo,in continua evoluzione,è un cervello pensante che guarda quello che succede,ascolta chi racconta,elabora le notizie,si informa,se ne fa un'opinione.Solo dopo accantonerà tutto nei cassetti della mente,che si aprono automaticamente ad ogni piccolo riferimento,ad ogni notizia,ad ogni fatto che può essere collegato a fatti precedenti,
La memoria fa confronti:ieri,oggi,fatti che sembrano lontani ma che hanno qualcosa in comune,qualche assonanza,Solo così la memoria del passato non è notizia sterile,che ci fa indignare,gioire,amare,ricordare,una volta l'anno,a comando.
Ogni giorno dovremmo legare gli eventi,anche quelli più banali e quotidiani alle memorie che abbiamo custodito.Ogni giorno c'è qualcunoche subisce angherie,abusi,atti di bulliso,ed allora devo dobbiamo,dovremmo ricordarci che tante tragedie dell'umanità si sono consumate perchè in quel momento molti non hanno avuto coscienza di quanto succedeva,non avevano memoria,non avevano saputo collegare i fatti con cose che da qualche altra parte,in qualche altro tempo, erano già successe.










sabato 16 maggio 2015

LA MEMORIA E GLI ANNIVERSARI


16 MAGGIO 1955-16 MAGGIO 2015
Sono sessanta anni, oggi, dalla uccisione del sindacalista siciliano Salvatore Carnevale.
Abbiamo ricordato qualche giorno fa l'uccisione di Peppino Impastato.
E il primo maggio,ancora un anniversario di morti:la strage di Portella della Ginestra.
Solo in questo mese di maggio....
La Sicilia,terra di profondi contrasti e contraddizioni,ha bisogno di martiri anche per le conquista di diritti elementari:diritti del lavoro,diritto alla legalità,alla giustizia.Ma è una tela di Penelope...uomini di coraggio ma soli,tentano di costruire l'ordito della storia con la trama delle loro parole,delle loro ribellioni,del loro sangue.Qualche passo in avanti,ma poi altre forze, remando al contrario,disfano l'esile tela appena creata.
Certo di cambiamenti ce ne sono,ma spesso gattopardeschi,manca un comune sentire,una comune volontà di cambiamento reale,siamo bizantineggianti nei ragionamenti,troppi 'distinguo'quando è il momento di decidere,troppo individualismo per accettare condivisioni difficili.
Sono solo una osservatrice,non ho verità storiche o di costume,ed esprimo solo mie impressioni personali,considerazioni amare e disincantate.


Salvatore Carnevale-dal web
Sulla uccisione di Salvatore Carnevale alcuni versi scritti da Ignazio Buttitta,poeta e cantastorie siciliano.
Ancilu era e nun avia ali
nun era santu e miraculi facìa,
'n cielu acchianava senza cordi e scali
e senza appidamenti nni scinnia;
era l'amuri lu so' capitali
e 'sta ricchizza a tutti la spartìa:
Turiddu Carnivali nnuminatu
ca comu Cristu nni muriu ammazzatu. 

Di nicu lu patruzzu nun canuscìu,
appi la matri svinturata a latu
cumpagna a lu duluri
e a lu piniu.
ed a lu pani nivuru scuttatu
Cristu di 'n cielu lu binidicìu,
ci dissi: "Figghiu, tu mori ammazzatu;
a Sciara li patruna, armi addannati,
ammazzanu a cu voli libirtati".

Per i non siciliani

Angelo era e non aveva ali
non era santo e miracoli faceva,
saliva in cielo senza corde e scale
e senza sostenersi ne scendeva;
era l'amore il suo capitale,
questa ricchezza con tutti la spartiva:
Turiddu Carnevale nominato
che come Cristo morì ammazzato.

Da piccolo il padre non conobbe,
ebbe la madre sventurata al fianco
compagna nel dolore
e nelle pene.
del pane nero a fatica sudato
Cristo benedicendolo
gli disse: "Tu, figlio mio, morirai ammazzato;
i padroni di Sciara, quei dannati,
ammazzano chi vuole libertà."
La poesia è molto lunga e articolata.

Anche in questo caso ,i versi strazianti per il dolore della madre,mi ricordano le parole della madre di Pappino Impastato.


Francesca Seria,la madre.dal web

Per chi volesse leggere la poesia completa,con versione in italiano e
una interpretazione raccontata e cantata dal cantastorie Ciccio Busacca:
Canzoni contro la guerra:Lamentu pi la morti di Turiddu Carnevale





venerdì 25 aprile 2014

LA STORIA,LE STORIE E LA MEMORIA


25 aprile 2014

Ho seguito in TV la celebrazione della Resistenza all'Altare della Patria,e mi ha emozionato la presenza,scontata, del nostro Presidente,principalmente per la sua età,messa a dura prova dalla sua funzione di Capo dello Stato.
Forse eccessiva,la celebrazione,forse troppo paludata,forse..
Ma se non c'è un momento per la memoria,cosa rimane della Storia,quella che leggiamo sui libri e che spesso ci sembra lontana,quasi non ci appartenesse?

Tante piccole storie,vissute raccontate tramandate oralmente, atti di coraggio,di abnegazione,di ribellione concorrono a scrivere la grande Storia,un mare infinito alimentato nei secoli da piccoli rigagnoli,che diventano fiumi impetuosi.
E perché questo succeda ,serve il ponte fra chi c'è stato e può o ha potuto raccontare e chi sa ascoltare,capire per raccontare a sua volta.
Le vittorie o le sconfitte dei popoli dicono poco,sopo pagine o spesso righe stilate dai vincitori o dai vinti.
Ma se i fatti sono raccontati da chi li ha vissuti,da chi ne è stato testimone,ci sentiamo partecipi ricorderemo,e a nostra volta racconteremo,dando spessore e credibilità ai fatti stessi.

Questo sono per me,le celebrazioni: un ponte,un anello nella catena del ricordo,un invito a non dimenticare ,perché senza memoria non c'è storia.
Ho visitato anni fa Marzabotto,mi sono fermata a leggere dei nomi,da quell'interminabile elenco,a riflettere su quello che era successo. Non era solo solo un elenco ma immaginavo,racchiusa in ognuno di quei nomi, una storia umana,con delle speranze dei sogni degli affetti,stroncati al momento dell'eccidio.
Immaginavo l'ultimo pensiero,l'ultima immagine registrata dalla vista già offuscata dalla paura.
Quei nomi sono nella Storia,sono la Storia,ed un po di quella Storia l'ho rivissuta ,è diventata parte della mia memoria.

domenica 22 luglio 2012

QUANDO I MIEI OCCHI


Quando i miei occhi si perdevano nei tuoi.
E il mondo intorno non esisteva più.Dissolvenza lenta di visi immagini voci,restavamo soli,solo noi.

..........
e Ma 'o bbi' ca dint' 'o piatto
se fa fredda 'a frittata...?
Comme me so' distratto!
Comme te si 'ncantata!....

(salvatore di giacomo
-na tavernella)



Pubblico la Poesia completa di Di Di Giacomo,sperando di fare cosa gradita agli appassionati di poesia vera.

Maggio. Na tavernella
ncopp' Antignano: 'addore
d'anepeta novella;
'o cane d"o trattore

c'abbaia: 'o fuste 'e vino
nnanz' 'a porta: 'a gallina
ca strille 'o pulicino:
e n'aria fresca e ffina

ca vene 'a copp'
'e monte ca se mmescha c"o viento,
e a sti capille nfronte
nun fa truvà cchiù abbiento...

Stammo a na tavulella
tuutte e dduie. Chiano chiano
s'allongha sta manella
e mm'accarezza 'a mano...

e Ma 'o bbi' ca dint' 'o piatto
se fa fredda 'a frittata...?
Comme me so' distratto!
Comme te si 'ncantata!....
(salvatore di giacomo)

venerdì 27 gennaio 2012

PER NON DIMENTICARE










Quando le immagini parlano
conserviamone memoria:
altre parole sarebbero superflue
inadeguate forse.

Il nostro compito è
RICORDARE

La nostra promessa
MAI PIU'